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venerdì video sulla lotta degli spazi sociali a Vicenza
capannone | 26 Febbraio, 2008 16:14

primo appuntamento di una serie di incontri che vogliono ripercorrere la storia e le vicende dei centri sociali in italia dagli anni '80 ai giorni nostri. Cominciamo venerdì 29 febbraio partendo da Vicenza, la nostra città e la lotta per gli spazi sociali nel 2001 dopo lo sgombero dello Ya Basta e poi faremo un salto indietro di oltre 25 anni andando a vedere l'esperienza del Virus di Milano.

VENERDI' 29 FEBBRAIO
ore 16.00 al Nuovo Capannone Sociale

IL PERCORSO DEI CENTRI SOCIALI IN ITALIA

Proiezione di:
"DEMOLITE I NOSTRI MURI...AUMENTATE I NOSTRI SOGNI"
Video prodotto da Mediablitz nel 2001 che ripercorre le vicende di oltre centinaia di giovani vicentini dal 19 settembre al 3 novembre 2001:dall'abbattimento del CSO Ya Basta! agli assurdi arresti dopo una carica della polizia, attraverso sgomberi ed occupazioni.

a seguire la proiezione di:
"CENTRO SOCIALE VIRUS"
Virus e' un filmato sulla storia del punk, girato in 16 mm nel 1982, all'interno dell'area occupata di via Correggio 18 a Milano. 

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1 marzo: KOB FESTIVAL!!
capannone | 26 Febbraio, 2008 16:01

Sabato 1 marzo al Capannone ci sarà il Kob Festival, dedicato alla Kob Records, una delle eticchette underground ed indipendenti italiane più famose. Sul palco avremo ben 4 gruppi, i LOS FASTIDIOS, gli ATARASSIA GROP, i PANIC ROOTS, streetpunk da Padova e i DIE BY LAW, gruppo metal da Verona. Purtroppo dobbiamo annunciare l'assenza degli Skarface, che non ci saranno. Crediamo che i Los Fastidios non abbiano bisogno di presentazioni, sia perchè al Capannone sono di casa e sempre ben accetti, sia perchè sono uno dei gruppi streetpunk europei più conosciuti. E' dagli anni '90 che suonano sui palchi, nonostante i numerosi cambi di formazione non mollano mai. Hanno parecchi album, ep, live, partecipazioni a compilation come curriculum. "Rebels and Revels" è il loro ultimo albm uscito nel 2006. Sempre del 2006 è l'ep "Un calcio nel pallone", dedicato al mondo delle curve. 

Altri grandi ospiti della serata saranno gli ATARASSIA GROP, streetpunk da Como. Anche loro hanno all'attivo degli album e anche una raccolta dei più bei pezzi tra il 93 e il 2001.

PANIC ROOTS 
Panic Roots sono nati nel 1999. Influenzati da Rancid e gruppi della Hellcat Records hanno registrato 2 album e 3 ep per la Nerv Records, la label di autoproduzioni creata dai Panic Roots. Nel 2005 esce il nuovo album "Third Impact", più di 40 minuti che spaziano dallo ska, al punk rock all'hc con testi che toccano problematiche sociali e politiche.

 

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più di 3000 serbi in piazza domenica a Vicenza
capannone | 26 Febbraio, 2008 15:42
Domenica a Vicenza c'è stato il corteo di protesta della comunità serba nei confronti dell'indipendenza unilaterale del Kosovo caldamente sostenuta dagli Stati Uniti e anche dall'Italia. La partecipazione numerica è stata molto elevata, oltre 3000 persone, se consideriamo che la stampa locale dava l'appuntamento in giorni e posti sbagliati e che quindi si trattava di una manifestazione lanciata tramite il passaparola. Già dalle 1.30 allo stadio c'era parecchia gente. Tantissimi con le bandiere della Serbia, gente con striscioni, cartelli. Gli organizzatori sono un'associazione di promozione culturale e di elementi folcloristici serbi, che hanno subito messo in chiaro che non si trattava di una manifestazione ultranazionalistica e che si voleva anche mettere in luce la questione della più grossa base americana militare d'Europa che si trova in Kosovo. Insomma ritratti di Milosevic non si sono visti.Gli interventi dal microfono durante la manifestazione hanno rispecchiato questa impostazione e anche la questione religiosa (i serbi ortodossi subiscono attacchi da parte dei musulmani) non è mai sfociata in odio verso i musulmani. All'interno del corteo sicuramente c'erano anche persone che avevano un'impostazione ultranazionalista e di odio verso i musulmani considerati terroristi, ma in un corteo di oltre 3000 persone può esserci di tutto e non era la composizione prevalente. Il percorso del corteo è stato dallo stadio fino a Campo Marzo evitando il centro per timori di incidenti, ma la manifestazione si è svolta tranquillamente. Molto passionale e sanguigno il modo di vivere la manifestazione, tutti seguono i cori, i canti popolari dal furgone venivano cantati a squarciagola da tutti.
Per quanto riguarda gli italiani presenti, c'erano delegazioni di rifondazione, comunisti italiani e alternativa comunista riconoscibili dalle numerose bandiere portate, c'era qualcuno del presidio e qualcuno di noi, ma non in veste ufficiale. Comunque se bisogna dare una percentuale gli italiani rappresentavano forse l'1% della manifestazione.   #
Dopo le 6178 firme No Dal Molin il Comune vuole sgomberare...
capannone | 26 Febbraio, 2008 15:24

Sabato scorso la raccolta fime nei gazebi No Dal Molin è stato un successone. L'obiettivo 1000 firme è stato raggiunto sestuplicato!!! 6178 firme in un solo giorno, code ai banchetti per firmare, gente che vuole informarsi, gente che non devi nemmeno fermare e chiedere di firmare, perchè vengono diretti ai gazebi. Piazza Matteotti nel pomeriggio ha visto la nostra presenza e abbiamo caratterizzato il banchetto con la musica, i video, gli striscioni, e anche da noi hanno firmato in tanti. Un gran successo e soprattutto una grande risposta agli attacchi della procura vicentina di questi giorni a dimostrazione che il presidio non è isolato, non rappresenta un gruppetto di estremisti, ma è ben inserito nel tessuto sociale della città. 

Con un grande atto di coraggio e di apertura della campagna elettorale nell'ultimo giorno del suo temporaneo mandato da Sindaco Sorrentino ha firmato l'ordinanza di sgombero del presidio, usando come al solito pretesti burocratici legati a presunti abusi edilizi per in realtà lanciare l'ennesimo attacco al presidio e a questa esperienza di democrazia.

LA DEMOCRAZIA NON SI DEMOLISCE 

E’ singolare che la Giunta comunale presenti l’ordinanza di sgombero e demolizione al Presidio Permanente nel giorno in cui lascia Palazzo Trissino; Sorrentino, che avrebbe voluto continuare a mangiare astici sulle spalle dei vicentini, era nero d’invidia: lui se ne va, mentre il Presidio resta.
Una Giunta sola e isolata chiede la demolizione di uno spazio nel quale, la stessa mattina, sono state presentate le 6178 firme raccolte nel solo giorno di sabato 23 febbraio a sostegno delle iniziative del Presidio Permanente: da una parte la tristezza e la solitudine, dall’altra la partecipazione e la democrazia.
La destra vicentina apre la campagna elettorale nel modo che più gli si addice: puntando l’indice contro un luogo di democrazia e partecipazione che, in questi mesi, è diventato la casa di quanti vogliono difendere Vicenza dalla militarizzazione e dalla devastazione ambientale. Un atto sciocco, perché tutti sanno che il Presidio Permanente non sarà demolito né spostato di un millimetro fino a quando il movimento che lo ha eletto a simbolo non avrà raggiunto il proprio obiettivo: quello di impedire la realizzazione della nuova base militare statunitense.
Un atto di arroganza, per compiacere ancora una volta l’armata a stelle e strisce, messo in pratica nell’ultimo giorno di amministrazione della Giunta; e, del resto, chi ha svenduto Vicenza tradendo la volontà popolare non poteva che tirare il sasso e togliere la mano.
La Giunta se ne è andata, ma il Presidio Permanente è ben saldo a Ponte Marchese; le bandiere del No Dal Molin che continuano a sventolare sopra ai tendoni dove ogni settimana si riuniscono centinaia di persone sono la miglior risposta a chi vorrebbe demolire la democrazia per permettere la costruzione di una nuova base di guerra.

Presidio Permanente, Vicenza, 26 febbraio 2008

 

 

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sabato concerto dei Jamm Africa
capannone | 21 Febbraio, 2008 23:57

Sabato sera al Capannone spazio alle percussione africane. Ci sarà il concerto dei Jamm Africa, musica tribale djembe, dun dun e voci. Gruppo mix black and white diretto da Bassene Djor Macaire, noto maestro di percussioni. A seguire ci sarà anche un djset.

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sabato gazebo in Piazza Matteotti
capannone | 21 Febbraio, 2008 23:48

Sabato 23 febbraio il presidio permanente No Dal Molin ha lanciato un'iniziativa che vedrà la presenza di oltre 30 gazebi tra la città e alcuni paesi della provincia per raccogliere firme da una parte in solidarietà con chi in questi giorni ha ricevuto gli avvisi di garanzia per l'occupazione della Prefettura, ma soprattutto dall'altra per rivendicare tutti il percorso portato avanti dal presidio in questi mesi. Le varie manifestazioni ed iniziative le hanno fatti tutti, idealmente la Prefettura non è stata occupata solo da 24 persone, ma da tutti, perchè era un'azione condivisa e collettiva. L'obiettivo è raccogliere 1000 firme per dire che tutti siamo colpevoli di difendere questa città. Noi del Capannone saremo presenti in Piazza Matteotti e gestiremo il gazebo per tutta la giornata. Siccome si tratta di un'iniziativa di rivendicazione del percorso del presidio, noi lo caraterizzeremo portando l'esperienza della caserma No War. Invitiamo tutti quindi soprattutto nel pomeriggio a passare in Piazza Matteotti e rimanere un po' con noi.

Decine di banchetti a Vicenza e in provincia per raccogliere, nella giornata di sabato 23 febbraio, almeno mille firme in sostegno alle iniziative del movimento No Dal Molin e in solidarietà con le donne del Presidio Permanente raggiunte da avvisi di garanzia.

Il prossimo sabato Vicenza sarà disseminata di gazebo con le bandiere del movimento che si batte contro la nuova base Usa; un’occasione per sostenere coloro che, con le azioni contro la realizzazione della nuova base militare, hanno messo in gioco la propria quotidianità; ma anche un momento per incontrarsi, scambiarsi opinioni, ragionare sul futuro del movimento che si pone l’obiettivo di impedire la militarizzazione di Vicenza.

«Se il reato è sognare un mondo migliore e difendere la nostra città, anche io sono colpevole»: questo il concetto conclusivo della petizione che sarà presentata nei prossimi giorni durante una conferenza stampa.

L’”operazione mille firme”, dunque, è la prossima iniziativa di un movimento che, da un anno a questa parte, non passa una settimana senza costruire assemblee, manifestazioni ed iniziative; un movimento che non si fermerà fino a quando non avrà raggiunto il proprio obiettivo: impedire la realizzazione della nuova base Usa; se qualcuno pensava che gli avvisi di garanzia avrebbero potuto fermare i vicentini, si sbagliava di grosso: la fiaccolata della scorsa settimana, con circa 1.500 presenze, ne è la più chiara dimostrazione.



Presidio Permanente, Vicenza, 19 febbraio 2008
 

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Skaramanzia sabato in concerto!!
capannone | 12 Febbraio, 2008 15:58

Sabato per la prima volta a Vicenza suoneranno gli SKARAMANZIA, band ska siciliana da Ragusa. A seguire jamaican dj set con tutte le sonorità provenienti dall'isola caraibica.

SKARAMANZIA

La band nasce nel profondo sud della terra sicula nell’aprile del 2003 per iniziativa di ragazzi ispirati dai propri ideali e dalla musica di “protesta”. gli SKARAMANZIA propongono una miscela originale di ska e punk ricca di diverse e inevitabili influenze mediterranee, evidenti sia nei testi che negli arrangiamenti e talvolta nella scelta anche della lingua.
Vincitori del “Respect Salento 2007” e del “Festival Palma di Montechiaro 2006” hanno partecipato festival importanti come il “Rototom SunSplash 06”, “Suburban Live Set 05 e 06”, “ArezzoWave 06”, “Sikula Reggae Festival 07”, “Lamezia M.E.I Sud 07”, "M.E.I. di Faenza 07" e a testimonianza del loro impegno sociale contano partecipazioni a diverse iniziative antimafia. Hanno collaborato e condiviso il palco con gruppi di rilievo come Skatalites, Sud Sound System, Folkabbestia, CapaRezza, Mr T-Bone Orchestra, Al Mukawama ('OZulù 99posse), Vinicio Capossela, Meganoidi, Jovine.
Da agosto 2007 hanno all'attivo il loro primo album LA LUCHA SIGUE esclusivamente autoprodotto che unisce la voglia di protesta e l’energia dello ska-punk. All'interno diversi temi che spaziano dal divertimento disimpegnato alle questioni sociali più calde come la lotta allo sfruttamento della prostituzione, le guerre e le continue menzogne del mondo occidentale capitalista che comportano la distorsione delle informazioni. Attacchi diretti alla malavita e ad ogni genere di corruzione, al giorno d’oggi parti integranti della politica e della società siciliana, italiana ed internazionale, non risparmiando con le loro critiche nemmeno il comportamento imperialista dell’istituzione vaticana agli occhi di tutti sinonimo di umiltà e carità.

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sabato e domenica concerti!!
capannone | 06 Febbraio, 2008 20:15

Dopo il successo di sabato scorso con il concerto delle Pornoriviste, questo sabato ritorniamo a dare spazio alle band vicentine. Ricordiamo poi che il Capannone sarà aperto anche domenica con un concerto hardcore. Importante segnalare che l'orario d'inizio domenica dei concerti è alle 17.00 e quindi non la sera. Sabato suoneranno i DOGMA, gli EiSiDiCi e i REESE(rock) . Domenica invece avremo i TO KILL da Roma, i HOPES DIE LAST (hc da Roma) e i A BREACH ON HEAVEN da Venezia. Vediamo ora nei dettagli le due serate:

SABATO 9 FEBBRAIO 

DOGMA rock alternativo sperimentale
Dogma viene alla luce durante l'inverno del 2006, all'ombra di sei birre nel borgo postindustriale di Vicenza. Frutto d'un unione etilicospirituale tra Mattia ed Andrea, la giovane creatura muove i suoi primi passi a casa di quest'ultimo dimostrando fin da subito un'indole asettica aggressiva patologica. Al duo iniziale si fonde quindi Jimma, un dj dalle molteplici esperienze a forte tasso di bpm. Mentre i lavori proseguono, rapsodicamente ma con metodo, si comincia a pensare ad un eventuale live. Scocca quindi l'ora di Pino, che entra a far parte del gruppo come bassista, logistic supporter e uomo piu' elegante della ciurma. Dogma si classifica terzo al Vicenza net music, rischia il premio della critica e viene incluso nella compilation “Canzoni per l’Europa”, in riconoscimento del suo forte carattere continentale. Ascoltare per credere.

DOMENICA 10 FEBBRAIO INIZIO CONCERTI ORE 17.00

TO KILL hc da Roma
ecco una recensione di un loro concerto: " Aprono i To Kill, formazione all star di roma con membri di Face the Fact, The Difference e The King. Io non li ho ancora sentiti, anche se me li hanno descritti come molto in stile TERROR.
A me i Terror non piacciono granchè ma devo dire che il live dei To Kill spacca di brutto. Hardcore meno metalluso di quanto mi aspettassi e grandi stacchi mid tempo con tanto di chitarre rotanti: dal terzo pezzo la gente inizia a volare per aria, cori e dita puntate in alto, i To Kill fanno una figura egregia (dimostrandosi, per il sottoscritto, ben al di sopra dei Champion), si vede che è gente che suona dalla mattina alla sera."

 

A BREACH ON HEAVEN rock/metal da Venezia
A Breach On Heaven  si sono formati verso la fine del 2005. Nel gennaio 2006 la band completa la formazione e produce le prime canzoni. Qualche mese dopo la band registra "...And Burn" e nel giugno 2006 iniziano i primi concerti. Nel febbraio 2007 vanno in studio per registrare le parti strumentali e le voci del loro primo album. In Settembre vanno in tour anche in Europa ed ad Ottobre firmano per la "Standby Records Family", la label americana anche dei Hopes die last. In novembre hanno completato il loro primo album "Through the Mirror", un mix di southern rock e screamo melodico. L'album comprende sia le esperienze rock e metal dei membri della band.

HOPES DIE LAST hc da Roma 
Gli Hopes Die Last sono un gruppo di una città vicino Roma, hanno alle spalle un EP che si chiama "Aim For Tomorrow", un demo che mostrava le capacità di tutti i componenti della band. Il quintetto romano non è da meno di gruppi italiani affermati come ad esempio i Vanilla Sky o i Gaia Corporation. E' uscito il loro album "Your face down now".

 

 

 

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fotocronaca della manifestazione
capannone | 05 Febbraio, 2008 15:46

lo striscione d'apertura della manifestazione

tra i manifestanti si nota a sorpresa la presenza di Enrico Hullweck

ad inizio manifestazione si materializza in testa al corteo la presenza di tutte le autorità cittadine, nella foto da sinistra a destra: Arrigo "Pinocchio" Abalti, il presidente della Provincia Attilio Shrek, il vicesindaco Sorrentino, il vescovo Nosiglia, il sindaco Enrico Hullweck e l'ex-presidente della Provincia Manuela Dal Lago

per poter vedere il resto della galleria fotografica cliccare sotto su "Continua"  (Continua)  #

In 200 in corteo con il presidente Attilio Shrek
capannone | 04 Febbraio, 2008 00:22

Il brutto tempo annulla la realizzazione del "carro dei potenti", ma nonostante ciò le principali "autorità" cittadine presenziano lo stesso alla nostra manifestazione. Ad aprire il corteo dietro il furgone abbiamo infatti l'assessore "Pinocchio Abalti", il vicesindaco Sorrentino con tanto di bottiglia di vino bevuta per strada (ma non aveva fatto un'ordinanza antialcool?), un Enrico Hullweck in versione dark, un'impassibile Manuela Dal Lago, il vescovo Nosiglia con un inusuale completo nero metal e soprattutto in un elegante giacca e cravatta il presidente della provincia Attilio Shrek. Dietro di loro circa 200 persone, in maggior parte studenti, ma anche qualche adulto, soprattutto del presidio. Dal furgone viene spiegato alla città cosa è stato fatto all'interno della Caserma Borghesi quando è stata occupata. Sono state spiegate le motivazioni che hanno portato a una lettera aperta con la richiesta di comodato d'uso gratuito per la realizzazione di uno spazio sociale polivalente. E' stata attaccata la Provincia per il suo rifiuto alla nostra richiesta anche perchè non si capisce se è un no alla Borghesi o un no a uno spazio sociale in generale. Poi si è ricordato che questo ente per far fare un progetto di massima ha speso 31.500 euro, quando la nostra richiesta è basata sull'autofinanziamento. Il corteo è proseguito lungo Borgo Casale arrivando davanti alla caserma. Nonostante fosse stato annunciato pubblicamente che sarebbe stata una manifestazione tranquilla, c'è stato il solito ed enorme spreco di risorse pubbliche, blindando per niente la zona, mettendo plotoni di carabinieri all'interno della caserma a non far nulla. Arrivati davanti, infatti ai due cancelli sono stati attaccati dei cartelloni che rappresentano il nostro progetto sullo stile di quelli che si trovano fuori dai cantieri. Alla fine le varie autorità locali presenti hanno ufficialmente inaugurato e ci hanno simbolicamente consegnato la caserma Borghesi con tanto di inaugurazione con il taglio del nastro da parte del presidente Attilio Shrek.

Leggi qua poi l'articolo del Giornale di Vicenza "Ci serve la Borghesi" 150 giovani in corteo

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"La Borghesi?Cittadella universitaria, mai ai No War"
capannone | 03 Febbraio, 2008 00:16

dal Gazzettino del 2 febbraio 2008 

Oggi, alle 15, in piazza Matteotti, manifestazione dei collettivi per rivendicare spazi sociali dopo la lettera di Schneck che nega l’uso dell’ex caserma

«La Borghesi? Cittadella universitaria, mai ai No War»

L’assessore Galvanin: «Pronto a spiegare a questi giovani i progetti avviati». Ma l’accusa mossa alla Provincia è di immobilismo

«Vogliamo un altro incontro con la Provincia per capire come la Giunta Schneck intenda affrontare la questione degli spazi sociali e di aggregazione», avevano detto qualche giorno fa i rappresentanti del gruppo giovanile "Caserma No War" per ribadire la richiesta di concessione in comodato gratuito della caserma Borghesi. E ieri mattina la risposta (scritta) è arrivata: il presidente Attilio Schneck respinge ogni richiesta di utilizzo dell'immobile di proprietà della Provincia perché «il sito è da tenersi in piena disponibilità di questa Provincia per la realizzazione delle opere previste», cioè la trasformazione della caserma in una cittadella universitaria con mensa, alloggi, bar, sala studio, area sportiva. «Ci troviamo di fronte di conseguenza ancora nella fase di studio di progetti e ricerca di finanziamenti, come ha dichiarato l'assessore Galvanin alla stampa nei giorni scorsi», commentano i giovani di No War. «In poche parole sia la risposta di Schneck che le dichiarazioni di Galvanin fanno parte di un copione di un film ormai visto troppo volte in questi anni». E annunciano per oggi alle 15 in pizza Matteotti una manifestazione in difesa degli spazi sociali.

L'accusa mossa alla Provincia è di immobilismo: «Quando un gruppo di giovani solleva la problematica sugli spazi sociali, individuando luoghi abbandonati da anni, improvvisamente emergono progetti e lavori di imminente inizio su quell'area: è una storiella che non incanta più. La Provincia ha acquistato da quattro anni la Borghesi e fatalità solo dopo l'occupazione del dicembre scorso (dei No Dal Molin, ndr) viene fuori l'idea del residence universitario. È un dato di fatto: l'ex Siamic in via Verdi, di proprietà provinciale dal lontano 2002 doveva diventare un albergo a cinque stelle ed è ancora abbandonato». Insomma, la Borghesi non sarebbe un caso isolato. Pronta la replica di Nereo Galvanin, assessore provinciale al patrimonio all'edilizia scolastica e alla commissione espropri: «Sono favorevolissimo a un incontro con questi giovani così potrò mostrare loro tutta la documentazione sul progetto relativo alla Borghesi. Abbiamo un calendario lavori che testimonia il fatto che sull'ex caserma stiamo lavorando già da due anni con progetti elaborati dai nostri uffici tecnici. La Fondazione Cariverona, finanziatrice dell'opera (alloggi, aule studio, mensa e servizi per studenti universitari), ha pubblicato un bando approvato ancora in ottobre che scadrà il prossimo 29 febbraio».

I giovani però continuano a chiedere luoghi di aggregazione. «Ma quelli ci sono già», taglia corto Galvanin. «Si trovano nelle circoscrizioni. Forse i 'Caserma No War' vogliono l'esclusiva. Ricordo poi che i principali compiti della Provincia sono scuola, lavoro, viabilità e agricoltura». E la situazione dell'ex Siamic? «Lì al momento siamo bloccati contro la nostra volontà da un contenzioso. C'è infatti il ricorso di un privato che vuole un passaggio sulla nostra proprietà. Il progetto dell'albergo comunque esiste, e stiamo attendendo la l'autorizzazione della Sovrintendenza di Verona. Risolto il contenzioso col privato decideremo come vendere».

Enrico Soli

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da Carta: Vicenza in corteo per gli spazi sociali
capannone | 02 Febbraio, 2008 21:18

sul sito di Carta (www.carta.org) è stato pubblicato un articolo in vista della manifestazione di sabato 2 febbraio per gli spazi sociali.

Vicenza in corteo per gli spazi sociali

Spazi sociali. Già dal nome meriterebbero l’attenzione di antropologi e sociologi. Ma c’è chi si accontenterebbe se anche solo ricevessero l’attenzione dei politici e delle amministrazioni cittadine.
Per portare l’attenzione sulla mancanza di spazi sociali a Vicenza, il gruppo «Caserma no war» organizza sabato 2 febbraio una manifestazione, con un corteo partendo alle 15 da piazza Matteotti arriverà davanti all’ex-caserma Borghesi, a Borgo Casale.
In occasione della manifestazione europea dello scorso dicembre a Vicenza, i ragazzi del collettivo–«un gruppo di giovani, studenti medi e universitari, precari e lavoratori», come loro stessi si definiscono–hanno occupato temporaneamente l’ex-caserma Borghesi, trasformandola in «Caserma no war», un ostello dove accogliere i manifestanti arrivati in città da tutta Europa. «L’occupazione della caserma–precisa Teo, un ragazzo del collettivo–era finalizzata a risolvere il problema logistico dell’ospitalità ai manifestanti, ma con quell’iniziativa abbiamo anche voluto aprire un dibattito sugli spazi sociali in città e in particolare sulle potenzialità degli spazi militari riconvertiti ad uso civile».
Per proporre il loro progetto per lo spazio dell’ex-caserma Borghesi–abbandonata da 10 anni e acquisita all’asta dalla Provincia nel 2004 dal ministero della Difesa–e per lanciare la manifestazione di sabato, il gruppo «Caserma no war» ha consegnato lo scorso martedì una lettera aperta al presidente della Provincia, Attilio Schneck, alla giunta e al consiglio provinciale di Vicenza. «A Vicenza mancano spazi di socialità e di ritrovo–si legge nella lettera del collettivo–dove poter dar sfogo alla propria creatività ed esprimersi liberamente nel campo musicale, artistico e culturale, oltre che sportivo». Come fanno notare i ragazzi del gruppo «Caserma no war», l’ex-caserma Borghesi–per la sua estensione e per la posizione strategica nel centro cittadino–può fornire servizi utili non solo ai giovani, ma anche al quartiere e per tutta la cittadinanza.
Dei numerosi progetti di partecipazione e in favore dei giovani a lungo esibiti dalle amministrazioni locali, nessuno è stato mai realizzato. Alcune fonti locali parlano di un progetto della Provincia da realizzare nell’area dell’ex-caserma Borghesi: d’intesa con la fondazione Studi universitari si vorrebbe costruire delle residenze universitarie, in vista di un aumento degli iscritti. Tuttavia il progetto non è ancora stato presentato e si tratterebbe solo di una proposta, come confermano le parole del forzista Nereo Galvanin, assessore provinciale al patrimonio. «È solo un’ipotesi di lavoro», afferma l’assessore, che però aggiunge «abbiamo deciso di costituire un gruppo di lavoro formato dai rappresentanti della fondazione Studi universitari e dai dirigenti dell’edilizia scolastica della Provincia. Ma al momento stiamo ancora ragionando sulla destinazione dell’edificio».
I ragazzi del gruppo «Caserma no war»–molti dei quali hanno già fatto esperienze di volontariato e gestione di spazi sociali–hanno invece proposto un progetto concreto da attuare nell’ex-caserma Borghesi. «Potremmo realizzare un doposcuola per i ragazzi più giovani–dicono, e continuano–un laboratorio multimediale, un cineforum, degli sportelli informativi per i cittadini e gli immigrati, uno spazio di accoglienza per i senza tetto», le idee sono tante. Il gruppo «Caserma no war» propone di gestire lo spazio secondo i tre principi dell’autorecupero, l’autogestione e l’autofinanziamento.
Si inizia con la manifestazione di sabato pomeriggio, decisi a continuare con determinazione per poter trasformare l’ex-caserma in quello spazio sociale che a Vicenza è sempre mancato. Perchè i giovani diventino protagonisti attivi della vita sociale in città e non «consumatori passivi di un prodotto preconfezionato». In uno spazio dove confrontarsi, partecipare, prendere decisioni condivise e crescere, individualmente, ma anche collettivamente.

 

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La Provincia ha risposto No alla Caserma No War
capannone | 02 Febbraio, 2008 12:08

ieri mattina Attilio Schneck ha risposto negativamente alla richiesta della Caserma Nowar di concedere in comodato d'uso gratuito la Caserma Borghesi, perchè c'è già un progetto di costruzione di una cittadella universitaria con mense, alloggi, sale prove. Alla risposta viene allegata una bozza di relazione progettuale di 8 pagine sulla destinazione d'uso della Borghesi, risalente al 2005, preparata da uno studio di Conegliano. Questa "consulenza" è costata alla Provincia 31.500 euro!!! Avete capito bene 31.500 per preparare un progettino sull'area. In questa relazione è interessante il fatto che in vari punti si accenna alla mancanza di spazi di ritrovo per i giovani e di luoghi dove poter provare, registrare e suonare a costi accessibili. Noi non ci arrendiamo, chiediamo lo stesso un incontro con la Provincia, dove vogliamo lanciare una sfida: dateci la Caserma Borghesi fino all'inizio dei lavori!

Ecco il comunicato della Caserma Nowar:

Il presidente della Provincia Attilio Schneck oggi ha risposto alla nostra lettera aperta, rifiutando la nostra proposta di concessione d’uso gratuito della caserma Borghesi, perchè "il sito è da tenersi in piena disponibilità di questa Provincia per la realizzazione delle opere previste". Infatti oltre alla risposta è allegata una bozza di relazione progettuale sulla trasformazione della Caserma in una cittadella universitaria con tanto di mensa, alloggi, bar, sala studio, area sportiva. Ci troviamo di fronte di conseguenza ancora nella fase di studio di progetti e ricerca di finanziamenti, come ha dichiarato l’assessore Galvanin alla stampa nei giorni scorsi.
In poche parole sia la risposta di Schneck che le dichiarazioni di Galvanin fanno parte di un copione di un film ormai visto troppo volte in questi anni. Quando un gruppo di giovani solleva la problematica sugli spazi sociali, individuando dei luoghi abbandonati da anni, improvvisamente emergono progetti e lavori di imminente inizio su quell’area. E’ una storiella che non ci incanta più. Sono troppi gli esempi in questa città che lo dimostrano: l’ex Siamic in via Verdi di proprietà provinciale nel lontano 2002 doveva diventare un albergo a cinque stelle ed è ancora abbandonato. Per non parlare poi di tutte le promesse in pompa magna dell’assessore comunale "Pinocchio" Abalti, ora anche consigliere provinciale. Il complesso della Rocchetta nel 2003 doveva diventare il centro (commerciale) giovanile, poi la sede della Circoscrizione 1, poi la sede degli Alpini, ma è tutt’ora lasciata all’abbandono più totale. E l’ex-Lanerossi ai Ferrovieri, che doveva diventare un centro di sale prove? Sta crollando da solo. E la necessità di promuovere spazi aggregativi nelle singole circoscrizioni di cui se ne parlava nel 2004? Nessuno ne sa più nulla. Questa è la realtà e noi alle parole invece rispondiamo coi fatti. Abbiamo dimostrato concretamente come può essere utilizzata quell’area ed è per questo che lanciamo una "sfida" all’amministrazione provinciale. Se è vero che non volete concederci la Caserma Borghesi solo perchè c’è già un altro progetto, chiediamo una concessione in comodato d’uso gratuito temporanea fino all’inizio dei lavori di realizzazione della cittadella universitaria in modo tale che già da subito sia restituita alla città.
Chiediamo ufficialmente di conseguenza un incontro nel più breve tempo possibile per discuterne di persona e non solo tramite lettere.
Se ci sarà un rifiuto anche a questa richiesta, vuol dire che quella del "sito già destinato ad altri progetti" è solo una scusa dietro la quale nascondere la volontà politica di non voler affrontare pubblicamente la questione degli spazi sociali in città.

Caserma No War

 

 

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