BASE USA VICENZA
COMIPAR: QUANTA CONFUSIONE
Ad ovest è meglio che a est. Più lontani dalla trafficata Via S. Antonino: occhio non vede, cuore non duole, avranno pensato i componenti del Comipar nel chiuso delle loro stanze.
Una vera e propria rivoluzione, firmata Paolo Costa. Cinquanta metri fan la differenza: distruzione della falda acquifera? Cementificazione del territorio? Stoccaggio di armamenti? Militarizzazione della città? La «decisione democratica», come la definisce il commissario, di realizzare la base Usa non prevede questi problemi. Tra dieci anni li chiameranno «effetti collaterali», come i morti che causano le loro bombe.
La decisione odierna del Comipar è del tutto priva di significato nella babele di posizioni che, in queste settimane, sta attraversando i promotori della militarizzazione della città berica; il commissario Costa parla di “decisione democratica”: dovrà accettare che, in democrazia, possa esserci la maggioranza della comunità locale che continua ad opporsi alla realizzazione dei progetti statunitensi. E questa, attualmente, è anche l’unica certezza dell’intera vicenda: la nuova base Usa non si realizzerà perché tanti cittadini sono determinati ad impedirlo.
Presidio Permanente, Vicenza, 19 novembre 2007
VERSO LA TRE GIORNI DI MOBILITAZIONE EUROPEA DI DICEMBRE
SABATO 27 OTTOBRE
FIACCOLATA NO DAL MOLIN
Ritrovo ore 17.30 al Presidio
Il governo Prodi ed il proprio emissario Costa hanno dato il via ai lavori per la bonifica dell’area dell’aeroporto Dal Molin nel più stretto segreto, facendo entrare i mezzi e gli strumenti utili a queste operazioni all’alba del 17 ottobre.
La bonifica dagli ordigni bellici, sganciati da bombardieri inglesi e statunitensi nell’ultimo conflitto mondiale, rappresenta la seconda operazione funzionale alla realizzazione della nuova base Usa dopo il tentativo della scorsa primavera – bloccato dal movimento – di posare cavidotti in fibra ottica. Il commissario Costa, nel tentare di giustificarla, l’ha definita un “regalo ai vicentini”, non considerando che un dono è tale soltanto se poi sarà pienamente usufruibile dai destinatari.
Negli ultimi giorni, poi, la Giunta comunale ha rinnovato il proprio attacco politico al Presidio Permanente, simbolo della lotta di tanti vicentini contro la militarizzazione del territorio. Un luogo di partecipazione e confronto viene messo all’indice in quanto metafora di un movimento che ha fatto della trasversalità e della determinazione la propria forza.
Ci rivolgiamo alle donne e agli uomini di Vicenza, a quanti hanno a cuore il futuro di questa terra, a coloro che non vogliono nuove installazioni di guerra.
Sabato 27 ottobre saremo di nuovo in strada, con le nostre fiaccole e le nostre bandiere, per ribadire la nostra determinazione, ma anche per dare un segnale chiaro a quanti vorrebbero imporci la realizzazione del progetto a stelle e strisce e vorrebbero criminalizzare il movimento vicentino.
Una fiaccolata per:
- difendere il Presidio Permanente da chi vorrebbe abbatterlo credendo, così, di imporre il silenzio al movimento vicentino;
- dare un ultimatum di 7 giorni al commissario Costa, al quale chiediamo di dichiarare ufficialmente che, essendo “un regalo ai vicentini”, la bonifica è funzionale alla riconversione ad usi esclusivamente civili del Dal Molin, rinunciando alla realizzazione della nuova base Usa. Se questo non avverrà, costruiremo azioni creative di blocco, rallentamento e boicottaggio delle bonifiche belliche;
- chiedere con forza che la moratoria sulle nuove strutture militari, promessa mesi fa dal comitato di parlamentari contrari al Dal Molin, sia resa effettiva dal Parlamento italiano entro due settimane.
La fiaccolata di sabato 27 sarà il primo di una serie di appuntamenti ed iniziative verso la tre giorni di mobilitazione europea del prossimo dicembre, quando a Vicenza cittadini di tutta Europa si incontreranno e manifesteranno contro la guerra e le installazioni militari, per la difesa dei beni comuni e la realizzazione di nuove pratiche di democrazia.
Vicenza non si ferma: giù le mani dal Presidio, giù le mani dalla nostra città.
Presidio Permanente, Vicenza, 23 ottobre 2007
Sabato 27 ottobre fiaccolata
«Se la bonifica dagli ordigni
bellici in corso all’aeroporto Dal Molin non sarà finalizzata alla realizzazione
del parco pubblico, ma alla nuova base Usa, metteremo in atto azioni creative di
boicottaggio e rallentamento dei lavori»; questo, in sintesi, il messaggio del
Presidio Permanente No Dal Molin, esposto durante una conferenza stampa alla
quale hanno partecipato circa 200 persone. «Il commissario Costa ha definito la
bonifica un regalo ai vicentini: lo è soltanto se poi quel territorio sarà dei
vicentini, cioè diventerà un parco pubblico».
Mentre da un furgone parcheggiato all’esterno della recinzione dell’aeroporto si innaffiavano gli alberelli piantati lo scorso settembre al termine di una manifestazione, con un megafono alcuni portavoce del Presidio hanno commentato le ultime notizie. A partire, per l’appunto, dall’avvio dei lavori di bonifica, iniziati in gran segreto all’alba di mercoledì 17 ottobre. «Il commissario Costa, presentatosi a Vicenza come l’uomo della trasparenza, sta ingannando i vicentini nascondendogli la verità sul Dal Molin. Cosa accadrà quando dovranno brillare gli ordigni rinvenuti, visto che non è stato reso pubblico alcun piano di evacuazione?», ha chiesto Francesco Pavin, che ha anche ricordato che non esiste alcun atto di cessione del terreno da parte del governo italiano a quello statunitense, e quindi si prefigurerebbe un vero e proprio abuso edilizio da parte dell’amministrazione a stelle e strisce.
Decisa anche la risposta alla Giunta comunale, che ha ventilato ancora una volta lo sgombero e la demolizione del Presidio Permanente ; «il Presidio non si tocca – ha dichiarato Cinzia Bottene – e noi abbiamo in progetto di ampliarlo e raddoppiarlo per far diventare il luogo simbolo della lotta dei vicentini più grande ed accogliente»
La prossima iniziativa è prevista per sabato 27 ottobre, quando si svolgerà una fiaccolata contro le bonifiche e in difesa del Presidio Permanente. Al tendone di Ponte Marchese ci si prepara ad una resistenza di lungo periodo.
Presidio Permanente, Vicenza, 21 ottobre 2007
COSTA: ECCO LA SUA TRASPARENZA
Le bonifiche iniziate nel più stretto segreto
Il commissario Costa è venuto a Vicenza per imporre la nuova base Usa, non per rendere le procedure trasparenti. La bonifica dell’aeroporto Dal Molin degli ordigni inesplosi sganciati dagli statunitensi nel 1944 è iniziata quest’oggi all’alba senza che i cittadini fossero informati.
Se il commissario Costa nasconde ai vicentini anche la data d’inizio delle bonifiche, come è possibile credere che dirà la verità sulla realizzazione e sull’impatto che il progetto statunitense avrà sulla falda acquifera e sulla città? Costa sta dimostrando il suo metodo di lavoro: nascondere e mistificare per non far conoscere alla comunità locale quanto devastante sarebbe la realizzazione della nuova base Usa a Vicenza.
Non è una novità, del resto; la sua stessa nomina a commissario è stata, per mesi, priva di qualunque atto formale pubblico. Costa deve nascondere ai vicentini i progetti perché, altrimenti, sarebbe costretto ad ammettere che la sicurezza, la salute ed il futuro dei vicentini sono a rischio.
La mobilitazione contro questa opera
continuerà; anche gli ultimi sondaggi dimostrano che la contrarietà è
maggioritaria, e noi continueremo ad esprimere la nostra opposizione ed a
costruire iniziative per impedire e rallentare la realizzazione della nuova base
Usa. Già stasera ci riuniremo per
discutere il da farsi.
Presidio Permanente, Vicenza, 17 ottobre
2007
INCONTRO CON COMMERCIANTI: ANNA JANNO GETTA LA MASCHERA
Apprendiamo dalla stampa locale [Il Gazzettino di Vicenza, 13 ottobre] che Anna Jannò, presidentessa dell’Associazione Vetrine del Centro, non intende incontrarci.
Cosa teme da un faccia a faccia? E’ chiaro che c’è chi sta strumentalizzando i commercianti e che la signora Jannò utilizza il proprio ruolo per ragioni che sono esclusivamente politiche.
La democrazia si basa sul confronto e non sorprende che Anna Jannò lo rifiuti: chi vorrebbe impedire ai cittadini la libera espressione delle idee attraverso le manifestazioni non ha ben chiaro il concetto di partecipazione.
Rinnoviamo il nostro invito ai commercianti e agli artigiani vicentini. Vogliamo discutere con loro come valorizzare la nostra città, le sue opere artistiche ed architettoniche e le tante offerte culturali che essa può esprimere per avvicinare turisti e visitatori.
La tre giorni di dicembre non sarà soltanto un momento di opposizione alla nuova base Usa; per quanti giungeranno nella nostra città per partecipare a dibattiti ed assemblee, sarà anche un’occasione per conoscere i tanti tesori che Vicenza possiede; tesori messi in pericolo da quanti vorrebbero svendere la città per farla diventare un’immensa caserma militare.
Presidio Permanente, Vicenza, 13 ottobre 2007





