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Alla caserma no war forse un residence universitario
capannone | 14 Gennaio, 2008 15:31

Nei giorni scorsi sulla stampa locale è uscito un articolo sull'ex-caserma Borghesi, occupata durante la tre giorni europea per trasformarla in un ostello a disposizione dei manifestanti provenienti da tutta Europa. Solo dopo l'occupazione e dopo ben oltre 10 anni di abbandono improvvisamente sembra che ci sia un progetto sull'area, ossia di ricavare un residence universitario. Stiamo parlando di "idee", "proposte", quindi nessun progetto, nessuna iniziativa concreta. Questo si traduce che per chissà quanti anni quel posto rimarrà chiuso. Basta pensare all'ex-Siamic, altra area abbandonata di proprietà provinciale, che doveva diventare un hotel a cinque stelle, i cui lavori dovevano iniziare ancora 6 anni fa. Una soluzione ci sarebbe e i ragazzi che hanno occupato l'ex-borghesi l'hanno proposta: affidare a loro in comodato d'uso gratuito l'area per realizzare un spazio di socialità per i giovani....

dal Giornale di Vicenza 10/01/08

BORGHESI. L’idea per l’immobile inutilizzato
«Un residence universitario nell’ex caserma»
di Marco Scorzato

Per una notte si è già “vestita” da alloggio-ostello, dando riparo ai No-base calati a Vicenza da varie parti d’Italia per la manifestazione del 15 dicembre scorso. Ma quella era un’occupazione, per di più con strascico polemico. Eppure potrebbe essere proprio quella “residenziale” la funzione futura dell’ex caserma Borghesi di Borgo Casale. La Provincia, d’intesa con la Fondazione studi universitari, sta pensando di metterla al servizio dell’università: farne un residence per studenti sembra l’ipotesi più allettante.
«Potrebbe essere la sede ideale per ospitare i nuovi alloggi per studenti, in vista dello sviluppo del polo universitario nell’area ex Cosma», spiega Nereo Galvanin, assessore provinciale al Patrimonio. Per ora, come dice lo stesso assessore, «è solo un’ipotesi di lavoro», alla quale però Palazzo Nievo si sta già dedicando concretamente. «Su indicazione del presidente Attilio Schneck - sottolinea Galvanin - abbiamo deciso di costituire un gruppo di lavoro formato dai rappresentanti della Fondazione studi universitari e dai dirigenti dell’Edilizia scolastica della Provincia». Un piano operativo, tuttavia, è ancora di là da venire: «Per ora stiamo ragionando sulla destinazione dell’edificio - prosegue l’assessore -. Dare risposte ad un’università che cresce ci pare interessante».
L’idea del residence studentesco sbloccherebbe una situazione che si era un po’ impantanata negli anni. Dal 2004, quando la Provincia acquisì all’asta la caserma Borghesi dal ministero della Difesa, diverse ipotesi di utilizzo si sono succedute senza portare a nulla di concreto. L’ipotesi della vendita non è praticabile se non dopo il 2014, visto che sull’immobile pende un vincolo decennale di inalienabilità.
Ora è la stessa Fondazione ad aver manifestato la necessità di reperire nuovi alloggi. Lo conferma Carlo Terrin, il direttore. «Pensando ad un potenziale aumento di 1.500 studenti iscritti - afferma - dovremmo garantire nuovi posti letto per circa un terzo di loro, ma anche il 15% sarebbe già un buon risultato». Un fabbisogno, dunque, di almeno 250 alloggi. «Oggi gli alloggi disponibili, gestiti dall’Esu, sono una sessantina a S. Silvestro. A questo si somma la necessità di aule-studio e mense», aggiunge Terrin. «Con un’adeguata ristrutturazione - riprende Galvanin - la Borghesi potrebbe ospitare decine e decine di mini-alloggi con camera da letto e bagno. E non è escluso che si possano ricavare pure una mensa e aule studio».
Aumentare l’offerta ricettiva è l’obiettivo condiviso dalle parti, in vista del completamento del nuovo polo nell’area ex Cosma. A settembre 2008, secondo le previsioni della Provincia, il primo stralcio della struttura dovrebbe essere consegnato. Il primo anno universitario, però, dovrebbe essere il 2009-2010.
L’idea del campus a due passi dal centro alletta sia Galvanin che Terrin. «Si tratta di una zona ideale ed integrata al centro della città - conclude Terrin -. Quello tra la ferrovia, piazza Matteotti e il parcheggio Bassano è un triangolo strategico». Del resto il piano urbanistico comunale prevede che la zona dello stadio Menti sia destinata a servire il polo universitario. Come? Lo decideranno gli amministratori.
 

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