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Vicenza Libera: ora arriva il bello!!
capannone | 20 Aprile, 2008 15:10
Più di tremila voti di lista e una percentuale vicina al 5 per cento; Vicenza Libera – No Dal Molin, la lista nata dall’esperienza del movimento No Dal Molin, è la quarta lista cittadina ed entra in Consiglio Comunale; all’opposizione, s’intende: perché l’apparentamento era già stato escluso in tempi non sospetti, quando, all’inizio di marzo, la lista si era presentata alla città.

Sono state tre settimane intense quelle che hanno preceduto il voto; ma il bello – e il difficile – deve ancora arrivare; perché Vicenza Libera – No Dal Molin è una lista fuori dal comune, come recitavano i manifesti, nata dopo settimane di discussione in Presidio Permanente con l’obiettivo di mettere un granello di sabbia negli ingranaggi dei processi di delega e costruire nuovi strumenti di partecipazione e condivisione.

Portare la piazza in Sala Bernarda, portare il Consiglio comunale in Piazza: è questa la sfida che Vicenza Libera – No Dal Molin si è posta; il primo passo è stato fatto: far entrare in consiglio comunale le donne e gli uomini che vogliono vivere attivamente la propria città, difendendo la terra, i beni comuni, la partecipazione. Non una persona o un rappresentante, ma una collettività, perché chi ha posto la croce sul simbolo di Vicenza Libera ha scelto di non delegare a nessuno il futuro della città berica, ma di condividere un percorso di sperimentazione e confronto.

Un percorso, non un programma: perché se l’obiettivo è costruire nuovi strumenti di partecipazione non possono esserci soluzioni preconfezionate. Ora, dicevamo, arriva il bello: perché, passate le elezioni, si apre il tempo di costruire quel puzzle che, insieme, abbiamo abbozzato durante la campagna elettorale. E sarà, questo, un lavoro lungo e incerto, perché la democrazia non è data mai una volta per tutte, ma si costruisce e cresce nella quotidianità. Ecco perché ci piace il termine sperimentare; perché non abbiamo soluzioni predeterminate da imporre, ma vogliamo provare, giorno dopo giorno, a costruire collettivamente forme decisionali decentrate e orizzontali; e lo vogliamo fare con tutti coloro che vogliono vivere attivamente la propria città.

Un po’ troppo poco per chi si è presentato alle elezioni? Noi lo avevamo detto di essere una lista fuori dal comune. Non ci interessa scimmiottare chi, in questi anni, ha prodotto danni attraverso l’imposizione e l’incapacità di ascoltare la voce dei cittadini: non vogliamo partecipare al gioco, vogliamo cambiare le regole del gioco. Ora abbiamo uno strumento in più per superare la crisi della rappresentanza ed opporci alla militarizzazione della città.  #