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Report da Copenhagen
capannone | 12 Ottobre, 2007 12:01

Un sacco di persone si sono ieri radunate alle 13 a Copenhagen davanti alla Nørrebrohallen, da dove Aktion G13 sarebbe partita, azione lanciata ai primi di Agosto con l’intenzione di occupare una nuova Ungdomshus dopo lo sgombero di Marzo e farlo pubblicamente, avendo dichiarato quando e quale posto si sarebbe occupato. Eravamo giá diverse migliaia quando un inaspettato furgone travestito da vascello pirata con musica dal vivo e bandiere col Jolly Roger é arrivato da Christiania seguito da un corteo di un migliaio di persone.

L’alto livello di organizzazione dell’evento é stato subito chiaro a tutti: 4 furgoni di colori differenti (azzurro, giallo, verde e rosso) guidavano 4 grandi gruppi di manifestanti "attivi", con diversi ruoli, strategie e obiettivi. La strategia "delle 5 dita" del G8 di Rostock era la dichiarata ispirazione. In fondo al corteo il vascello di Christiania con manifestanti meno attivi e famiglie. Altre 12 manifestazioni sono partite alla stessa ora in altre cittá della Danimarca, per tenere forze di polizia occupate in altri posti e quindi lontane da Copenhagen.

Questi i gruppi: azzurro era il gruppo piú mobile; era richiesto l’abito scuro (nero) e i suoi membri dovevano essere pronti a correre e scalare. Giallo era il blocco femminista, che ha agito come un unico corpo collettivo, includente e senza lasciare nessuno indietro. Verde era il gruppo di “contatto”, che é sceso in piazza con scudi di plexiglas e gommapiuma per spingere sui cordoni della polizia; i partecipanti sapevano di andare in contro a manganellate e lacrimogeni. Rosso era il blocco creativo, che ha agito con rapiditá per realizzare azioni comunicative e creative in massima in tempi ristretti.

Prima che il corteo iniziasse é stato piú volte ripetuto che Aktion G13 era un’azione non violenta ma confrontativa, con pratiche di resistenza passiva e disobbedienza civile. Diversi oggetti sono stati distribuiti dai furgoni ai diversi gruppi: foulards azzurri, guanti, succo di limone per i lacrimogeni e un po’ di informazioni sulla strategia al gruppo azzurro, insieme a delle protezioni di gomma per avambracci e stinchi; occhialini da nuoto gialli e maschere gialle per il gruppo femminista; maschere da ninja verdi per il gruppo verde, e altro che non ho purtroppo visto ai rossi.

Siamo partiti tutti assieme come un unico grande corteo di circa 10.000 persone, anche se ogni gruppo aveva diverse strategie di azione, pianificate nei gruppi di lavoro del mese e mezzo scorso. Ad un certo punto un grande numero di scale e palloncini di vernice sono stati distibuiti al gruppo azzurro, che all’improvviso correndo si é staccato dal corteo seguendo due bandieroni azzurri per raggiungere la ferrovia, scalarne i binari e irrompere nell’edificio da occupare da dietro; mentre gli altri gruppi provavano su vie differenti. Il blocco azzurro (composto al momento dell’azione da 500-1000 persone) é stato bloccato negli ultimi 100m di corsa da due blindati arrivati sul luogo pochi secondi prima, che hanno sparato gran quantitá di gas lacrimogeno, e ha reagito prima lanciando i palloncini di vernice, poi sempre di corsa trovando un’altra via per attraversare i binari. Una volta passata la ferrovia un lungo nascondino, corse e tentativi di sfondamento, scalate e intossicazione da lacrimogeno hanno avuto luogo, finché alcuni non sono stati picchiati duramente dalla polizia e altri arrestati, e dopo un’ora si é tornati indietro per cercare di unirsi ad altri gruppi e sfondare su altri lati per prendere l’edificio. Nel frattempo i verdi hanno avuto alcuni scontri con la polizia (manifestanti non violenti mentre la polizia ha picchiato piú forte possibile stavolta) su altri lati dell’area, cosí come i gialli. Il blocco giallo é stato poi quello che verso le 17 é riuscito a sfondare con 200 persone e prendere l’area da occupare, che é stata tenuta salda per poco piú di un’ora, quando la polizia ha circondato tutto nuovamente e ha arrestato tutti in blocco. Nel frattempo gli altri manifestanti si erano ormai allargati a macchia d’olio cercando di sfondare in gruppi piú piccoli. La polizia ha reagito con inaspettata violenza, lanciando lacrimogeni per disperdere anche i piú pacifici gruppi di manifestanti (famiglie con bambini compresi), picchiando duro e arrestando il piú possibile. Gruppi di diverse dimensioni hanno cominciato quindi ad agire indipendentemente, cercando in ogni modo di raggiungere l’edificio da occupare. Dopo lunghi fronteggiamenti due-tre mila persone si sono riunite unendo gruppi piú piccoli e si sono dirette verso la piazza dove il corteo era partito 7 ore prima, decidendo poi di dichiarare l’azione conclusa.

436 persone sono state arrestate, un record per una singola manifestazione. Un sacco i feriti, alcuni a causa delle manganellate ricevute e altri anche per i morsi dei cani poliziotto. Molti gli arresti di persone che non avevano fatto nulla se non correre troppo lentamente durante una carica priva di motivo, che sono stati poi accusati di ogni tipo di idiozia per giustificare legalmente un fermo che é durato per molti piú di 12 ore. In almeno un caso nella stazione di polizia di Valby piú di 200 manifestanti sono stati tenuti in uno scantinato ammanettati dietro la schiena e lasciati a sedere sul pavimento gelido, senza possibilitá di andare in bagno, dormire o mangiare niente fino a che non sono stati rilasciati dopo gli interrogatori (per molti anche piú di 8-9 ore). Alcuni testimoni raccontano che ad un certo punto in serata per qualche motivo non chiaro dei lacrimogeni sono esplosi nello scantinato, e che i poliziotti con le maschere antigas hanno lasciato gli arrestati seduti dove stavano con le mani ancora legate dietro la schiena. Si aspettano ora denunce collettive.

Anche se non si é stati in grado di tenere l’edificio, Aktion G13 é stato un successo. Moltissime persone si sono tovate a Copenhagen con l’intento dichiarato di dare nuova casa all’Ungdomshuset, dopo 7 mesi dal suo sgombero. Attivisti sono arrivati da tutta la Scandinavia, dalla Germania, Gran Bretagna, Polonia e altri paesi ancora. Un’azione di massa ha dimostrato il nostro desiderio di avere una nuova casa, mentre le violenze della polizia nei confronti di una manifestazione non violenta hanno mostrato il loro desiderio di reprimere con le cattive un movimento che non ha perso la sua forza anche dopo una lunga ed estenuante campagna, e che anzi esce da questo 6 Ottobre piú vivo che mai.

"Don’t go home with frustration in your hearts, go home with happiness and joy in your hearts tonight! We took the house with a massive action today, and we kept it for some time. We have showed them our strength, we have showed them our will to take a new house, and neither mass arrests, nor police brutality or teargas will ever stop us. Today we have showed we are still here, and next time, when we will take a house, we will keep it and won’t let them take it back!"

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"Non andate a casa con frustrazione nei vostri cuori, andate a casa con felicitá e gioia nei vostri cuori stasera! Abbiamo preso l’edificio con una grande azione di massa oggi, e l’abbiamo tenuto per un po’ di tempo. Gli abbiamo fatto vedere la nostra forza, gli abbiamo fatto vedere la nostra voglia di prenderci una nuova casa, e né gli arresti di massa, né la brutalitá della polizia o i lacrimogeni ci fermeranno mai. Oggi abbiamo dimostrato di essere ancora qui, e la prossima volta, quando prenderemo una casa, ce la terremo e non lasceremo che se la riprendano indetro!", uno degli attivisti ha detto dal furgone dichiarando l’azione conclusa.

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