dal Gazzettino del 2 febbraio 2008
Oggi, alle 15, in piazza Matteotti, manifestazione dei collettivi per rivendicare spazi sociali dopo la lettera di Schneck che nega l’uso dell’ex caserma
«La Borghesi? Cittadella universitaria, mai ai No War»
L’assessore Galvanin: «Pronto a spiegare a questi giovani i progetti avviati». Ma l’accusa mossa alla Provincia è di immobilismo
«Vogliamo un altro incontro con la Provincia per capire come la Giunta Schneck intenda affrontare la questione degli spazi sociali e di aggregazione», avevano detto qualche giorno fa i rappresentanti del gruppo giovanile "Caserma No War" per ribadire la richiesta di concessione in comodato gratuito della caserma Borghesi. E ieri mattina la risposta (scritta) è arrivata: il presidente Attilio Schneck respinge ogni richiesta di utilizzo dell'immobile di proprietà della Provincia perché «il sito è da tenersi in piena disponibilità di questa Provincia per la realizzazione delle opere previste», cioè la trasformazione della caserma in una cittadella universitaria con mensa, alloggi, bar, sala studio, area sportiva. «Ci troviamo di fronte di conseguenza ancora nella fase di studio di progetti e ricerca di finanziamenti, come ha dichiarato l'assessore Galvanin alla stampa nei giorni scorsi», commentano i giovani di No War. «In poche parole sia la risposta di Schneck che le dichiarazioni di Galvanin fanno parte di un copione di un film ormai visto troppo volte in questi anni». E annunciano per oggi alle 15 in pizza Matteotti una manifestazione in difesa degli spazi sociali.
L'accusa mossa alla Provincia è di immobilismo: «Quando un gruppo di giovani solleva la problematica sugli spazi sociali, individuando luoghi abbandonati da anni, improvvisamente emergono progetti e lavori di imminente inizio su quell'area: è una storiella che non incanta più. La Provincia ha acquistato da quattro anni la Borghesi e fatalità solo dopo l'occupazione del dicembre scorso (dei No Dal Molin, ndr) viene fuori l'idea del residence universitario. È un dato di fatto: l'ex Siamic in via Verdi, di proprietà provinciale dal lontano 2002 doveva diventare un albergo a cinque stelle ed è ancora abbandonato». Insomma, la Borghesi non sarebbe un caso isolato. Pronta la replica di Nereo Galvanin, assessore provinciale al patrimonio all'edilizia scolastica e alla commissione espropri: «Sono favorevolissimo a un incontro con questi giovani così potrò mostrare loro tutta la documentazione sul progetto relativo alla Borghesi. Abbiamo un calendario lavori che testimonia il fatto che sull'ex caserma stiamo lavorando già da due anni con progetti elaborati dai nostri uffici tecnici. La Fondazione Cariverona, finanziatrice dell'opera (alloggi, aule studio, mensa e servizi per studenti universitari), ha pubblicato un bando approvato ancora in ottobre che scadrà il prossimo 29 febbraio».
I giovani però continuano a chiedere luoghi di aggregazione. «Ma quelli ci sono già», taglia corto Galvanin. «Si trovano nelle circoscrizioni. Forse i 'Caserma No War' vogliono l'esclusiva. Ricordo poi che i principali compiti della Provincia sono scuola, lavoro, viabilità e agricoltura». E la situazione dell'ex Siamic? «Lì al momento siamo bloccati contro la nostra volontà da un contenzioso. C'è infatti il ricorso di un privato che vuole un passaggio sulla nostra proprietà. Il progetto dell'albergo comunque esiste, e stiamo attendendo la l'autorizzazione della Sovrintendenza di Verona. Risolto il contenzioso col privato decideremo come vendere».
Enrico Soli
sul sito di Carta (www.carta.org) è stato pubblicato un articolo in vista della manifestazione di sabato 2 febbraio per gli spazi sociali.
Vicenza in corteo per gli spazi sociali
Spazi sociali. Già dal nome meriterebbero l’attenzione di antropologi e
sociologi. Ma c’è chi si accontenterebbe se anche solo ricevessero
l’attenzione dei politici e delle amministrazioni cittadine.
Per portare l’attenzione sulla mancanza di spazi sociali a Vicenza, il
gruppo «Caserma no war» organizza sabato 2 febbraio una manifestazione,
con un corteo partendo alle 15 da piazza Matteotti arriverà davanti
all’ex-caserma Borghesi, a Borgo Casale.
In occasione della manifestazione europea dello scorso dicembre a
Vicenza, i ragazzi del collettivo–«un gruppo di giovani, studenti medi
e universitari, precari e lavoratori», come loro stessi si
definiscono–hanno occupato temporaneamente l’ex-caserma Borghesi,
trasformandola in «Caserma no war», un ostello dove accogliere i
manifestanti arrivati in città da tutta Europa. «L’occupazione della
caserma–precisa Teo, un ragazzo del collettivo–era finalizzata a
risolvere il problema logistico dell’ospitalità ai manifestanti, ma con
quell’iniziativa abbiamo anche voluto aprire un dibattito sugli spazi
sociali in città e in particolare sulle potenzialità degli spazi
militari riconvertiti ad uso civile».
Per proporre il loro progetto per lo spazio dell’ex-caserma
Borghesi–abbandonata da 10 anni e acquisita all’asta dalla Provincia
nel 2004 dal ministero della Difesa–e per lanciare la manifestazione di
sabato, il gruppo «Caserma no war» ha consegnato lo scorso martedì una
lettera aperta al presidente della Provincia, Attilio Schneck, alla
giunta e al consiglio provinciale di Vicenza. «A Vicenza mancano spazi
di socialità e di ritrovo–si legge nella lettera del collettivo–dove
poter dar sfogo alla propria creatività ed esprimersi liberamente nel
campo musicale, artistico e culturale, oltre che sportivo». Come fanno
notare i ragazzi del gruppo «Caserma no war», l’ex-caserma Borghesi–per
la sua estensione e per la posizione strategica nel centro
cittadino–può fornire servizi utili non solo ai giovani, ma anche al
quartiere e per tutta la cittadinanza.
Dei numerosi progetti di partecipazione e in favore dei giovani a lungo
esibiti dalle amministrazioni locali, nessuno è stato mai realizzato.
Alcune fonti locali parlano di un progetto della Provincia da
realizzare nell’area dell’ex-caserma Borghesi: d’intesa con la
fondazione Studi universitari si vorrebbe costruire delle residenze
universitarie, in vista di un aumento degli iscritti. Tuttavia il
progetto non è ancora stato presentato e si tratterebbe solo di una
proposta, come confermano le parole del forzista Nereo Galvanin,
assessore provinciale al patrimonio. «È solo un’ipotesi di lavoro»,
afferma l’assessore, che però aggiunge «abbiamo deciso di costituire un
gruppo di lavoro formato dai rappresentanti della fondazione Studi
universitari e dai dirigenti dell’edilizia scolastica della Provincia.
Ma al momento stiamo ancora ragionando sulla destinazione
dell’edificio».
I ragazzi del gruppo «Caserma no war»–molti dei quali hanno già
fatto esperienze di volontariato e gestione di spazi sociali–hanno
invece proposto un progetto concreto da attuare nell’ex-caserma
Borghesi. «Potremmo realizzare un doposcuola per i ragazzi più
giovani–dicono, e continuano–un laboratorio multimediale, un cineforum,
degli sportelli informativi per i cittadini e gli immigrati, uno spazio
di accoglienza per i senza tetto», le idee sono tante. Il gruppo
«Caserma no war» propone di gestire lo spazio secondo i tre principi
dell’autorecupero, l’autogestione e l’autofinanziamento.
Si inizia con la manifestazione di sabato pomeriggio, decisi a
continuare con determinazione per poter trasformare l’ex-caserma in
quello spazio sociale che a Vicenza è sempre mancato. Perchè i giovani
diventino protagonisti attivi della vita sociale in città e non
«consumatori passivi di un prodotto preconfezionato». In uno spazio
dove confrontarsi, partecipare, prendere decisioni condivise e
crescere, individualmente, ma anche collettivamente.
Nei giorni scorsi sulla stampa locale è uscito un articolo sull'ex-caserma Borghesi, occupata durante la tre giorni europea per trasformarla in un ostello a disposizione dei manifestanti provenienti da tutta Europa. Solo dopo l'occupazione e dopo ben oltre 10 anni di abbandono improvvisamente sembra che ci sia un progetto sull'area, ossia di ricavare un residence universitario. Stiamo parlando di "idee", "proposte", quindi nessun progetto, nessuna iniziativa concreta. Questo si traduce che per chissà quanti anni quel posto rimarrà chiuso. Basta pensare all'ex-Siamic, altra area abbandonata di proprietà provinciale, che doveva diventare un hotel a cinque stelle, i cui lavori dovevano iniziare ancora 6 anni fa. Una soluzione ci sarebbe e i ragazzi che hanno occupato l'ex-borghesi l'hanno proposta: affidare a loro in comodato d'uso gratuito l'area per realizzare un spazio di socialità per i giovani....
dal Giornale di Vicenza 10/01/08
BORGHESI. L’idea per l’immobile inutilizzato
«Un residence universitario nell’ex caserma»
di Marco Scorzato
«Potrebbe
essere la sede ideale per ospitare i nuovi alloggi per studenti, in
vista dello sviluppo del polo universitario nell’area ex Cosma», spiega
Nereo Galvanin, assessore provinciale al Patrimonio. Per ora, come dice
lo stesso assessore, «è solo un’ipotesi di lavoro», alla quale però
Palazzo Nievo si sta già dedicando concretamente. «Su indicazione del
presidente Attilio Schneck - sottolinea Galvanin - abbiamo deciso di
costituire un gruppo di lavoro formato dai rappresentanti della
Fondazione studi universitari e dai dirigenti dell’Edilizia scolastica
della Provincia». Un piano operativo, tuttavia, è ancora di là da
venire: «Per ora stiamo ragionando sulla destinazione dell’edificio -
prosegue l’assessore -. Dare risposte ad un’università che cresce ci
pare interessante».
L’idea
del residence studentesco sbloccherebbe una situazione che si era un
po’ impantanata negli anni. Dal 2004, quando la Provincia acquisì
all’asta la caserma Borghesi dal ministero della Difesa, diverse
ipotesi di utilizzo si sono succedute senza portare a nulla di
concreto. L’ipotesi della vendita non è praticabile se non dopo il
2014, visto che sull’immobile pende un vincolo decennale di
inalienabilità.
Ora
è la stessa Fondazione ad aver manifestato la necessità di reperire
nuovi alloggi. Lo conferma Carlo Terrin, il direttore. «Pensando ad un
potenziale aumento di 1.500 studenti iscritti - afferma - dovremmo
garantire nuovi posti letto per circa un terzo di loro, ma anche il 15%
sarebbe già un buon risultato». Un fabbisogno, dunque, di almeno 250
alloggi. «Oggi gli alloggi disponibili, gestiti dall’Esu, sono una
sessantina a S. Silvestro. A questo si somma la necessità di
aule-studio e mense», aggiunge Terrin. «Con un’adeguata
ristrutturazione - riprende Galvanin - la Borghesi potrebbe ospitare
decine e decine di mini-alloggi con camera da letto e bagno. E non è
escluso che si possano ricavare pure una mensa e aule studio».
Aumentare
l’offerta ricettiva è l’obiettivo condiviso dalle parti, in vista del
completamento del nuovo polo nell’area ex Cosma. A settembre 2008,
secondo le previsioni della Provincia, il primo stralcio della
struttura dovrebbe essere consegnato. Il primo anno universitario,
però, dovrebbe essere il 2009-2010.
L’idea
del campus a due passi dal centro alletta sia Galvanin che Terrin. «Si
tratta di una zona ideale ed integrata al centro della città - conclude
Terrin -. Quello tra la ferrovia, piazza Matteotti e il parcheggio
Bassano è un triangolo strategico». Del resto il piano urbanistico
comunale prevede che la zona dello stadio Menti sia destinata a servire
il polo universitario. Come? Lo decideranno gli amministratori.
Tva Vicenza e Giornale di Vicenza si sono subito attivati per screditare l'esperienza della Caserma Nowar, un'occupazione che ha permesso la creazione di un ostello in città per ospitare i manifestanti in arrivo da tutta Europa. Si è parlato di rilevamento di impronte digitali, macchie di vernice, coperte dimenticate, lattine, ma non ad esempio dello stato di degrado in generale in cui versa la struttura in generale oppure di come sia possibile che un'area così immensa sia vuota da così tanti anni. Ecco l'articolo del Giornale di Vicenza a riguardo:
DAL MOLIN. Sopralluogo nell’ex caserma Borghesi a Borgo Casale: riscontrati danni, vandalismi e sporcizia
L’occupazione dei No al Dal Molin è finita. La caserma Borghesi torna
alla normalità, in attesa della futura destinazione a residence
universitario. Ora si contano i danni, che aprono le porte alle
polemiche. Questa mattina si riunirà la giunta della Provincia, l’ente
proprietario dell’edificio a Borgo Casale. L’assessore al Patrimonio,
il forzista Nereo Galvanin, illustrerà una relazione sull’occupazione.
Occupazione conclusa E la Provincia querela
La
presentazione di una denuncia appare scontata, come conferma Galvanin,
che ieri ha ricevuto la relazione stilata dai tecnici che hanno
condotto un sopralluogo con gli agenti della Digos per verificare lo
stato della palazzina dopo il passaggio dei No Dal Molin, che l’hanno
trasformata per un fine settimana nell’ostello “Caserme no war”, dove
sono state ospitate parecchie decine di ragazzi venuti a Vicenza per
partecipare al corteo contro la Ederle 2 e alla tre giorni di
mobilitazione europea.
«Sono stati ispezionati i diversi reparti e
settori dell’ex caserma e sono state scattate fotografie - riferisce
l’assessore provinciale -. I tecnici hanno riscontrato danni da scasso
in molte serrature esterne e nelle serrature delle porte dell’archivio
scolastico, dove comunque non sono stati prelevati documenti. Inoltre,
sono stati registrati atti di vandalismo, con l’uso di vernice, e uno
stato di sporcizia. Ci siamo già attivati per la sostituzione dei
lucchetti e per la messa in sicurezza dello stabile. Siamo intenzionati
a presentare una denuncia, augurandoci che sia l’ultima occupazione
abusiva. Stiamo da tempo affrontando il progetto per il futuro della
Borghesi, che vorremmo collegato all’università, con la creazione di
alloggi, mense e altri servizi per gli studenti».
Il caso Borghesi
sarà protagonista anche oggi della scena politica. Durante il question
time del consiglio provinciale, infatti, è prevista la discussione di
una domanda di attualità presentata dal consigliere forzista Roberto
Cattaneo, che è anche leader del comitato del Sì al Dal Molin. Cattaneo
parla di «decine di manifestanti che hanno agito in modo illegale» e di
«occupazione abusiva» della Borghesi «senza aver chiesto alcuna
autorizzazione alla Provincia». Il consigliere, inoltre, chiede «quali
siano le intenzioni dell’amministrazione provinciale nei confronti di
coloro che hanno fisicamente effettuata l’intrusione e di coloro che
l’hanno promossa».
Intanto la questura ha avviato le indagini
sull’episodio. La settantina di studenti che avevano occupato l’ex
caserma per trasformarla in un ostello per il weekend erano già stati
identificati giovedì sera, subito dopo il blitz. La polizia ha
verificato che mantenessero la promessa di andarsene domenica sera
«dopo aver sistemato tutto». In realtà, se buona parte dei rifiuti è
stata portata via, gli studenti non hanno lasciato la caserma come
l’hanno trovata. Da valutare anche la posizione di coloro che hanno
dormito all’interno.
La Digos in queste ore sta lavorando per
identificare e poi segnalare in procura tutti gli autori di atti
vandalici e illegali compiuti nel weekend. La scientifica ha registrato
ore di filmati; ci vorrà del tempo per dare un nome a tutti i
responsabili, che comunque in gran parte sono già conosciuti alle forze
dell’ordine. G. M. M.
I giornali locali di oggi danno spazio alla notizia che ora i campioni di spritz e vin brulè prelevati durante la manifestazione verranno esaminati e se risulteranno veramente alcoolici scatteranno le denunce per violazione della prescrizione del questore. Ma con tutti i problemi che ci sono questi devono perdersi via ad analizzare delle provette di spritz? Vabbeh, ecco l'articolo dal Giornale di Vicenza di oggi martedì 6 novembre.
INDAGINI. Dopo la protesta in corso Palladio contro l’ordinanza
Lo spritz e il vin brulè distribuito sabato pomeriggio da una trentina
di giovani del Coordinamento studentesco e del Capannone sociale in
corso Palladio, davanti al municipio, per protestare contro l’ordinanza
anti-alcol del Comune sarà analizzato. Ieri la Digos ha inoltrato la
richiesta alla procura per dare l’incarico ad un consulente di valutare
se il liquido sequestrato in alcune boccette contenga alcol o meno. In
caso positivo, come era stato dichiarato dagli stessi organizzatori,
chi l’ha distribuito rischia una denuncia per non avere obbedito
all’ordinanza del questore Dario Rotondi.
Lo spritz sarà analizzato
La vicenda è nota. Per
sensibilizzare l’opinione pubblica in merito all’assurdità del
provvedimento dell’amministrazione, che vieta di bere alcolici in
pubblico, un gruppo di giovani aveva organizzato una sorta di
spritz-party in centro. I promotori avevano chiesto in questura l’ok
per un volantinaggio, che era stato accordato, purché non venissero
distribuiti alcolici, come annunciato alla stampa, ma non nella
richiesta in viale Mazzini.
La Digos - che con i vigili urbani era
presente all’iniziativa - aveva controllato lo svolgersi della
manifestazione ed aveva sequestrato alcuni campioni del liquido
distribuito. Nessuno era stato denunciato, ma in caso di analisi sarà
il magistrato a valutare se indagare qualcuno per consentirgli di
nominare un consulente durante gli esami. Le bibite erano state
sequestrate non solo agli organizzatori, ma anche a comuni vicentini
che passavano per il centro e che si erano visti donare un bicchiere
per un brindisi assieme in corso.
Nel caso si trattasse di alcol,
gli organizzatori verranno denunciati per aver violato l’articolo 18
del Testo unico di leggi di pubblica sicurezza. Per conoscere il
responso, sarà necessario attendere alcune settimane.
dal gazzettino
Oggi a Vicenza la manifestazione organizzata da studenti e centri sociali contro l’ordinanza anti-alcol. L’assessore alla Sicurezza: «Guai se la Polizia non intervenisse»
Spritz day, Comune e Questura ai ferri corti
Vicenza
NOSTRO SERVIZIO Sale la polemica sullo spritz-day annunciato per oggi pomeriggio davanti al Comune di Vicenza. «Se
davvero la Questura scegliesse la linea del non intervento, cosa che mi
pare impossibile, il Comune non firmerà più alcun protocollo sulla
sicurezza, a meno che al suo interno non si dica che la stessa Questura
s'impegna a far rispettare la nostra ordinanza». Sono le dure parole
del vicesindaco e assessore alla sicurezza di Vicenza, Valerio
Sorrentino, alla vigilia della protesta "alcolica" organizzata per oggi
dal Coordinamento Studentesco e da "Capannone Sociale" che si propone,
con la distribuzione di spritz e affini davanti ai cancelli del
municipio, di violare pubblicamente l'ordinanza no-alcol il 23 ottobre
scorso dal sindaco Enrico Hullweck. Da qui la presa di posizione di
Sorrentino che, subito dopo l'annuncio dell'iniziativa, è sceso in
campo per chiedere un intervento della Questura per far rispettare il
provvedimento di divieto di consumo e detenzione di alcol nelle zone
pubbliche della città. La risposta? Si tratta di un'ordinanza
municipale, per il cui rispetto un qualsiasi primo cittadino non può
esigere un intervento di forza pubblica. Un sindaco può invece mettere
in campo la propria Polizia locale, per far sì che quella ordinanza del
Comune sia applicata e soprattutto, in un caso come questo, rispettata.
Che tradotto significa: non spetta alla Questura far rispettare
l'ordinanza del sindaco. «Non credo sia possibile che la linea della
Questura sia questa - chiarisce subito Sorrentino - Anche perché una
posizione di questo tipo non avrebbe alcun fondamento giuridico. Tanto
che, a Firenze, la polizia di Stato è intervenuta per far rispettare
l'ordinanza comunale contro i lavavetri». E ancora. «Sul posto saranno
sicuramente presenti i nostri vigili ma, naturalmente, mi aspetto che
sia il funzionario della Questura in servizio ad intervenire qualora
fosse necessario».Intanto dalla questura nessun altolà per l'happy hour
anti-ordinanza. Ieri, uno degli organizzatori della manifestazione
prevista per questo pomeriggio, è stato convocato dai dirigenti della
Digos per chiarire le intenzioni che muovono i promotori della
protesta, Capannone Sociale e Coordinamento Studentesco. E dagli uffici
della questura, dove gli organizzatori si erano recati nei giorni
scorsi per mettere al corrente dell'iniziativa le autorità preposte,
Teo Molin Fop è uscito con una "buona notizia": nessuno stop alla
manifestazione. «Non ci interessa creare problemi, ma dare un segnale
politico, sottolineare il valore simbolico dell'azione», è con queste
parole che Molin Fop ha spiegato che le ragioni e i modi del dissenso
in programma per oggi «non sono tali da scatenare problemi di ordine
pubblico». Dal canto suo, il rappresentante dei due movimenti che
promuovono la protesta era tranquillo: «Non mi aspettavo bloccassero la
nostra iniziativa perchè dal punto di vista dell'ordine pubblico non
c'erano motivazioni perchè il presidio venisse vietato. Volevano
soltanto conoscere le nostre intenzioni» Tutto pronto allora per questo
pomeriggio: a partire dalle 17.30 i manifestanti dovrebbero portare
sotto la sede del Comune i loro striscioni e volantini e offrire ai
vicentini spritz e vin brulè, per protestare contro la recente
ordinanza che vieta il consumo di alcolici negli spazi pubblici. Roberta Labruna Laura Pilastro dal Giornale di Vicenza SABATO A RISCHIO. La manifestazione in centro si farà: in questura richiesta di volantinaggio
Un sabato da pallino rosso. È quello che attende Vicenza quest’oggi,
dove in poche ore è prevista una serie di appuntamenti che potrebbero
causare non pochi problemi di ordine pubblico. Due, su tutti: la
partita del Menti e la protesta del popolo degli spritz.
Mille pisani in città E la protesta degli spritz
di Diego Neri
Vicenza-Pisa.
Oggi in città sono attesi circa mille tifosi nerazzurri. La squadra di
Ventura, terza in classifica, vive un momento d’oro e i supporter, dopo
tanti anni di serie C, la seguono entusiasti. I timori sono legati al
clima non certo ottimo fra le due tifoserie, un tempo gemellate. Dopo
uno sgarbo (presunto) dei biancorossi, però, i pisani sono attesi a
Vicenza col coltello fra i denti e non a caso la questura ha
organizzato un servizio d’ordine molto attento per evitare scontri e
tensioni.
La protesta anti-ordinanza. Nonostante le speranze degli
amministratori, la protesta contro l’ordinanza che vieta di bere
alcolici nei luoghi pubblici si farà. Coordinamento studentesco e
Capannone sociale hanno pubblicamente invitato i vicentini a bere uno
spritz o un vin brulè davanti al municipio. In questura, però, è giunta
una semplice nota per annunciare un volantinaggio. Persone previste:
20. Con questi dati in mano, la polizia non ha potuto opporre alcun
divieto. Cosa avverrà in centro però è ancora tutto da capire: se oltre
ai volantini verrà distribuito da bere dovranno intervenire i vigili
urbani a multare (sanzioni a partire da 25 euro) i trasgressori
dell’ordinanza. I dubbi riguardano in primo luogo se si tratterà di
alcolici (qualcuno ha detto che in segno di protesta sarà distribuito
un aperitivo senz’alcol), in secondo se sarà dato da bere a minorenni.
E poi non sarà affatto semplice identificare tutti i presenti, se
saranno numerosi come gli organizzatori, che si augurano di attirare il
maggior numero di vicentini possibile. Morale: è in vista un gran caos,
che sarà seguito anche dalla Digos nella speranza che la protesta si
fermi alla goliardia e non ecceda.
Il sindaco in televisione. E
sempre domani, a partire dalle 23, andrà in onda su Rete 4 un ampio
servizio sulla città di Vicenza all’interno del rotocalco “Tempi
moderni”. Il sindaco Enrico Hüllweck è stato invitato a parlare proprio
della nuova ordinanza che vieta il consumo di alcolici.
l'annuncio della nostra iniziativa di sabato ha creato un po' di polemiche sui giornali locali con la presa di posizione del vicesindaco Sorrentino. Ecco gli articoli apparsi sui quotidiani locali giovedì 1 novembre:
dal giornale di vicenza
LA PROTESTA. Sabato davanti a palazzo Trissino iniziativa del
Coordinamento studentesco e del capannone sociale
Uno spritz “a cielo aperto” contro l’ordinanza anti-alcol
di Gian Marco Mancassola
Uno spritz open air per dire no al proibizionismo e all’ordinanza
anti-alcol. Se ne vedranno delle belle sabato pomeriggio davanti a
palazzo Trissino, quando andrà in scena l’aperitivo all’aperto offerto
dal Capannone sociale e dal Coordinamento studentesco per protestare
contro la tolleranza zero voluta dall’amministrazione comunale.
«Facciano pure, si attireranno le antipatie di tutti i vicentini che
approvano questo provvedimento», replica il vicesindaco e assessore alla
Pubblica sicurezza Valerio Sorrentino, promotore delle misure
analcoliche che stanno facendo scuola in tutta Italia. «Anzi - prosegue
Sorrentino - visto che ci sono si facciano anche una canna: già godono
di poco consenso, così ne avranno ancora meno».
«In questo periodo - spiegano i promotori della protesta creativa -
molte amministrazioni comunali stanno facendo a gara a chi sforna più
provvedimenti securitari possibili contro il degrado e per aumentare il
decoro delle nostre città. Improvvisamente lavavetri, mendicanti,
prostitute, barboni, writers, rom, immigrati, giovani che bevono un
aperitivo in piazza diventano emergenza sociale e di conseguenza vanno
repressi, cacciati dalla vista dei cittadini. L'ultima trovata è quella
della coppia Hüllweck-Sorrentino, che con un'ordinanza hanno vietato di
detenere e consumare sostanze alcooliche in tutti gli spazi pubblici
comunali ad eccezione degli spazi adiacenti ai bar e ai locali pubblici.
Questa ossessione per il decoro e per la “città vetrina” mira a
nascondere i problemi, ma non li risolve di certo. In una città tra le
più inquinate d'Italia, dove vogliono costruire la base militare
straniera più grande d'Europa e dove si fa fatica ad arrivare a fine
mese, l'emergenza non è certo rappresentata da chi beve una birra per
strada o al parco. Per queste ragioni abbiamo organizzato un presidio
sabato 3 novembre a partire dalle 17.30 in corso Palladio davanti
all'entrata di palazzo Trissino per offrire alla cittadinanza un
aperitivo e quindi violare tutti assieme e pubblicamente l'ordinanza
comunale di Sorrentino».
«Trattandosi di una manifestazione - risponde l’assessore - toccherà al
questore decidere sull’autorizzazione. E voglio proprio vedere se verrà
concesso di violare un’ordinanza comunale».
dal gazzettino
Manifestazione del Coordinamento studentesco e del Capannone sociale
sabato sotto al Comune: «Offriremo ai cittadini anche vin brulè»
Spritz di protesta davanti a palazzo Trissino
«Vogliamo dire no all’ordinanza anti-alcol del sindaco, che non rende
migliore la città ma ne nasconde i problemi»
Un "Happy hour" in corso Palladio per protestare contro l'ordinanza che
vieta gli alcolici nelle aree pubbliche. È quel che annunciano Capannone
sociale e Coordinamento studentesco che per sabato pomeriggio intendono
organizzare «un aperitivo per la cittadinanza» davanti a palazzo
Trissino, sede del Comune. Obiettivo, «violare tutti assieme e
pubblicamente l'ordinanza comunale di Sorrentino», bollata come
«provvedimento di facciata».
«Spritz e vin brulè per tutti a partire dalle 17.30», annunciano i
rappresentanti dei due movimenti. Ma sembra ci sia poco cui brindare,
stando a quanto fanno sapere: «Questa ossessione per il decoro e per la
"città vetrina" mira a spostare i problemi o a nasconderli dalla vista
dei cittadini, ma non li risolve di certo», si legge in un comunicato
stampa dei due gruppi. «In una città tra le più inquinate d'Italia, dove
vogliono costruire la base militare straniera più grande d'Europa e dove
si fa fatica ad arrivare a fine mese, l'emergenza non è certo
rappresentata da chi beve una birra per strada o al parco. Siamo stanchi
di questa continua criminalizzazione di sempre più comportamenti
sociali». E Teo Molin Fop, rappresentante del Coordinamento studentesco
precisa: «Che ci sia un problema di abuso di alcol è innegabile, ma non
è con questi divieti che si risolve. La gente se vuole bere, si sposta o
consuma gli alcolici a casa propria».
I giovani del Capannone sociale e del Coordinamento studentesco sono
contrari al giro di vite che l'amministrazione comunale ha dato all'uso
di alcolici con il divieto di consumarli negli spazi pubblici, uniche
eccezioni i plateatici e le aree prospicienti i bar e i ristoranti
durante gli orari di apertura e limitatamente alle bevande somministrate
dagli stessi gestori. Contro l'ordinanza, che per i trasgressori prevede
multe fino a 500 euro, gli organizzatori della protesta intendono
mettere in scena una «violazione simbolica, sabato offriremo da bere
alla gente. Non vuole essere un inno all'alcolismo, ma un invito al
buonsenso».
Laura Pilastro
SORRENTINO
«È un'iniziativa fuori legge, parlerò con il questore»
«Una manifestazione contro l'ordinanza anti alcol? Ne parlerò con il
questore, e onestamente spero venga vietata».
L'assessore alla sicurezza Valerio Sorrentino commenta così l'annunciata
iniziativa di Capannone sociale e Coordinamento studentesco che, in
barba all'ordinanza, propongono un aperitivo collettivo davanti a
palazzo Trissino. L'appuntamento "alcolico" è fissato per domani alle
17.30, l'obbiettivo dichiarato è quello di violare pubblicamente il
provvedimento comunale «per dire basta al proibizionismo, al controllo e
a tutte queste logiche securitarie». Nel mirino c'è, appunto, la
recentissima ordinanza comunale che vieta la detenzione ed il consumo di
alcolici in tutte le aree pubbliche del capoluogo e che ha portato
Vicenza sotto i riflettori nazionali come la prima città "astemia"
d'Italia. Un provvedimento, questo, preso dall'amministrazione dopo le
numerose lamentele di molti cittadini ed è per questo che per Sorrentino
le accuse dei promotori dell'iniziativa »non meritano assolutamente una
risposta».
E non meritano risposta perché «se c'è un'ordinanza che è stata ben
accolta dai vicentini è proprio questa: siamo intervenuti con uno
strumento di questo tipo per dare una risposta concreta alle richieste
di maggiore sicurezza dei nostri cittadini».
Un'ordinanza che sta per essere infranta proprio davanti ai cancelli
comunali. «È una questione di ordine pubblico e come tale è di
competenza della Questura - dice il vicesindaco - Come amministrazione
non possiamo intervenire per bloccare la cosa, ma ne parlerò sicuramente
con il questore e spero che questa iniziativa non venga autorizzata,
dato che viene fatta in palese violazione di una ordinanza comunale».
Roberta Labruna
Nuova ordinanza della Giunta Hullweck che estende il divieto di consumare alcoolici dai Giardini Salvi a tutto il territorio pubblico comunale, eccetto davanti ai bar. Ovviamente tutto questo in nome del decoro pubblico e della sicurezza...
dal Giornale di Vicenza 24/10/07
ORDINANZA. Dopo il divieto ai Giardini Salvi viene estesa la linea dura
Il Comune dichiara guerra all’alcol e al degrado ad esso collegato.
Dopo l’ordinanza del 6 giugno che vietava la detenzione e il consumo di
bevande alcoliche all’interno dei giardini Salvi, e visti gli effetti
positivi a distanza di qualche tempo, l’ordinanza è stata allargata a
tutte le zone verdi cittadine, aree pubbliche, e vie comunali.
Il Comune vieta l’alcol in pubblico
di Sara Marangon
Una
linea dura, ma fortemente voluta per venire incontro a quei vicentini
che ogni giorno si ritrovano a fare i conti con situazioni al limite
della decenza.
«Quest’ordinanza è stata pensata per far fronte a
quei comportamenti che destano allarme sociale - spiega il vicesindaco
e assessore alla sicurezza, Valerio Sorrentino - . Purtroppo ubriachi e
violenti continuano a radunarsi in determinati luoghi della città, come
viale Roma, Campo de’ Nane, e via Fratelli Bandiera. Trovando inutile
emanare un’ordinanza solamente per determinate zone, dal momento che ai
soggetti interessati basterebbe spostarsi qualche centinaio di metri
più in là per continuare a bere indisturbati, abbiamo dato questo
strumento alle forze dell’ordine che potranno così fornire una risposta
concreta ai cittadini che sempre più spesso segnalano con
preoccupazione tali presenze».
L’amministrazione ha dunque deciso di
vietare «la detenzione e l’uso di alcol in tutta città: un tentativo
per scoraggiare quei soggetti dediti alle sostanze alcoliche e tentare
di risolvere così anche il conseguente problema di sporcizia, disturbo,
degrado e atti contrari alla pubblica decenza che sempre più spesso
accompagnano queste situazioni. Oltretutto il settore servizi sociali
ha già avviato un’operazione di censimento offrendo specifici percorsi
di aiuto e di accoglienza per combattere questa forma di dipendenza».
«Quello
che mi sento ancora di aggiungere è che sia in viale Roma che in via
Fratelli Bandiera questi gruppi di persone sostano abitualmente davanti
ai rispettivi supermercati Pam e Coop - ha concluso Sorrentino - .
Avevo dunque già invitato questi esercenti a munirsi di un servizio
d’ordine che potesse fungere da deterrente, ma la mia richiesta non è
stata accolta tanto che siamo giunti al punto di dover emanare
quest’ordinanza».
A spiegarne i termini è il Comandante della
polizia locale, Cristiano Rosini: «L’ordinanza prevede una sanzione da
25 a 500 euro e, soprattutto, il sequestro immediato delle bevande
alcoliche; il divieto non vale per i plateatici e per le aree davanti
ai bar e ai ristoranti, durante gli orari di apertura, ma tutti i
gestori sono invitati a segnalare alle forze dell’ordine eventuali
comportamenti scorretti, chiassosi e maleducati, all’interno o nei
pressi del locale».
«Chiediamo perciò - conclude il comandante - la collaborazione da parte dei primi e la giusta elasticità dai secondi».
dal Giornale di Vicenza di ieri un'importante notizia:
LA SENTENZA. La decisione del tribunale nei confronti di un uomo di Molvena scoperto con tre piantine in casa
Coltivare canapa sul balcone di casa non è reato quando il “fumo” è per
uso personale perché si tratta di una “forma atipica” di coltivazione a
uso domestico, «intendendosi in tale modo significativamente mutuare il
concetto dell’uso personale dello stupefacente».
Coltivare canapa non è reato
È il quadro
normativo che fa da sfondo alla decisione del gup del tribunale di
Bassano di mandare assolto M. P., 51 anni, di Molvena, difeso
dall’avvocato Alessandro Zagonel.
Il tribunale ha accolto la tesi
del legale vicentino in merito ai fatti del 28 ottobre di un anno fa
quando i carabinieri di Bassano avevano denunciato per coltivazione di
marijuana P., che venne fermato per un controllo stradale.
Egli
consegnò spontaneamente la droga leggera e ai militari che gli
chiedevano se ne avesse ancora, lui rispose che a casa ne deteneva un
po’.
Fu perquisita l’abitazione e fu così che saltarono fuori le
tre piantine di capana per la coltivazione che l’imputato teneva sul
davanzale. «La uso solo per me», spiegò P.
Il pm Linda Arata
aveva convalidato il sequestro e poi aveva chiesto il rinvio a
giudizio. Nel corso dell’udienza preliminare, però, l’avv. Zagonel ha
sottolineato che alla luce della sentenza della Cassazione del 18
gennaio di quest’anno, il suo assistito doveva essere assolto perché le
tre piantine di canapa fatte crescere sul davanzale non potevano
considerarsi coltivazione in senso “tecnico-agraria”, in riferimento
alla preparazione del terreno, alla semina e allo sviluppo delle piante
in vista dell’utilizzazione della droga.
Se questa coltivazione non
ha rilievo penale, come ha ribadito il tribunale di Bassano,
purtuttavia ha ripercussioni di tipo amministrativo per le sanzioni che
vorrà irrogare all’imputato la prefettura.





