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Verso il 9 novembre
capannone | 21 Ottobre, 2007 23:25

Giovedì 25 Ottobre ore 21.00 - Cso Pedro, per costruire insieme la giornata di sciopero generalizzato del 9 novembre

Dopo avere assistito allo scontato esito della consultazione-truffa indetta dai sindacati confederali per legittimare una intesa con la quale si sono premiati gli industriali e nulla è stato fatto contro la precarietà, è necessario ripartire dal basso, dai bisogni di milioni di precari per rimettere in moto percorsi di lotta a partire dai territori.

Con l’accordo sul welfare si è aumentata l’età pensionabile e con la revisione dei coefficienti, le pensioni saranno sempre più da fame; sulla legge 30 verrà abrogato solo il lavoro a chiamata e rimane inalterato l’intero impianto dei contratti a termine e della somministrazione di lavoro; con il part-time verrà data ancora più libertà alle aziende di cambiare a piacimento il turno e verranno utilizzati i co.co.pro, con un aumento della contribuzione, per finanziare la riforma dello scalone; inoltre, con lo sgravio della tassazione sugli straordinari si incentiva ancora di più l’uso di questo strumento.

Tutto questo si coniuga nei territori con politiche di devastazione ambientale, di esclusione sociale e di militarizzazione della società. Sia a livello governativo nazionale, sia a livello locale, è sempre più difficile distinguere la colorazione delle coalizioni che governano le nostre città. Ma a fronte di tale situazione, molte realtà sociali stanno cercando di opporsi a queste politiche: a partire dalle migliaia di comitati, sorti un po’ ovunque, dal nord al sud, dall’est all’ovest, si stanno delineando importanti movimenti, non solo di resistenza contro le scelte criminali di questo Governo – vedi solo la lotta contro il progetto TAV o contro la costruzione dell’aeroporto Dal Molin - ma anche che rivendicano una nuova progettualità di vita per tutti.

A partire dal variegato mondo che ha dato vita all’assemblea di Roma del 7 ottobre e al Patto contro la Precarietà, si tratta di declinare, a livello regionale la proposta di costruire la giornata del 9 novembre. Giornata che vuole essere di sciopero per i lavoratori e per gli studenti, ma che deve cercare anche di interagire con le problematiche del vivere sociale, per costruire in Veneto un’esperienza concreta di sciopero generalizzato che veda la mobilitazione di tanti mondi di soggetti diversi, riunificati nella battaglia contro la precarietà, che non è riducibile semplicemente ad un dato lavorativo o di reddito.

Su questi presupposti, come Cso Pedro facciamo appello a tutte le realtà del Veneto di partecipare all’assemblea del 25 ottobre ore 21 al Cso Pedro via Ticino 5 a Padova nella quale decideremo le modalità di costruzione della giornata del 9 novembre.

Cso Pedro

 

 

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Fermeremo la bonifica!
capannone | 21 Ottobre, 2007 22:48

Sabato 27 ottobre fiaccolata


«Se la bonifica dagli ordigni bellici in corso all’aeroporto Dal Molin non sarà finalizzata alla realizzazione del parco pubblico, ma alla nuova base Usa, metteremo in atto azioni creative di boicottaggio e rallentamento dei lavori»; questo, in sintesi, il messaggio del Presidio Permanente No Dal Molin, esposto durante una conferenza stampa alla quale hanno partecipato circa 200 persone. «Il commissario Costa ha definito la bonifica un regalo ai vicentini: lo è soltanto se poi quel territorio sarà dei vicentini, cioè diventerà un parco pubblico».

 

Mentre da un furgone parcheggiato all’esterno della recinzione dell’aeroporto si innaffiavano gli alberelli piantati lo scorso settembre al termine di una manifestazione, con un megafono  alcuni portavoce del Presidio hanno commentato le ultime notizie. A partire, per l’appunto, dall’avvio dei lavori di bonifica, iniziati in gran segreto all’alba di mercoledì 17 ottobre. «Il commissario Costa, presentatosi a Vicenza come l’uomo della trasparenza, sta ingannando i vicentini nascondendogli la verità sul Dal Molin. Cosa accadrà quando dovranno brillare gli ordigni rinvenuti, visto che non è stato reso pubblico alcun piano di evacuazione?», ha chiesto Francesco Pavin, che ha anche ricordato che non esiste alcun atto di cessione del terreno da parte del governo italiano a quello statunitense, e quindi si prefigurerebbe un vero e proprio abuso edilizio da parte dell’amministrazione a stelle e strisce.

 

Decisa anche la risposta alla Giunta comunale, che ha ventilato ancora una volta lo sgombero e la demolizione del Presidio Permanente ; «il Presidio non si tocca – ha dichiarato Cinzia Bottene – e noi abbiamo in progetto di ampliarlo e raddoppiarlo per far diventare il luogo simbolo della lotta dei vicentini più grande ed accogliente»

 

La prossima iniziativa è prevista per sabato 27 ottobre, quando si svolgerà una fiaccolata contro le bonifiche e in difesa del Presidio Permanente. Al tendone di Ponte Marchese ci si prepara ad una resistenza di lungo periodo.

  

Presidio Permanente, Vicenza,  21 ottobre 2007

 

 

 

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