Categories
My Links
sabato Bassanese + ass.Totem
capannone | 25 Marzo, 2008 16:30

sabato 29 marzo la serata che si doveva svolgere al Presidio Permanente organizzata dall'associazione culturale Totem viene spostata al Capannone, che ospiterà anche un live di Luca Bassanese. Il tutto viene organizzato per sostenere la "lista fuori dal comune" Vicenza Libera No Dal Molin, che proverà a portare un po' di scompiglio nel teatrino solito del Consiglio Comunale.

Il programma della serata è particolarmente ricco, infatti oltre ai concerti live bisogna aggiungere anche un dj set elettronico dopo il concerto. Vediamo però con un po' di ordine chi suonerà sabato:

LUCA BASSANESE

Luca ha bisogno di poche presentazioni per il popolo No Dal Molin e per il Capannone. Basta pensare alla canzone "Confini", il cui ritornello "non puoi vendere la terra" è diventato la colonna sonora del presidio permanente. Per chi per caso non conoscesse il suo folk e musica d'autore può leggersi la sua biografia dal suo sito http://www.lucabassanese.it/biografia.html 

DEJLIGT (indie funk) http://www.myspace.com/dejligt

All'attivo hanno un album uscito nel febbraio 2007 intitolato "Feed the dog". 

DAVIDE DESOLEI (folk, songwriter)

REPLACE THE BATTERY (indie rock da Este) http://www.myspace.com/replacethebattery

Replace the Battery è una band che vive e studia in provincia di Padova. E’ nata non molto tempo fa da quattro genitori dello stesso sesso, ha passato l’infanzia in compagnia di persone interessanti tra piccoli teatri dismessi, festival locali, furgoni d'annata e dannati, scampagnate con gli amici e tante serate di cui ricorda poco o niente. Nella sua cameretta ha i poster, ereditati dagli zii, di gruppi shoegaze dei primi anni novanta come, My Bloodie Valentine, Ride e Slowdive dai quali ha imparato ad essere languida e sognatrice. La psichedelia l’ha conosciuta ascoltando Spaceman3 e Earth. Quando vuole affascinarti parla il linguaggio di Explosion in the sky e Mogwai, quando si veste a festa aggiunge ai vestiti accessori elettronici stile Hood o Piano Magic. Nel 2006, grazie alla collaborazione con la neonata etichetta indipendente In The Bottle Records (Flap), esce il primo EP autoprodotto, realizzato nello studio allestito grazie all'impegno della band stessa e di numerosi altri musicisti che partecipano sia tecnicamente sia come parti attive in alcuni progetti musicali paralleli. Dopo la registrazione di questo primo EP Replace The Battery ha intensificato l'attività live, ed attualmente stanno realizzando alcuni nuovi brani che saranno contenuti nell'album che verrà completato nel 2008.

a seguire dj set elettronico.

Serata a sostegno della lista "Vicenza Libera No Dal Molin". 

 #
V per Vultaggio
capannone | 25 Marzo, 2008 16:27

visitate:

www.vpervultaggio.blogspot.com

www.myspace.com/vpervultaggio

www.vicenzalibera.it

www.myspace.com/vicenzalibera 

 #
Settlefish e Dancehall di Pasqua
capannone | 17 Marzo, 2008 17:53

Il weekend scorso per alcuni disguidi il Capannone è rimasto chiuso, ma ritorna alla grande per il weekend di Pasqua con due concerti. Sabato 22 marzo ci saranno i SETTLEFISH, band indie rock bolognese emergente, gli EDWARD'S WAY, emo da Vicenza e i THE NAKED LUNCH e a seguire il dj set di TEENAGE LOBOTOMY da Vicenza.

Domenica 23 marzo ritorna invece il reggae. Una grande dancehall per scaldare un po' Vicenza. Ci proveranno gli ZION CUTS, conosciuto sound veneziano e KING P SOUND, ormai di casa al Capannone direttamente da Bassano.  

Maggiori dettagli e schede dei gruppi nei prossimi giorni 

 #
Vietato manifestare alla Ederle!!
capannone | 17 Marzo, 2008 17:51

NESSUNA INFORMAZIONE TANTI DIVIETI: E' QUESTA LA LORO DEMOCRAZIA!

Venerdì mattina gli studenti si sono mobilitati contro il disastro ambientale accaduto lunedì scorso, quando da una falla dell’oledotto militare americano sono usciti ettolitri di cherosene, che hanno inquinato l’astichello e il bacchiglione. Vogliamo sapere come mai la notizia è stata data in ritardo, di chi è la responsabilità, che rischi e conseguenze per l’ambiente ci sono, chi pagherà i danni. E’ evidente un tentativo di insabbiare o di minimizzare l’accaduto e riteniamo grave che le forze partitiche locali non abbiano preso posizione su questa vicenda. Noi per rompere questa situazione volevamo andare in corteo fino davanti agli ingressi della Caserma Ederle in Viale della Pace. Ci è stato vietato ieri dalla questura, perchè davanti alla base militare americana non si può manifestare. Tutto ciò è preoccupante, perchè limita il diritto basilare di manifestare, instaurando delle "zone rosse", dove il dissenso non è gradito e non può essere espresso.
Questa mattina abbiamo voluto quindi andare sotto la Prefettura per dimostrare tutta la nostra indignazione per quanto accaduto in questi giorni. Anche questa ipotesi all’inizio c’era stata vietata, limitando così ulteriormente una seconda volta la libertà di manifestare. Non abbiamo accettato di fermarci in Piazza Biade e alla fine siamo riusciti ad appropriarci di Contrà Gazzolle, arrivando praticamente sotto gli uffici della Prefettura. All’interno di questo edificio si stava svolgendo il comitato di ordine e vigilanza sull’oleodotto e abbiamo avuto modo di disturbare "sonoramente" con cori e musica questo incontro. Una nostra delegazione è stata ricevuta dal viceprefetto.
Alle nostre richieste di più trasparenza e più informazione sul disastro ambientale di lunedì non abbiamo ottenuto nessuna risposta, a parte "la magistratura accerterà le responsabilità". Abbiamo chiesto di togliere il divieto di manifestare davanti alla Ederle e anche in questo caso non ci è stata alcuna risposta e spiegazione.
I divieti di oggi devono fare riflettere, perchè mettono in evidenza che non si può far risaltare la responsabilità dei militari americani da un lato, dall’altro che in questa città si stanno cominciando a praticare delle limitazioni della democrazia. Riteniamo quindi che sia urgente e necessario ragionare a livello di città come riuscire a riaffermare il sacrosanto diritto di poter manifestare davanti alla Caserma Ederle.

COORDINAMENTO STUDENTESCO VICENZA

 

 #
Incidente all'oledotto: disastro militare!!
capannone | 17 Marzo, 2008 17:29

Lunedì 10 marzo alle 7 di mattina si rompe a Cavazzale a causa di una crepa l'oleodotto militare americano, che trasporta il cherosene (carburante per aerei) da La Spezia ad Aviano. Inspiegabilmente la procedura per tamponare il guasto parte con ore di ritardo, la popolazione non viene avvisata, solo alle 19 attraverso la stampa viene data notizia. Nel frattempo litri su litri di cherosene si propagano nel terreno e vanno a confluire prima nell'Astichello e poi nel Bacchiglione. L'odore insopportabile di nafta si percepisce in tutta la città fino a Debba. Una vergogna!!! Questa vicenda ha dell'incredibile. Incredibile è quello che è successo, che un'opera militare si possa rompere così facilmente e i sistemi di sicurezza dove sono? Incredibile che se ne siano accorti con enorme ritardo, ma la manuntezione e programmi di pronto intervento esistono? Incredibile che la notizia non sia stata diffusa immediatamente, ma dove è andata a finire la trasparenza nei confronti dei cittadini? Incredibile che la stampa nazionale non ne abbia parlato, che quella locale abbia minimizzato e che la responsabilità americana è come se non ci fosse... Incredibile che nessuno dei politicanti locali non abbia detto nulla sulla vicenda, Incredibile che gli americani non abbiano detto nulla, nemmeno scusa alla città. Incredibile che probabilmente i danni li pagherà l'aeronautica militare, quindi noi... Martedì 500 persone alla sera hanno sfilato in corteo, partendo dalla prefettura, sono andate fino a Ponte degli Angeli, dove passa il Bacchiglione, poi si sono dirette verso casa di Hullweck, ma al Patronato hanno trovato un cordone invalicabile di polizia. Venerdì gli studenti sono scesi in piazza. Sabato mattina il presidio ha presentato la sua lista alle comunali davanti alla stazione di pompaggio dell'oleodotto di Polegge. Poi nessun altro ha fatto qualcosa. I giornali stanno già facendo dimenticare questa vicenda. Dei danni futuri però nessuno dice nulla. A Cavazzale c'è la falda acquifera, l'acqua è stata contaminata? e l'acqua con cui verranno irrigati i campi? Il terreno? A tutte queste domande vanno date delle risposte immediatamente!!!

DOVE E' FINITO IL CHEROSENE? 

Miracolo a Vicenza: decine di ettolitri di cherosene sono fuoriusciti dall’oleodotto militare che collega Livorno ad Aviano inzuppando i terreni di ricarica della falda acquifera e finendo nei fiumi Astichello e Bacchiglione, ma secondo le istituzioni locali non ci sarebbe traccia di inquinamento.

Che sia intervenuta la Madonna di Monte Berico a risparmiare i vicentini dal disastro naturale? Forse, più realisticamente, il cherosene che ha viaggiato per chilometri lungo i fiumi – visto che gli sbarramenti sono stati predisposti fino alla riviera berica – è stato assorbito dai terreni che li circondano, è filtrato fino alla falda acquifera, ha inquinato i campi agricoli e avvelenato la fauna locale.

Non risulta, del resto, che il cherosene possa scomparire nel nulla; alcuni vorrebbero far diventare un disastro naturale un semplice fatto di cronaca senza conseguenze per il territorio e la salute degli abitanti: ancora una volta si gioca sulla pelle dei vicentini, nascondendo la verità e facendo disinformazione.

Pochi giorni fa l’incidente all’oleodotto; chi può assicurare ai vicentini che incidenti simili non possano avvenire nelle tante installazioni militari presenti nel territorio? Se il commissario Costa può escludere in assoluto un incidente alle strutture militari lo metta nero su bianco: è ora che ognuno si assuma le proprie responsabilità.

Presidio Permanente, Vicenza, 14 marzo 2008

 #
Vicenza Libera: presentata la lista!
capannone | 15 Marzo, 2008 17:48
Vicenza Libera dai disastri naturali; Vicenza libera dalla cementificazione; Vicenza libera dalle servitù militari; Vicenza libera da coloro che vogliono svenderla; Vicenza libera di poter costruire da se il proprio futuro.

E’ stata presentata questa mattina con una conferenza stampa la lista civica “Vicenza Libera” che parteciperà alle elezioni amministrative del capoluogo berico; l’incontro con i giornalisti è avvenuto in un luogo simbolo della lotta dei No Dal Molin: la stazione di pompaggio dell’oleodotto militare La Spezia – Aviano dal quale, pochi giorni fa, sono fuoriusciti decine di ettolitri di cherosene che hanno inquinato il terreno di ricarica della falda acquifera e i fiumi Astichello e Bacchiglione.

Una lista di donne e uomini che, da oltre un anno, dedicano la propria quotidianità a difendere Vicenza dalla militarizzazione; una lista che si pone l’obiettivo di rompere gli schemi, superando la delega per costruire partecipazione. Una lista, dunque, che non è un fine, bensì uno strumento per sperimentare pratiche di autogestione e autogoverno del territorio. Perché la crisi della rappresentanza non si supera con slogan e promesse, ma costruendo nuovi spazi di democrazia: quegli spazi che, a Vicenza, sono sempre mancati.

Candidata a Sindaco sarà Cinzia Bottene; in lista donne e uomini di ogni età e con le più diverse esperienze personali alle proprie spalle.

Di seguito l’elenco dei candidati.


Presidio Permanente, Vicenza, 15 marzo 2008


Bejato Luciana
Berton Annamaria
Bortolotto Stefano
Cattaneo Paolo
Copiello Martina
Cunico Antonella
Dal Lago Giuseppina detta Pina
Dal Martello Nicoletta
Faggi Anna Maria
Filippi Ersilia
Foralosso Flavio
Francesca Diletta
Franzon Luigi
Ganzer Anna
Garzotto Lorena
Gheller Enrico Livio
Lanaro Guido
Lora Alessandro
Lupo Claudio
Marchesini Enrico
Messina Eufrosine
Palma Marco
Paluello Barbara
Pavin Giorgio
Pegoraro Ruggero
Pigato Francesca
Pretto Cristiano
Rigobello Antonio
Rigon Luca
Rivellino Emanuele
Ronconi Michele
Saccardo Elena
Sartor Giorgio
Schenato Danilo
Silvestri Franca
Tadiello Zoraide Paola
Vultaggio Martina Veronica Hellas
Zanchetta Antonio Luigi
Zecchetto Marta
Zocche Aquilino detto Lino  #
Contestare Veltroni? Si può fare!!
capannone | 11 Marzo, 2008 17:42

Questa mattina Veltroni è venuto a Vicenza per la sua campagna elettorale. Non è stata una visita tranquilla tra ali di sostenitori festanti. Oltre ai soliti fans di Veltroni, ce n'era un gruppetto un po' particolare: i Panzer Divisionen venuti a chiedere a Veltroni più cherosene, il Dal Molin, MA ANCHE una base militare della marina al lago di Fimon e più guerra, perchè a Vicenza non ci accontentiamo della Ederle, del Dal Molin, della Pluto e della Fontega. I Panzer Divisionen non sono stati fatti entrare all'auditorium Cannetti nonostante fossero vestiti bene e volessero ricordare a Walter che "un altro disastro ambientale si può fare". Veltroni ha pensato bene, quando è arrivato, di correre dentro subito al Cannetti senza nemmeno salutare i fans. I Panzer Divisionen non si sono persi d'animo e hanno aspettato con pazienza l'uscita del loro idolo. In Piazza Matteotti era parcheggiato il pullman di Veltroni, MA ANCHE un altro pullman pubblicitario. C'erano un po' di fans veltroniani, MA ANCHE tanta polizia. Verso le 11.15 si intravede uscire dal teatro olimpico una folla di giornalisti, vuol dire che c'è anche Walter. Mentre i fans ultracinquantenni di Veltroni si preparavano a festeggiare il suo passaggio, due persone del presidio, facendosi beffa del servizio di sicurezza, riescono a salire sul pullman di Veltroni. Non solo sono saliti, MA ANCHE si sono seduti attendendo l'arrivo del leader del Pd per avere un incontro. Invece di Walter salgono sul pullman carabinieri e poliziotti in borghese che con le maniere forti e la violenza portano fuori di peso i due manifestanti. Non è vero come stanno gestendo i media, che non sono riusciti a salire sul pullman, sono saliti eccome rimanendoci alcuni minuti. Uno dei due c'ha rimesso la giacca, strappata dalle forze dell'ordine. Alla richiesta di "liberare" il manifestante trattenuto, la polizia ha risposto con spintoni, calci e pugni, allontanando i manifestanti. Poi ci si è messi davanti alla macchina della Digos per impedire che il manifestante fosse portato in questura e anche qui spintoni e strattonamenti. Ecco ancora una volta la dimostrazione della concezione del Pd di democrazia: botte e una persona portata in questura. Ci siamo immediatamente recati tutti fuori dalla Questura per richiedere il rilascio immediato e dopo circa un'ora il manifestante è stato rilasciato. La giornata  non è conclusa qui: tutti alle 20.30 in prefettura contro il disastro ambientale dell'oleodotto.

Di seguito il comunicato del Presidio a commento della contestazione a Veltroni... 

“Una nuova base navale al lago di Fimon? Si può fare”. “Un nuovo oleodotto militare? Si può fare”. “Un nuovo disastro ambientale? Si può fare”. Sono alcune delle frasi esposte questa mattina a Vicenza dai cittadini che hanno contestato Walter Veltroni, in visita nella città berica.

Pochi giorni fa, in un’intervista, il candidato alla Presidenza del Consiglio aveva ribadito la posizione del PD: la nuova base Usa a Vicenza si farà. Affermazioni smentite da un incontro avvenuto oggi tra alcuni rappresentanti del presidio permanente con una consigliere dello stesso Veltroni. Giochi di parole, panegirici, zone d’ombra, lontananza dalle istanze della cittadinanza, sono stati solo alcuni degli atteggiamenti assunti dal Partito Democratico e dai suoi rappresentanti.

Un nutrito gruppo di cittadini si è incaricato di ricordargli la posizione dei vicentini, usando l’ironia per smascherare gli spot elettorali infarciti di concetti come democrazia e partecipazione.

Intanto due manifestanti sono riusciti ad entrare nel pullman che accompagna Veltroni nel suo tour e a sedersi in attesa di essere ascoltati dal candidato. Sedersi nel pullman del Candidato alla Presidenza del Consiglio: si può fare? Evidentemente no, dato che i due manifestanti sono stati condotti fuori dalla “cosa verde” a quattro ruote in malo modo. La partenza è stata infatti ritardata finché le forze dell’ordine hanno espulso i due, sottraendo poi con la forza alla folla un attivista e
mettendolo in stato di fermo. La manifestazione si è quindi trasferita ai cancelli della Questura, da cui il fermato è uscito dopo circa un’ora accolto dai manifestanti.

Veltroni ha fatto la sua scelta: eludere la questione, difendere gli interessi militari statunitensi e i profitti economici di quegli imprenditori – capeggiati dal candidato Calearo – che sperano di fare qualche affare sulle spalle dei vicentini. Una scelta che, però, Vicenza non accetta: la nuova base al Dal Molin non si farà.
Vicenza libera dalle servitù militari e da quanti vogliono imporle un progetto devastante e pericoloso.

Vicenza, 11 marzo 2008

 #
I No Dal Molin alle amministrative
capannone | 10 Marzo, 2008 17:25

Rompere i meccanismi della rappresentanza; sostituire la delega con la partecipazione diretta; costruire forme di condivisione che evidenzino l’ipocrisia degli spot elettorali. Una lista di donne e uomini per aprire un nuovo percorso politico di partecipazione: sarà questa la presenza all’interno della campagna elettorale di coloro che a Vicenza hanno scelto la mobilitazione contro l’imposizione.

Una lista che non è un fine, bensì un mezzo: non corriamo per conquistare il Palazzo, ma per sperimentare forme altre di autogoverno e autogestione. In queste settimane, per descriverci il percorso che abbiamo fatto, abbiamo usato la metafora della chiocciola: lenti, ma sempre in movimento; riflessivi, ma con un grande bagaglio di esperienze, sensibilità, diversità che ci portiamo sempre sulle spalle.

Abbiamo discusso in modo permanente, trovandoci la sera e riconvocandoci il giorno successivo; abbiamo ascoltato cosa aveva da dirci Vicenza, senza costruire eventi mediatici ma sfruttando i gazebo della raccolta firme: perché ascoltare è diverso dal fare propaganda. Ci siamo chiesti che significato ha la crisi della rappresentanza, come dovrebbe comportarsi un consigliere comunale, quali contenuti dovrebbe avere un programma.

Ne abbiamo concluso che un programma non è un testo, ma un percorso; che la crisi della rappresentanza nasce dai processi di delega; che un consigliere comunale dovrebbe essere al servizio di molti e non in rappresentanza di alcuni. Abbiamo deciso di metterci in gioco ancora una volta, dicendoci che abbiamo ancora tanto da imparare, una lunga strada da fare. Vogliamo provare a costruire collettivamente pratiche di gestione collettive della nostra comunità; la nostra non sarà una lista di persone, ma un intreccio di pensieri.

Abbiamo saputo dar vita al Presidio Permanente, spazio di diversità e confronto, ma soprattutto di partecipazione; abbiamo dimostrato che condividere è possibile: ora portiamo la nostra sfida nel campo di coloro che più ci sono lontani. Vogliamo mettere in discussione il monopolio del potere decisionale fondato sulla delega: perché partecipare non solo è democrazia, ma è anche vita.

Presidio Permanente, Vicenza, 6 marzo 2008

di seguito un articolo del Manifesto del 12 marzo

No Dal Molin in campo per «Vicenza libera»
 
Discussioni durate notti intere, giornate passate a confrontarsi con la città. Poi la decisione: le elezioni comunali non possono essere ignorate. E il movimento contro la base militare Usa si candida. Con una lista e un simbolo. Per una politica nuova
 
Orsola Casagrande
Vicenza

È stato un dibattito lungo, a tratti difficile, decisamente molto partecipato. Riunioni accanto al fuoco, anche fino a tarda notte. Al presidio permanente no Dal Molin da due mesi si discute delle prossime elezioni comunali. «Un evento - dice Marco - che attraversa la città, che riguarda la città, con il quale piaccia o non piaccia bisognava rapportarsi, misurarsi». E scegliere. Decidere se stare dentro o stare fuori. Se ignorare l'evento (ma l'ipotesi è stata scartata fin da subito) o se invece ragionare (e questa è stata alla fine l'idea prevalente) su come affrontarlo. Dicendo la propria, ascoltando e facendosi ascoltare, mantenendo indipendenza e autonomia, .
Alla fine una decisione è stata presa: il presidio no Dal Molin parteciperà alle elezioni comunali con una propria lista, un proprio simbolo, un proprio candidato sindaco. La lista si chiamerà «Vicenza libera» e più eloquente di così non poteva essere. Il dibattito però non è concluso. Anzi, è soltanto all'inizio. E dal presidio viene rilanciato al movimento in tutta Italia. Perché il nodo da sciogliere rimane quello di come stare nelle istituzioni pur rifiutando il principio della delega. Non un percorso facile, ma certamente un percorso che si vuole condiviso. Se ci saranno consiglieri eletti non saranno portavoce e nemmeno «delegati», saranno piuttosto uno strumento in più per la comunità. In altre parole i candidati del presidio non chiederanno una delega ai cittadini, ma si metteranno a disposizione dei cittadini, non tanto e non solo per portare in consiglio comunale le eventuali istanze, gli input provenienti dall'esterno. L'obiettivo è quello di continuare a lavorare insieme. Chi sta dentro cercherà di capire come far avanzare le istanze che provengono dall'esterno, di quali strumenti si potrà dotare il fuori.
«E' chiaro - dice Marco - che il dibattito rischiava e continua a rischiare di essere appiattito su schemi tradizionali, lista sì o lista no, il movimento che entra nelle istituzioni e quindi perde o rinuncia a qualcosa. Inizialmente - continua Marco - anche nelle nostre riunioni si affrontava la questione con lenti antiche. Ma più il tempo passava, più si facevano assemblee, più si è cominciato a capire che bisognava fare un salto in avanti, uscendo dalle vecchie logiche per traslare invece le nostre pratiche anche all'interno delle istituzioni». Assemblea dopo assemblea, intervento dopo intervento, sempre più si è fatta strada la consapevolezza che in gioco non c'era la «verginità» del movimento. Più che altro si trattava di capire se «le elezioni comunali potevano essere usate come opportunità, come occasione. Una sfida certamente - sottolinea Marco - ma vogliamo provare a scardinare e modificare i meccanismi della rappresentanza tradizionale che è in crisi». Provare a rompere, dunque, un meccanismo per portare anche all'interno delle istituzioni le pratiche che hanno attraversato e caratterizzato il movimento no dal Molin, e non solo quello. Il tentativo allora è quello di provare un percorso, sperimentare. Per dimostrare che la delega non è l'unica soluzione possibile. Anzi, l'ambizione è proprio quella di far vedere che la comunità può lavorare nelle e con le istituzioni senza soluzione di continuità, un osmotico scambio. Dove non c'è distinzione tra il «dentro» e il «fuori». Lo ricorda Francesco, «l'esperienza dell'Altro Comune per noi è importante. Non sappiamo ancora bene come renderla pratica in un'arena politica già costituita, ma ci proveremo». Perché lo scopo è quello di «rompere un perimetro, usare il terminale comune come strumento di lotta».
E' chiaro che la strada è tutta in salita. Altri movimenti, in altre parti d'Italia (pensiamo al capofila delle lotte in corso, il popolo no Tav), hanno fatto scelte diverse. E a questi movimenti i no Dal Molin si rivolgono per aprire un dibattito, chiedono di confrontare pareri, opinioni. Collaborazione anche nell'elaborazione di un percorso che è ancora tutto da scrivere. Qualche idea c'è già. Per esempio, tanto per provare a tradurre in pratica i molti interventi «teorici» delle assemblee: se un quartiere vuole una pista ciclabile, l'idea dei no Dal Molin è quella non di chiedere all'eventuale consigliere di fare pressioni in consiglio per realizzarla. Armato di vernice gialla e pennello, il consigliere, con i cittadini andrà a dipingersela quella pista ciclabile. Le assemblee sono state davvero molto partecipate, a testimonianza di quanto comunque questo tema delle elezioni comunali sia sentito. Il presidio a un certo punto si è fatto «assemblea permanente» proprio per fare in modo che tutti potessero esprimersi. C'erano anche trenta interventi a serata. Giorno dopo giorno, sera dopo sera «ci siamo riuniti in piccoli gruppi per ragionare, discutere, elaborare». Adesso si è entrati nella fase operativa, da una parte c'è la preparazione delle liste e dall'altra l'elaborazione del percorso da seguire. E poiché ascoltare è il tratto distintivo della «piazza presidio», in questi giorni in cui con trenta gazebo sparsi per la città si raccoglievano le firme di solidarietà con i «presidianti» denunciati per l'occupazione della prefettura, si è chiacchierato e chiesto pareri con le migliaia di cittadini che passavano e si fermavano a esprimere la loro solidarietà. E' stato distribuito anche un questionario per capire come la città percepisce il presidio e l'eventualità di un ingresso in consiglio comunale. Sono tornati alla base ben tremila questionari compilati. Tanto per dire, alle primarie per il partito democratico hanno votato circa tremila persone. La maggioranza degli interpellati vede con favore un impegno del presidio anche in comune. «Abbiamo voluto - dice Cinzia Bottene - interpellare la città, perché decidere insieme è stato sempre il nostro modo di fare politica. E' un modo faticoso - insiste Bottene - ma affascinante. Vogliamo portare il nostro contributo anche all'interno delle istituzioni, diventando strumento per i cittadini che hanno seguito il nostro approccio: oltre alla critica bisogna anche saper costruire. Questa è la sfida che ci troviamo di fronte».

 

 #
sabato 8: INDIEBOX FESTIVAL!
capannone | 05 Marzo, 2008 12:29

Dopo la serata di sabato scorso dedicata alla KOB Records di Verona, questa settimana ospieteremo un altro festival di un'etichetta indipendente: la INDIEBOX. Per l'oocasione suoneranno a Vicenza, dopo un bel po' di tempo, L'INVASIONE DEGLI OMINI VERDI, hc da Brescia/Mantova. Sul palco poi si alterneranno altre 3 band: OKKUPATO, emo-hc melodico da Thiene, VIRGINIA MADISON, hc melodico da Verona e gli STANDING STILL, hc melodico da Pesaro. Come avrete capito sarà una serata all'insegna dell'HC melodico, non a caso lo slogan della serata sarà: "Melodic Hc is back in town!"

L'INVASIONE DEGLI OMINI VERDI
L'Invasione degli Omini Verdi, band Punk/Hc melodico, nasce nel 1999 in provincia di Brescia/Mantova,Italia. La band muove i primi passi con un'autoproduzione omonima datata Maggio 2000. La prima uscita ufficiale è invece datata Novembre 2001 con "Veniamo in Pace", Pota rec/Venus. Con questo primo lavoro la band si butta a capofitto nell'attività live supportando anche la band Statunitense The Vandals. L'Invasione degli Omini Verdi viene acclamata come rivelazione punk dell'anno!!  Il secondo lavoro degli Omini esce il 12 Maggio 2003 ed è intitolato "Non è Un Gioco" (Le Parc/Self). La promozione del disco vede i quattro Omini in svariate apparizioni TV su All Music (Play It, Azzurro) e Rock Tv (Database, SalaProve) e come sempre li vede impegnati in un'intensa attività Live che li porta a raggiungere, a fine Tour, il traguardo delle 200 date in carriera solcando anche i confini nazionali suonando in Svizzera e Croazia!!
Il terzo lavoro dell'Invasione degli Omini Verdi esce il 30 gennaio 2005, s'intitola "Contro" (Le Parc/Self) e viene accolto dalla critica e dal pubblico come il miglior lavoro sfornato dalla band e viene recensito entusiasticamente sia da testate come Rocksound, sia da da giornali Metal come Rock Hard e Flash. Il, disco viene proclamato come una delle migliori uscite dell'anno in ambito Punk/Hc a livello nazionale e non solo!!
La band supporta il disco con un tour di 80 concerti arrivando ad accumulare in carriera ben 280 concerti tra cui esibizioni di spalla a NOFX, Sick of It All, Ignite, Turbonegro, The Locust, Strike Anywhere (in 2 occasioni). Il 12 Ottobre 2007 è uscito il 4° disco della band, "Mondo a Parte"

STANDING STILL
Gli Standing Still nascono nel gennaio 2005. Il loro primo EP esce alla fine di aprile. Hanno diviso il palco con L'Invasione degli Omini Verdi, Cattive Abitudini, Pig Tails, Sun Eats Hours, Marsh Mallows, Vanilla Sky, Fonzie. Nel luglio 2006 firmano per la IndieBox e registrano il loro primo album nel dicembre 2006, che si intitola "Draw Your Line".

VIRGINIA MADISON
I Virginia Madison nascono nel 2002 a Verona, seguendo un pò quel filone creato nei quartieri californiani da gruppi come Lagwagon, Strung Out, NOFX ecc Dopo un anno circa, il Quartetto (Daniel: Voce e Basso Scritch Batteria Mark Chitarra e Voce Cuke Chitarra) registra al Benjos Studio il primo Demo Autoprodotto "Just Some Other Songs", grazie al quale riescono a suonare con buon seguito nei primi locali vicino casa. Con lo stesso partecipano con la traccia Insanity alla Compilation della neonata Musictrick Records.
Passano due anni ed il gruppo è cresciuto. Svezzato dall'esperienza con la continuità nei Live e da altre registrazioni per curare le stesura dei pezzi ed i suoni, i quattro acquistano personalità e nel 2005 registrano un secondo Demo "VIRGINIAMADISON" che riscuote un inaspettato consenso dalla critica esaurendo le copie stampate. Dopo una buona serie di date nei confini nazionali, Cuke (Chitarrista) decide, in comune accordo con il resto della Band, di lasciare il gruppo. Lattuale Trio sta lavorando per la realizzazione del Primo Disco Ufficiale...
Gruppi con i quali hanno condiviso il palco sono: 9mm, Vanilla Sky, 3Feet Smaller, The Garage, The Fire, The Rituals, Afraid!, Hell Demonio, Argetti, Coffee Showers, Raw Power, BeerBong, Monkey Punx, Derozer, Joker Cocks, Evolution So Far, Hobophobic, Jet Market, X-State Ride, Breford e molti altri!!!

OKKUPATO
Gli okkupato per i frequentatori del Capannone non hanno bisogno di molte presentazioni, avendo suonato più volte sul nostro palco. E' inutile dire che ci fa sempre piacere vederli suonare. Da segnalare che due mesi fa è uscito uno split con i Virginia Madison per la IndieBox. 

 #