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"La Borghesi?Cittadella universitaria, mai ai No War"
capannone | 03 Febbraio, 2008 00:16

dal Gazzettino del 2 febbraio 2008 

Oggi, alle 15, in piazza Matteotti, manifestazione dei collettivi per rivendicare spazi sociali dopo la lettera di Schneck che nega l’uso dell’ex caserma

«La Borghesi? Cittadella universitaria, mai ai No War»

L’assessore Galvanin: «Pronto a spiegare a questi giovani i progetti avviati». Ma l’accusa mossa alla Provincia è di immobilismo

«Vogliamo un altro incontro con la Provincia per capire come la Giunta Schneck intenda affrontare la questione degli spazi sociali e di aggregazione», avevano detto qualche giorno fa i rappresentanti del gruppo giovanile "Caserma No War" per ribadire la richiesta di concessione in comodato gratuito della caserma Borghesi. E ieri mattina la risposta (scritta) è arrivata: il presidente Attilio Schneck respinge ogni richiesta di utilizzo dell'immobile di proprietà della Provincia perché «il sito è da tenersi in piena disponibilità di questa Provincia per la realizzazione delle opere previste», cioè la trasformazione della caserma in una cittadella universitaria con mensa, alloggi, bar, sala studio, area sportiva. «Ci troviamo di fronte di conseguenza ancora nella fase di studio di progetti e ricerca di finanziamenti, come ha dichiarato l'assessore Galvanin alla stampa nei giorni scorsi», commentano i giovani di No War. «In poche parole sia la risposta di Schneck che le dichiarazioni di Galvanin fanno parte di un copione di un film ormai visto troppo volte in questi anni». E annunciano per oggi alle 15 in pizza Matteotti una manifestazione in difesa degli spazi sociali.

L'accusa mossa alla Provincia è di immobilismo: «Quando un gruppo di giovani solleva la problematica sugli spazi sociali, individuando luoghi abbandonati da anni, improvvisamente emergono progetti e lavori di imminente inizio su quell'area: è una storiella che non incanta più. La Provincia ha acquistato da quattro anni la Borghesi e fatalità solo dopo l'occupazione del dicembre scorso (dei No Dal Molin, ndr) viene fuori l'idea del residence universitario. È un dato di fatto: l'ex Siamic in via Verdi, di proprietà provinciale dal lontano 2002 doveva diventare un albergo a cinque stelle ed è ancora abbandonato». Insomma, la Borghesi non sarebbe un caso isolato. Pronta la replica di Nereo Galvanin, assessore provinciale al patrimonio all'edilizia scolastica e alla commissione espropri: «Sono favorevolissimo a un incontro con questi giovani così potrò mostrare loro tutta la documentazione sul progetto relativo alla Borghesi. Abbiamo un calendario lavori che testimonia il fatto che sull'ex caserma stiamo lavorando già da due anni con progetti elaborati dai nostri uffici tecnici. La Fondazione Cariverona, finanziatrice dell'opera (alloggi, aule studio, mensa e servizi per studenti universitari), ha pubblicato un bando approvato ancora in ottobre che scadrà il prossimo 29 febbraio».

I giovani però continuano a chiedere luoghi di aggregazione. «Ma quelli ci sono già», taglia corto Galvanin. «Si trovano nelle circoscrizioni. Forse i 'Caserma No War' vogliono l'esclusiva. Ricordo poi che i principali compiti della Provincia sono scuola, lavoro, viabilità e agricoltura». E la situazione dell'ex Siamic? «Lì al momento siamo bloccati contro la nostra volontà da un contenzioso. C'è infatti il ricorso di un privato che vuole un passaggio sulla nostra proprietà. Il progetto dell'albergo comunque esiste, e stiamo attendendo la l'autorizzazione della Sovrintendenza di Verona. Risolto il contenzioso col privato decideremo come vendere».

Enrico Soli

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da Carta: Vicenza in corteo per gli spazi sociali
capannone | 02 Febbraio, 2008 21:18

sul sito di Carta (www.carta.org) è stato pubblicato un articolo in vista della manifestazione di sabato 2 febbraio per gli spazi sociali.

Vicenza in corteo per gli spazi sociali

Spazi sociali. Già dal nome meriterebbero l’attenzione di antropologi e sociologi. Ma c’è chi si accontenterebbe se anche solo ricevessero l’attenzione dei politici e delle amministrazioni cittadine.
Per portare l’attenzione sulla mancanza di spazi sociali a Vicenza, il gruppo «Caserma no war» organizza sabato 2 febbraio una manifestazione, con un corteo partendo alle 15 da piazza Matteotti arriverà davanti all’ex-caserma Borghesi, a Borgo Casale.
In occasione della manifestazione europea dello scorso dicembre a Vicenza, i ragazzi del collettivo–«un gruppo di giovani, studenti medi e universitari, precari e lavoratori», come loro stessi si definiscono–hanno occupato temporaneamente l’ex-caserma Borghesi, trasformandola in «Caserma no war», un ostello dove accogliere i manifestanti arrivati in città da tutta Europa. «L’occupazione della caserma–precisa Teo, un ragazzo del collettivo–era finalizzata a risolvere il problema logistico dell’ospitalità ai manifestanti, ma con quell’iniziativa abbiamo anche voluto aprire un dibattito sugli spazi sociali in città e in particolare sulle potenzialità degli spazi militari riconvertiti ad uso civile».
Per proporre il loro progetto per lo spazio dell’ex-caserma Borghesi–abbandonata da 10 anni e acquisita all’asta dalla Provincia nel 2004 dal ministero della Difesa–e per lanciare la manifestazione di sabato, il gruppo «Caserma no war» ha consegnato lo scorso martedì una lettera aperta al presidente della Provincia, Attilio Schneck, alla giunta e al consiglio provinciale di Vicenza. «A Vicenza mancano spazi di socialità e di ritrovo–si legge nella lettera del collettivo–dove poter dar sfogo alla propria creatività ed esprimersi liberamente nel campo musicale, artistico e culturale, oltre che sportivo». Come fanno notare i ragazzi del gruppo «Caserma no war», l’ex-caserma Borghesi–per la sua estensione e per la posizione strategica nel centro cittadino–può fornire servizi utili non solo ai giovani, ma anche al quartiere e per tutta la cittadinanza.
Dei numerosi progetti di partecipazione e in favore dei giovani a lungo esibiti dalle amministrazioni locali, nessuno è stato mai realizzato. Alcune fonti locali parlano di un progetto della Provincia da realizzare nell’area dell’ex-caserma Borghesi: d’intesa con la fondazione Studi universitari si vorrebbe costruire delle residenze universitarie, in vista di un aumento degli iscritti. Tuttavia il progetto non è ancora stato presentato e si tratterebbe solo di una proposta, come confermano le parole del forzista Nereo Galvanin, assessore provinciale al patrimonio. «È solo un’ipotesi di lavoro», afferma l’assessore, che però aggiunge «abbiamo deciso di costituire un gruppo di lavoro formato dai rappresentanti della fondazione Studi universitari e dai dirigenti dell’edilizia scolastica della Provincia. Ma al momento stiamo ancora ragionando sulla destinazione dell’edificio».
I ragazzi del gruppo «Caserma no war»–molti dei quali hanno già fatto esperienze di volontariato e gestione di spazi sociali–hanno invece proposto un progetto concreto da attuare nell’ex-caserma Borghesi. «Potremmo realizzare un doposcuola per i ragazzi più giovani–dicono, e continuano–un laboratorio multimediale, un cineforum, degli sportelli informativi per i cittadini e gli immigrati, uno spazio di accoglienza per i senza tetto», le idee sono tante. Il gruppo «Caserma no war» propone di gestire lo spazio secondo i tre principi dell’autorecupero, l’autogestione e l’autofinanziamento.
Si inizia con la manifestazione di sabato pomeriggio, decisi a continuare con determinazione per poter trasformare l’ex-caserma in quello spazio sociale che a Vicenza è sempre mancato. Perchè i giovani diventino protagonisti attivi della vita sociale in città e non «consumatori passivi di un prodotto preconfezionato». In uno spazio dove confrontarsi, partecipare, prendere decisioni condivise e crescere, individualmente, ma anche collettivamente.

 

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Alla caserma no war forse un residence universitario
capannone | 14 Gennaio, 2008 15:31

Nei giorni scorsi sulla stampa locale è uscito un articolo sull'ex-caserma Borghesi, occupata durante la tre giorni europea per trasformarla in un ostello a disposizione dei manifestanti provenienti da tutta Europa. Solo dopo l'occupazione e dopo ben oltre 10 anni di abbandono improvvisamente sembra che ci sia un progetto sull'area, ossia di ricavare un residence universitario. Stiamo parlando di "idee", "proposte", quindi nessun progetto, nessuna iniziativa concreta. Questo si traduce che per chissà quanti anni quel posto rimarrà chiuso. Basta pensare all'ex-Siamic, altra area abbandonata di proprietà provinciale, che doveva diventare un hotel a cinque stelle, i cui lavori dovevano iniziare ancora 6 anni fa. Una soluzione ci sarebbe e i ragazzi che hanno occupato l'ex-borghesi l'hanno proposta: affidare a loro in comodato d'uso gratuito l'area per realizzare un spazio di socialità per i giovani....

dal Giornale di Vicenza 10/01/08

BORGHESI. L’idea per l’immobile inutilizzato
«Un residence universitario nell’ex caserma»
di Marco Scorzato

Per una notte si è già “vestita” da alloggio-ostello, dando riparo ai No-base calati a Vicenza da varie parti d’Italia per la manifestazione del 15 dicembre scorso. Ma quella era un’occupazione, per di più con strascico polemico. Eppure potrebbe essere proprio quella “residenziale” la funzione futura dell’ex caserma Borghesi di Borgo Casale. La Provincia, d’intesa con la Fondazione studi universitari, sta pensando di metterla al servizio dell’università: farne un residence per studenti sembra l’ipotesi più allettante.
«Potrebbe essere la sede ideale per ospitare i nuovi alloggi per studenti, in vista dello sviluppo del polo universitario nell’area ex Cosma», spiega Nereo Galvanin, assessore provinciale al Patrimonio. Per ora, come dice lo stesso assessore, «è solo un’ipotesi di lavoro», alla quale però Palazzo Nievo si sta già dedicando concretamente. «Su indicazione del presidente Attilio Schneck - sottolinea Galvanin - abbiamo deciso di costituire un gruppo di lavoro formato dai rappresentanti della Fondazione studi universitari e dai dirigenti dell’Edilizia scolastica della Provincia». Un piano operativo, tuttavia, è ancora di là da venire: «Per ora stiamo ragionando sulla destinazione dell’edificio - prosegue l’assessore -. Dare risposte ad un’università che cresce ci pare interessante».
L’idea del residence studentesco sbloccherebbe una situazione che si era un po’ impantanata negli anni. Dal 2004, quando la Provincia acquisì all’asta la caserma Borghesi dal ministero della Difesa, diverse ipotesi di utilizzo si sono succedute senza portare a nulla di concreto. L’ipotesi della vendita non è praticabile se non dopo il 2014, visto che sull’immobile pende un vincolo decennale di inalienabilità.
Ora è la stessa Fondazione ad aver manifestato la necessità di reperire nuovi alloggi. Lo conferma Carlo Terrin, il direttore. «Pensando ad un potenziale aumento di 1.500 studenti iscritti - afferma - dovremmo garantire nuovi posti letto per circa un terzo di loro, ma anche il 15% sarebbe già un buon risultato». Un fabbisogno, dunque, di almeno 250 alloggi. «Oggi gli alloggi disponibili, gestiti dall’Esu, sono una sessantina a S. Silvestro. A questo si somma la necessità di aule-studio e mense», aggiunge Terrin. «Con un’adeguata ristrutturazione - riprende Galvanin - la Borghesi potrebbe ospitare decine e decine di mini-alloggi con camera da letto e bagno. E non è escluso che si possano ricavare pure una mensa e aule studio».
Aumentare l’offerta ricettiva è l’obiettivo condiviso dalle parti, in vista del completamento del nuovo polo nell’area ex Cosma. A settembre 2008, secondo le previsioni della Provincia, il primo stralcio della struttura dovrebbe essere consegnato. Il primo anno universitario, però, dovrebbe essere il 2009-2010.
L’idea del campus a due passi dal centro alletta sia Galvanin che Terrin. «Si tratta di una zona ideale ed integrata al centro della città - conclude Terrin -. Quello tra la ferrovia, piazza Matteotti e il parcheggio Bassano è un triangolo strategico». Del resto il piano urbanistico comunale prevede che la zona dello stadio Menti sia destinata a servire il polo universitario. Come? Lo decideranno gli amministratori.
 

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Campagna mediatica contro l'occupazione della Caserma Nowar
capannone | 18 Dicembre, 2007 20:12

Tva Vicenza e Giornale di Vicenza si sono subito attivati per screditare l'esperienza della Caserma Nowar, un'occupazione che ha permesso la creazione di un ostello in città per ospitare i manifestanti in arrivo da tutta Europa. Si è parlato di rilevamento di impronte digitali, macchie di vernice, coperte dimenticate, lattine, ma non ad esempio dello stato di degrado in generale in cui versa la struttura in generale oppure di come sia possibile che un'area così immensa sia vuota da così tanti anni. Ecco l'articolo del Giornale di Vicenza a riguardo: 

DAL MOLIN. Sopralluogo nell’ex caserma Borghesi a Borgo Casale: riscontrati danni, vandalismi e sporcizia

Occupazione conclusa E la Provincia querela


L’occupazione dei No al Dal Molin è finita. La caserma Borghesi torna alla normalità, in attesa della futura destinazione a residence universitario. Ora si contano i danni, che aprono le porte alle polemiche. Questa mattina si riunirà la giunta della Provincia, l’ente proprietario dell’edificio a Borgo Casale. L’assessore al Patrimonio, il forzista Nereo Galvanin, illustrerà una relazione sull’occupazione.
La presentazione di una denuncia appare scontata, come conferma Galvanin, che ieri ha ricevuto la relazione stilata dai tecnici che hanno condotto un sopralluogo con gli agenti della Digos per verificare lo stato della palazzina dopo il passaggio dei No Dal Molin, che l’hanno trasformata per un fine settimana nell’ostello “Caserme no war”, dove sono state ospitate parecchie decine di ragazzi venuti a Vicenza per partecipare al corteo contro la Ederle 2 e alla tre giorni di mobilitazione europea.
«Sono stati ispezionati i diversi reparti e settori dell’ex caserma e sono state scattate fotografie - riferisce l’assessore provinciale -. I tecnici hanno riscontrato danni da scasso in molte serrature esterne e nelle serrature delle porte dell’archivio scolastico, dove comunque non sono stati prelevati documenti. Inoltre, sono stati registrati atti di vandalismo, con l’uso di vernice, e uno stato di sporcizia. Ci siamo già attivati per la sostituzione dei lucchetti e per la messa in sicurezza dello stabile. Siamo intenzionati a presentare una denuncia, augurandoci che sia l’ultima occupazione abusiva. Stiamo da tempo affrontando il progetto per il futuro della Borghesi, che vorremmo collegato all’università, con la creazione di alloggi, mense e altri servizi per gli studenti».
Il caso Borghesi sarà protagonista anche oggi della scena politica. Durante il question time del consiglio provinciale, infatti, è prevista la discussione di una domanda di attualità presentata dal consigliere forzista Roberto Cattaneo, che è anche leader del comitato del Sì al Dal Molin. Cattaneo parla di «decine di manifestanti che hanno agito in modo illegale» e di «occupazione abusiva» della Borghesi «senza aver chiesto alcuna autorizzazione alla Provincia». Il consigliere, inoltre, chiede «quali siano le intenzioni dell’amministrazione provinciale nei confronti di coloro che hanno fisicamente effettuata l’intrusione e di coloro che l’hanno promossa».
Intanto la questura ha avviato le indagini sull’episodio. La settantina di studenti che avevano occupato l’ex caserma per trasformarla in un ostello per il weekend erano già stati identificati giovedì sera, subito dopo il blitz. La polizia ha verificato che mantenessero la promessa di andarsene domenica sera «dopo aver sistemato tutto». In realtà, se buona parte dei rifiuti è stata portata via, gli studenti non hanno lasciato la caserma come l’hanno trovata. Da valutare anche la posizione di coloro che hanno dormito all’interno.
La Digos in queste ore sta lavorando per identificare e poi segnalare in procura tutti gli autori di atti vandalici e illegali compiuti nel weekend. La scientifica ha registrato ore di filmati; ci vorrà del tempo per dare un nome a tutti i responsabili, che comunque in gran parte sono già conosciuti alle forze dell’ordine. G. M. M.

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Lo spritz sarà analizzato
capannone | 06 Novembre, 2007 19:58

I giornali locali di oggi danno spazio alla notizia che ora i campioni di spritz e vin brulè prelevati durante la manifestazione verranno esaminati e se risulteranno veramente alcoolici scatteranno le denunce per violazione della prescrizione del questore. Ma con tutti i problemi che ci sono questi devono perdersi via ad analizzare delle provette di spritz? Vabbeh, ecco l'articolo dal Giornale di Vicenza di oggi martedì 6 novembre. 

INDAGINI. Dopo la protesta in corso Palladio contro l’ordinanza

Lo spritz sarà analizzato

Lo spritz e il vin brulè distribuito sabato pomeriggio da una trentina di giovani del Coordinamento studentesco e del Capannone sociale in corso Palladio, davanti al municipio, per protestare contro l’ordinanza anti-alcol del Comune sarà analizzato. Ieri la Digos ha inoltrato la richiesta alla procura per dare l’incarico ad un consulente di valutare se il liquido sequestrato in alcune boccette contenga alcol o meno. In caso positivo, come era stato dichiarato dagli stessi organizzatori, chi l’ha distribuito rischia una denuncia per non avere obbedito all’ordinanza del questore Dario Rotondi.
La vicenda è nota. Per sensibilizzare l’opinione pubblica in merito all’assurdità del provvedimento dell’amministrazione, che vieta di bere alcolici in pubblico, un gruppo di giovani aveva organizzato una sorta di spritz-party in centro. I promotori avevano chiesto in questura l’ok per un volantinaggio, che era stato accordato, purché non venissero distribuiti alcolici, come annunciato alla stampa, ma non nella richiesta in viale Mazzini.
La Digos - che con i vigili urbani era presente all’iniziativa - aveva controllato lo svolgersi della manifestazione ed aveva sequestrato alcuni campioni del liquido distribuito. Nessuno era stato denunciato, ma in caso di analisi sarà il magistrato a valutare se indagare qualcuno per consentirgli di nominare un consulente durante gli esami. Le bibite erano state sequestrate non solo agli organizzatori, ma anche a comuni vicentini che passavano per il centro e che si erano visti donare un bicchiere per un brindisi assieme in corso.
Nel caso si trattasse di alcol, gli organizzatori verranno denunciati per aver violato l’articolo 18 del Testo unico di leggi di pubblica sicurezza. Per conoscere il responso, sarà necessario attendere alcune settimane.

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rassegna stampa di oggi
capannone | 03 Novembre, 2007 22:18

dal gazzettino

Oggi a Vicenza la manifestazione organizzata da studenti e centri sociali contro l’ordinanza anti-alcol. L’assessore alla Sicurezza: «Guai se la Polizia non intervenisse»

Spritz day, Comune e Questura ai ferri corti

Vicenza

NOSTRO SERVIZIO

Sale la polemica sullo spritz-day annunciato per oggi pomeriggio davanti al Comune di Vicenza.

«Se davvero la Questura scegliesse la linea del non intervento, cosa che mi pare impossibile, il Comune non firmerà più alcun protocollo sulla sicurezza, a meno che al suo interno non si dica che la stessa Questura s'impegna a far rispettare la nostra ordinanza». Sono le dure parole del vicesindaco e assessore alla sicurezza di Vicenza, Valerio Sorrentino, alla vigilia della protesta "alcolica" organizzata per oggi dal Coordinamento Studentesco e da "Capannone Sociale" che si propone, con la distribuzione di spritz e affini davanti ai cancelli del municipio, di violare pubblicamente l'ordinanza no-alcol il 23 ottobre scorso dal sindaco Enrico Hullweck. Da qui la presa di posizione di Sorrentino che, subito dopo l'annuncio dell'iniziativa, è sceso in campo per chiedere un intervento della Questura per far rispettare il provvedimento di divieto di consumo e detenzione di alcol nelle zone pubbliche della città. La risposta? Si tratta di un'ordinanza municipale, per il cui rispetto un qualsiasi primo cittadino non può esigere un intervento di forza pubblica. Un sindaco può invece mettere in campo la propria Polizia locale, per far sì che quella ordinanza del Comune sia applicata e soprattutto, in un caso come questo, rispettata. Che tradotto significa: non spetta alla Questura far rispettare l'ordinanza del sindaco. «Non credo sia possibile che la linea della Questura sia questa - chiarisce subito Sorrentino - Anche perché una posizione di questo tipo non avrebbe alcun fondamento giuridico. Tanto che, a Firenze, la polizia di Stato è intervenuta per far rispettare l'ordinanza comunale contro i lavavetri». E ancora. «Sul posto saranno sicuramente presenti i nostri vigili ma, naturalmente, mi aspetto che sia il funzionario della Questura in servizio ad intervenire qualora fosse necessario».Intanto dalla questura nessun altolà per l'happy hour anti-ordinanza. Ieri, uno degli organizzatori della manifestazione prevista per questo pomeriggio, è stato convocato dai dirigenti della Digos per chiarire le intenzioni che muovono i promotori della protesta, Capannone Sociale e Coordinamento Studentesco. E dagli uffici della questura, dove gli organizzatori si erano recati nei giorni scorsi per mettere al corrente dell'iniziativa le autorità preposte, Teo Molin Fop è uscito con una "buona notizia": nessuno stop alla manifestazione. «Non ci interessa creare problemi, ma dare un segnale politico, sottolineare il valore simbolico dell'azione», è con queste parole che Molin Fop ha spiegato che le ragioni e i modi del dissenso in programma per oggi «non sono tali da scatenare problemi di ordine pubblico». Dal canto suo, il rappresentante dei due movimenti che promuovono la protesta era tranquillo: «Non mi aspettavo bloccassero la nostra iniziativa perchè dal punto di vista dell'ordine pubblico non c'erano motivazioni perchè il presidio venisse vietato. Volevano soltanto conoscere le nostre intenzioni» Tutto pronto allora per questo pomeriggio: a partire dalle 17.30 i manifestanti dovrebbero portare sotto la sede del Comune i loro striscioni e volantini e offrire ai vicentini spritz e vin brulè, per protestare contro la recente ordinanza che vieta il consumo di alcolici negli spazi pubblici.

Roberta Labruna Laura Pilastro

dal Giornale di Vicenza

SABATO A RISCHIO. La manifestazione in centro si farà: in questura richiesta di volantinaggio

Mille pisani in città E la protesta degli spritz
di Diego Neri

Un sabato da pallino rosso. È quello che attende Vicenza quest’oggi, dove in poche ore è prevista una serie di appuntamenti che potrebbero causare non pochi problemi di ordine pubblico. Due, su tutti: la partita del Menti e la protesta del popolo degli spritz.
Vicenza-Pisa. Oggi in città sono attesi circa mille tifosi nerazzurri. La squadra di Ventura, terza in classifica, vive un momento d’oro e i supporter, dopo tanti anni di serie C, la seguono entusiasti. I timori sono legati al clima non certo ottimo fra le due tifoserie, un tempo gemellate. Dopo uno sgarbo (presunto) dei biancorossi, però, i pisani sono attesi a Vicenza col coltello fra i denti e non a caso la questura ha organizzato un servizio d’ordine molto attento per evitare scontri e tensioni.
La protesta anti-ordinanza. Nonostante le speranze degli amministratori, la protesta contro l’ordinanza che vieta di bere alcolici nei luoghi pubblici si farà. Coordinamento studentesco e Capannone sociale hanno pubblicamente invitato i vicentini a bere uno spritz o un vin brulè davanti al municipio. In questura, però, è giunta una semplice nota per annunciare un volantinaggio. Persone previste: 20. Con questi dati in mano, la polizia non ha potuto opporre alcun divieto. Cosa avverrà in centro però è ancora tutto da capire: se oltre ai volantini verrà distribuito da bere dovranno intervenire i vigili urbani a multare (sanzioni a partire da 25 euro) i trasgressori dell’ordinanza. I dubbi riguardano in primo luogo se si tratterà di alcolici (qualcuno ha detto che in segno di protesta sarà distribuito un aperitivo senz’alcol), in secondo se sarà dato da bere a minorenni. E poi non sarà affatto semplice identificare tutti i presenti, se saranno numerosi come gli organizzatori, che si augurano di attirare il maggior numero di vicentini possibile. Morale: è in vista un gran caos, che sarà seguito anche dalla Digos nella speranza che la protesta si fermi alla goliardia e non ecceda.
Il sindaco in televisione. E sempre domani, a partire dalle 23, andrà in onda su Rete 4 un ampio servizio sulla città di Vicenza all’interno del rotocalco “Tempi moderni”. Il sindaco Enrico Hüllweck è stato invitato a parlare proprio della nuova ordinanza che vieta il consumo di alcolici.

 

 

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rassegna stampa di giovedì
capannone | 03 Novembre, 2007 22:00

l'annuncio della nostra iniziativa di sabato ha creato un po' di polemiche sui giornali locali con la presa di posizione del vicesindaco Sorrentino. Ecco gli articoli apparsi sui quotidiani locali giovedì 1 novembre:

dal giornale di vicenza

LA PROTESTA. Sabato davanti a palazzo Trissino iniziativa del Coordinamento studentesco e del capannone sociale
Uno spritz “a cielo aperto” contro l’ordinanza anti-alcol
di Gian Marco Mancassola

Uno spritz open air per dire no al proibizionismo e all’ordinanza anti-alcol. Se ne vedranno delle belle sabato pomeriggio davanti a palazzo Trissino, quando andrà in scena l’aperitivo all’aperto offerto dal Capannone sociale e dal Coordinamento studentesco per protestare contro la tolleranza zero voluta dall’amministrazione comunale. «Facciano pure, si attireranno le antipatie di tutti i vicentini che approvano questo provvedimento», replica il vicesindaco e assessore alla Pubblica sicurezza Valerio Sorrentino, promotore delle misure analcoliche che stanno facendo scuola in tutta Italia. «Anzi - prosegue Sorrentino - visto che ci sono si facciano anche una canna: già godono di poco consenso, così ne avranno ancora meno».
«In questo periodo - spiegano i promotori della protesta creativa - molte amministrazioni comunali stanno facendo a gara a chi sforna più provvedimenti securitari possibili contro il degrado e per aumentare il decoro delle nostre città. Improvvisamente lavavetri, mendicanti, prostitute, barboni, writers, rom, immigrati, giovani che bevono un aperitivo in piazza diventano emergenza sociale e di conseguenza vanno repressi, cacciati dalla vista dei cittadini. L'ultima trovata è quella della coppia Hüllweck-Sorrentino, che con un'ordinanza hanno vietato di detenere e consumare sostanze alcooliche in tutti gli spazi pubblici comunali ad eccezione degli spazi adiacenti ai bar e ai locali pubblici.
Questa ossessione per il decoro e per la “città vetrina” mira a nascondere i problemi, ma non li risolve di certo. In una città tra le più inquinate d'Italia, dove vogliono costruire la base militare straniera più grande d'Europa e dove si fa fatica ad arrivare a fine mese, l'emergenza non è certo rappresentata da chi beve una birra per strada o al parco. Per queste ragioni abbiamo organizzato un presidio sabato 3 novembre a partire dalle 17.30 in corso Palladio davanti all'entrata di palazzo Trissino per offrire alla cittadinanza un aperitivo e quindi violare tutti assieme e pubblicamente l'ordinanza comunale di Sorrentino».
«Trattandosi di una manifestazione - risponde l’assessore - toccherà al questore decidere sull’autorizzazione. E voglio proprio vedere se verrà concesso di violare un’ordinanza comunale».

 

dal gazzettino

Manifestazione del Coordinamento studentesco e del Capannone sociale sabato sotto al Comune: «Offriremo ai cittadini anche vin brulè»
Spritz di protesta davanti a palazzo Trissino
«Vogliamo dire no all’ordinanza anti-alcol del sindaco, che non rende migliore la città ma ne nasconde i problemi»

Un "Happy hour" in corso Palladio per protestare contro l'ordinanza che vieta gli alcolici nelle aree pubbliche. È quel che annunciano Capannone sociale e Coordinamento studentesco che per sabato pomeriggio intendono organizzare «un aperitivo per la cittadinanza» davanti a palazzo Trissino, sede del Comune. Obiettivo, «violare tutti assieme e pubblicamente l'ordinanza comunale di Sorrentino», bollata come «provvedimento di facciata».

«Spritz e vin brulè per tutti a partire dalle 17.30», annunciano i rappresentanti dei due movimenti. Ma sembra ci sia poco cui brindare, stando a quanto fanno sapere: «Questa ossessione per il decoro e per la "città vetrina" mira a spostare i problemi o a nasconderli dalla vista dei cittadini, ma non li risolve di certo», si legge in un comunicato stampa dei due gruppi. «In una città tra le più inquinate d'Italia, dove vogliono costruire la base militare straniera più grande d'Europa e dove si fa fatica ad arrivare a fine mese, l'emergenza non è certo rappresentata da chi beve una birra per strada o al parco. Siamo stanchi di questa continua criminalizzazione di sempre più comportamenti sociali». E Teo Molin Fop, rappresentante del Coordinamento studentesco precisa: «Che ci sia un problema di abuso di alcol è innegabile, ma non è con questi divieti che si risolve. La gente se vuole bere, si sposta o consuma gli alcolici a casa propria».

I giovani del Capannone sociale e del Coordinamento studentesco sono contrari al giro di vite che l'amministrazione comunale ha dato all'uso di alcolici con il divieto di consumarli negli spazi pubblici, uniche eccezioni i plateatici e le aree prospicienti i bar e i ristoranti durante gli orari di apertura e limitatamente alle bevande somministrate dagli stessi gestori. Contro l'ordinanza, che per i trasgressori prevede multe fino a 500 euro, gli organizzatori della protesta intendono mettere in scena una «violazione simbolica, sabato offriremo da bere alla gente. Non vuole essere un inno all'alcolismo, ma un invito al buonsenso».

Laura Pilastro


SORRENTINO
«È un'iniziativa fuori legge, parlerò con il questore»

«Una manifestazione contro l'ordinanza anti alcol? Ne parlerò con il questore, e onestamente spero venga vietata».

L'assessore alla sicurezza Valerio Sorrentino commenta così l'annunciata iniziativa di Capannone sociale e Coordinamento studentesco che, in barba all'ordinanza, propongono un aperitivo collettivo davanti a palazzo Trissino. L'appuntamento "alcolico" è fissato per domani alle 17.30, l'obbiettivo dichiarato è quello di violare pubblicamente il provvedimento comunale «per dire basta al proibizionismo, al controllo e a tutte queste logiche securitarie». Nel mirino c'è, appunto, la recentissima ordinanza comunale che vieta la detenzione ed il consumo di alcolici in tutte le aree pubbliche del capoluogo e che ha portato Vicenza sotto i riflettori nazionali come la prima città "astemia" d'Italia. Un provvedimento, questo, preso dall'amministrazione dopo le numerose lamentele di molti cittadini ed è per questo che per Sorrentino le accuse dei promotori dell'iniziativa »non meritano assolutamente una risposta».

E non meritano risposta perché «se c'è un'ordinanza che è stata ben accolta dai vicentini è proprio questa: siamo intervenuti con uno strumento di questo tipo per dare una risposta concreta alle richieste di maggiore sicurezza dei nostri cittadini».

Un'ordinanza che sta per essere infranta proprio davanti ai cancelli comunali. «È una questione di ordine pubblico e come tale è di competenza della Questura - dice il vicesindaco - Come amministrazione non possiamo intervenire per bloccare la cosa, ma ne parlerò sicuramente con il questore e spero che questa iniziativa non venga autorizzata, dato che viene fatta in palese violazione di una ordinanza comunale».

Roberta Labruna 

 

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Sorrentino vieta l'alcool in pubblico
capannone | 25 Ottobre, 2007 04:04

Nuova ordinanza della Giunta Hullweck che estende il divieto di consumare alcoolici dai Giardini Salvi a tutto il territorio pubblico comunale, eccetto davanti ai bar. Ovviamente tutto questo in nome del decoro pubblico e della sicurezza...

dal Giornale di Vicenza 24/10/07

ORDINANZA. Dopo il divieto ai Giardini Salvi viene estesa la linea dura

Il Comune vieta l’alcol in pubblico
di Sara Marangon

Il Comune dichiara guerra all’alcol e al degrado ad esso collegato. Dopo l’ordinanza del 6 giugno che vietava la detenzione e il consumo di bevande alcoliche all’interno dei giardini Salvi, e visti gli effetti positivi a distanza di qualche tempo, l’ordinanza è stata allargata a tutte le zone verdi cittadine, aree pubbliche, e vie comunali.
Una linea dura, ma fortemente voluta per venire incontro a quei vicentini che ogni giorno si ritrovano a fare i conti con situazioni al limite della decenza.
«Quest’ordinanza è stata pensata per far fronte a quei comportamenti che destano allarme sociale - spiega il vicesindaco e assessore alla sicurezza, Valerio Sorrentino - . Purtroppo ubriachi e violenti continuano a radunarsi in determinati luoghi della città, come viale Roma, Campo de’ Nane, e via Fratelli Bandiera. Trovando inutile emanare un’ordinanza solamente per determinate zone, dal momento che ai soggetti interessati basterebbe spostarsi qualche centinaio di metri più in là per continuare a bere indisturbati, abbiamo dato questo strumento alle forze dell’ordine che potranno così fornire una risposta concreta ai cittadini che sempre più spesso segnalano con preoccupazione tali presenze».
L’amministrazione ha dunque deciso di vietare «la detenzione e l’uso di alcol in tutta città: un tentativo per scoraggiare quei soggetti dediti alle sostanze alcoliche e tentare di risolvere così anche il conseguente problema di sporcizia, disturbo, degrado e atti contrari alla pubblica decenza che sempre più spesso accompagnano queste situazioni. Oltretutto il settore servizi sociali ha già avviato un’operazione di censimento offrendo specifici percorsi di aiuto e di accoglienza per combattere questa forma di dipendenza».
«Quello che mi sento ancora di aggiungere è che sia in viale Roma che in via Fratelli Bandiera questi gruppi di persone sostano abitualmente davanti ai rispettivi supermercati Pam e Coop - ha concluso Sorrentino - . Avevo dunque già invitato questi esercenti a munirsi di un servizio d’ordine che potesse fungere da deterrente, ma la mia richiesta non è stata accolta tanto che siamo giunti al punto di dover emanare quest’ordinanza».
A spiegarne i termini è il Comandante della polizia locale, Cristiano Rosini: «L’ordinanza prevede una sanzione da 25 a 500 euro e, soprattutto, il sequestro immediato delle bevande alcoliche; il divieto non vale per i plateatici e per le aree davanti ai bar e ai ristoranti, durante gli orari di apertura, ma tutti i gestori sono invitati a segnalare alle forze dell’ordine eventuali comportamenti scorretti, chiassosi e maleducati, all’interno o nei pressi del locale».
«Chiediamo perciò - conclude il comandante - la collaborazione da parte dei primi e la giusta elasticità dai secondi».

 

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Coltivare canapa non è reato
capannone | 23 Ottobre, 2007 14:56

dal Giornale di Vicenza di ieri un'importante notizia:

LA SENTENZA. La decisione del tribunale nei confronti di un uomo di Molvena scoperto con tre piantine in casa

Coltivare canapa non è reato

Coltivare canapa sul balcone di casa non è reato quando il “fumo” è per uso personale perché si tratta di una “forma atipica” di coltivazione a uso domestico, «intendendosi in tale modo significativamente mutuare il concetto dell’uso personale dello stupefacente».
È il quadro normativo che fa da sfondo alla decisione del gup del tribunale di Bassano di mandare assolto M. P., 51 anni, di Molvena, difeso dall’avvocato Alessandro Zagonel.
Il tribunale ha accolto la tesi del legale vicentino in merito ai fatti del 28 ottobre di un anno fa quando i carabinieri di Bassano avevano denunciato per coltivazione di marijuana P., che venne fermato per un controllo stradale.
Egli consegnò spontaneamente la droga leggera e ai militari che gli chiedevano se ne avesse ancora, lui rispose che a casa ne deteneva un po’.
Fu perquisita l’abitazione e fu così che saltarono fuori le tre piantine di capana per la coltivazione che l’imputato teneva sul davanzale. «La uso solo per me», spiegò P.
Il pm Linda Arata aveva convalidato il sequestro e poi aveva chiesto il rinvio a giudizio. Nel corso dell’udienza preliminare, però, l’avv. Zagonel ha sottolineato che alla luce della sentenza della Cassazione del 18 gennaio di quest’anno, il suo assistito doveva essere assolto perché le tre piantine di canapa fatte crescere sul davanzale non potevano considerarsi coltivazione in senso “tecnico-agraria”, in riferimento alla preparazione del terreno, alla semina e allo sviluppo delle piante in vista dell’utilizzazione della droga.
Se questa coltivazione non ha rilievo penale, come ha ribadito il tribunale di Bassano, purtuttavia ha ripercussioni di tipo amministrativo per le sanzioni che vorrà irrogare all’imputato la prefettura.

 

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