primo appuntamento di una serie di incontri che vogliono ripercorrere la storia e le vicende dei centri sociali in italia dagli anni '80 ai giorni nostri. Cominciamo venerdì 29 febbraio partendo da Vicenza, la nostra città e la lotta per gli spazi sociali nel 2001 dopo lo sgombero dello Ya Basta e poi faremo un salto indietro di oltre 25 anni andando a vedere l'esperienza del Virus di Milano.
VENERDI' 29 FEBBRAIO
ore 16.00 al Nuovo Capannone Sociale
IL PERCORSO DEI CENTRI SOCIALI IN ITALIA
Proiezione di:
"DEMOLITE I NOSTRI MURI...AUMENTATE I NOSTRI SOGNI"
Video prodotto da Mediablitz nel 2001 che ripercorre le vicende di oltre centinaia di giovani vicentini dal 19 settembre al 3 novembre 2001:dall'abbattimento del CSO Ya Basta! agli assurdi arresti dopo una carica della polizia, attraverso sgomberi ed occupazioni.
a seguire la proiezione di:
"CENTRO SOCIALE VIRUS"
Virus e' un filmato sulla storia del punk, girato in 16 mm nel 1982, all'interno dell'area occupata di via Correggio 18 a Milano.
Sabato 1 marzo al Capannone ci sarà il Kob Festival, dedicato alla Kob Records, una delle eticchette underground ed indipendenti italiane più famose. Sul palco avremo ben 4 gruppi, i LOS FASTIDIOS, gli ATARASSIA GROP, i PANIC ROOTS, streetpunk da Padova e i DIE BY LAW, gruppo metal da Verona. Purtroppo dobbiamo annunciare l'assenza degli Skarface, che non ci saranno. Crediamo che i Los Fastidios non abbiano bisogno di presentazioni, sia perchè al Capannone sono di casa e sempre ben accetti, sia perchè sono uno dei gruppi streetpunk europei più conosciuti. E' dagli anni '90 che suonano sui palchi, nonostante i numerosi cambi di formazione non mollano mai. Hanno parecchi album, ep, live, partecipazioni a compilation come curriculum. "Rebels and Revels" è il loro ultimo albm uscito nel 2006. Sempre del 2006 è l'ep "Un calcio nel pallone", dedicato al mondo delle curve.
Altri grandi ospiti della serata saranno gli ATARASSIA GROP, streetpunk da Como. Anche loro hanno all'attivo degli album e anche una raccolta dei più bei pezzi tra il 93 e il 2001.
PANIC ROOTS
Panic Roots sono nati nel 1999. Influenzati da Rancid e gruppi della Hellcat Records hanno registrato 2 album e 3 ep per la Nerv Records, la label di autoproduzioni creata dai Panic Roots. Nel 2005 esce il nuovo album "Third Impact", più di 40 minuti che spaziano dallo ska, al punk rock all'hc con testi che toccano problematiche sociali e politiche.
Per quanto riguarda gli italiani presenti, c'erano delegazioni di rifondazione, comunisti italiani e alternativa comunista riconoscibili dalle numerose bandiere portate, c'era qualcuno del presidio e qualcuno di noi, ma non in veste ufficiale. Comunque se bisogna dare una percentuale gli italiani rappresentavano forse l'1% della manifestazione.
Sabato scorso la raccolta fime nei gazebi No Dal Molin è stato un successone. L'obiettivo 1000 firme è stato raggiunto sestuplicato!!! 6178 firme in un solo giorno, code ai banchetti per firmare, gente che vuole informarsi, gente che non devi nemmeno fermare e chiedere di firmare, perchè vengono diretti ai gazebi. Piazza Matteotti nel pomeriggio ha visto la nostra presenza e abbiamo caratterizzato il banchetto con la musica, i video, gli striscioni, e anche da noi hanno firmato in tanti. Un gran successo e soprattutto una grande risposta agli attacchi della procura vicentina di questi giorni a dimostrazione che il presidio non è isolato, non rappresenta un gruppetto di estremisti, ma è ben inserito nel tessuto sociale della città.
Con un grande atto di coraggio e di apertura della campagna elettorale nell'ultimo giorno del suo temporaneo mandato da Sindaco Sorrentino ha firmato l'ordinanza di sgombero del presidio, usando come al solito pretesti burocratici legati a presunti abusi edilizi per in realtà lanciare l'ennesimo attacco al presidio e a questa esperienza di democrazia.
LA DEMOCRAZIA NON SI DEMOLISCE
E’ singolare che la Giunta
comunale presenti l’ordinanza di sgombero e demolizione al Presidio
Permanente nel giorno in cui lascia Palazzo Trissino; Sorrentino, che
avrebbe voluto continuare a mangiare astici sulle spalle dei vicentini,
era nero d’invidia: lui se ne va, mentre il Presidio resta.
Una
Giunta sola e isolata chiede la demolizione di uno spazio nel quale, la
stessa mattina, sono state presentate le 6178 firme raccolte nel solo
giorno di sabato 23 febbraio a sostegno delle iniziative del Presidio
Permanente: da una parte la tristezza e la solitudine, dall’altra la
partecipazione e la democrazia.
La destra vicentina apre la
campagna elettorale nel modo che più gli si addice: puntando l’indice
contro un luogo di democrazia e partecipazione che, in questi mesi, è
diventato la casa di quanti vogliono difendere Vicenza dalla
militarizzazione e dalla devastazione ambientale. Un atto sciocco,
perché tutti sanno che il Presidio Permanente non sarà demolito né
spostato di un millimetro fino a quando il movimento che lo ha eletto a
simbolo non avrà raggiunto il proprio obiettivo: quello di impedire la
realizzazione della nuova base militare statunitense.
Un atto di
arroganza, per compiacere ancora una volta l’armata a stelle e strisce,
messo in pratica nell’ultimo giorno di amministrazione della Giunta; e,
del resto, chi ha svenduto Vicenza tradendo la volontà popolare non
poteva che tirare il sasso e togliere la mano.
La Giunta se ne è
andata, ma il Presidio Permanente è ben saldo a Ponte Marchese; le
bandiere del No Dal Molin che continuano a sventolare sopra ai tendoni
dove ogni settimana si riuniscono centinaia di persone sono la miglior
risposta a chi vorrebbe demolire la democrazia per permettere la
costruzione di una nuova base di guerra.
Presidio Permanente, Vicenza, 26 febbraio 2008
Sabato sera al Capannone spazio alle percussione africane. Ci sarà il concerto dei Jamm Africa, musica tribale djembe, dun dun e voci. Gruppo mix black and white diretto da Bassene Djor Macaire, noto maestro di percussioni. A seguire ci sarà anche un djset.
Sabato 23 febbraio il presidio permanente No Dal Molin ha lanciato un'iniziativa che vedrà la presenza di oltre 30 gazebi tra la città e alcuni paesi della provincia per raccogliere firme da una parte in solidarietà con chi in questi giorni ha ricevuto gli avvisi di garanzia per l'occupazione della Prefettura, ma soprattutto dall'altra per rivendicare tutti il percorso portato avanti dal presidio in questi mesi. Le varie manifestazioni ed iniziative le hanno fatti tutti, idealmente la Prefettura non è stata occupata solo da 24 persone, ma da tutti, perchè era un'azione condivisa e collettiva. L'obiettivo è raccogliere 1000 firme per dire che tutti siamo colpevoli di difendere questa città. Noi del Capannone saremo presenti in Piazza Matteotti e gestiremo il gazebo per tutta la giornata. Siccome si tratta di un'iniziativa di rivendicazione del percorso del presidio, noi lo caraterizzeremo portando l'esperienza della caserma No War. Invitiamo tutti quindi soprattutto nel pomeriggio a passare in Piazza Matteotti e rimanere un po' con noi.
Decine di banchetti a Vicenza e in provincia per raccogliere, nella
giornata di sabato 23 febbraio, almeno mille firme in sostegno alle
iniziative del movimento No Dal Molin e in solidarietà con le donne del
Presidio Permanente raggiunte da avvisi di garanzia.
Il prossimo sabato Vicenza sarà disseminata di gazebo con le bandiere
del movimento che si batte contro la nuova base Usa; un’occasione per
sostenere coloro che, con le azioni contro la realizzazione della nuova
base militare, hanno messo in gioco la propria quotidianità; ma anche
un momento per incontrarsi, scambiarsi opinioni, ragionare sul futuro
del movimento che si pone l’obiettivo di impedire la militarizzazione
di Vicenza.
«Se il reato è sognare un mondo migliore e difendere la nostra città,
anche io sono colpevole»: questo il concetto conclusivo della petizione
che sarà presentata nei prossimi giorni durante una conferenza stampa.
L’”operazione mille firme”, dunque, è la prossima iniziativa di un
movimento che, da un anno a questa parte, non passa una settimana senza
costruire assemblee, manifestazioni ed iniziative; un movimento che non
si fermerà fino a quando non avrà raggiunto il proprio obiettivo:
impedire la realizzazione della nuova base Usa; se qualcuno pensava che
gli avvisi di garanzia avrebbero potuto fermare i vicentini, si
sbagliava di grosso: la fiaccolata della scorsa settimana, con circa
1.500 presenze, ne è la più chiara dimostrazione.
Presidio Permanente, Vicenza, 19 febbraio 2008
Sabato per la prima volta a Vicenza suoneranno gli SKARAMANZIA, band ska siciliana da Ragusa. A seguire jamaican dj set con tutte le sonorità provenienti dall'isola caraibica.
SKARAMANZIA
La band nasce nel profondo sud della terra sicula nell’aprile del 2003
per iniziativa di ragazzi ispirati dai propri ideali e dalla musica di
“protesta”. gli SKARAMANZIA
propongono una miscela originale di ska e punk ricca di diverse e
inevitabili influenze mediterranee, evidenti sia nei testi che negli
arrangiamenti e talvolta nella scelta anche della lingua.
Vincitori del “Respect Salento 2007” e del “Festival Palma di
Montechiaro 2006” hanno partecipato festival importanti come il
“Rototom SunSplash 06”, “Suburban Live Set 05 e 06”, “ArezzoWave 06”,
“Sikula Reggae Festival 07”, “Lamezia M.E.I Sud 07”, "M.E.I. di Faenza
07" e a testimonianza del loro impegno sociale contano partecipazioni a
diverse iniziative antimafia. Hanno collaborato e condiviso il palco
con gruppi di rilievo come Skatalites, Sud Sound System, Folkabbestia,
CapaRezza, Mr T-Bone Orchestra, Al Mukawama ('OZulù 99posse), Vinicio
Capossela, Meganoidi, Jovine.
Da agosto 2007 hanno all'attivo il loro primo album LA LUCHA SIGUE
esclusivamente autoprodotto che unisce la voglia di protesta e
l’energia dello ska-punk. All'interno diversi temi che spaziano dal
divertimento disimpegnato alle questioni sociali più calde come la
lotta allo sfruttamento della prostituzione, le guerre e le continue
menzogne del mondo occidentale capitalista che comportano la
distorsione delle informazioni. Attacchi diretti alla malavita e ad
ogni genere di corruzione, al giorno d’oggi parti integranti della
politica e della società siciliana, italiana ed internazionale, non
risparmiando con le loro critiche nemmeno il comportamento imperialista
dell’istituzione vaticana agli occhi di tutti sinonimo di umiltà e
carità.
Dopo il successo di sabato scorso con il concerto delle Pornoriviste, questo sabato ritorniamo a dare spazio alle band vicentine. Ricordiamo poi che il Capannone sarà aperto anche domenica con un concerto hardcore. Importante segnalare che l'orario d'inizio domenica dei concerti è alle 17.00 e quindi non la sera. Sabato suoneranno i DOGMA, gli EiSiDiCi e i REESE(rock) . Domenica invece avremo i TO KILL da Roma, i HOPES DIE LAST (hc da Roma) e i A BREACH ON HEAVEN da Venezia. Vediamo ora nei dettagli le due serate:
SABATO 9 FEBBRAIO
DOGMA rock alternativo sperimentale
Dogma viene alla luce durante l'inverno del 2006, all'ombra di sei
birre nel borgo postindustriale di Vicenza.
Frutto d'un unione etilicospirituale tra Mattia ed Andrea, la giovane
creatura muove i suoi primi passi a casa di quest'ultimo dimostrando
fin da subito un'indole asettica aggressiva patologica.
Al duo iniziale si fonde quindi Jimma, un dj dalle molteplici
esperienze a forte tasso di bpm.
Mentre i lavori proseguono, rapsodicamente ma con metodo, si comincia a
pensare ad un eventuale live. Scocca quindi l'ora di Pino, che entra a
far parte del gruppo come bassista, logistic supporter e uomo piu'
elegante della ciurma. Dogma si
classifica terzo al Vicenza net music, rischia il premio della critica
e viene incluso nella compilation “Canzoni per l’Europa”, in
riconoscimento del suo forte carattere continentale. Ascoltare per
credere.
DOMENICA 10 FEBBRAIO INIZIO CONCERTI ORE 17.00
TO KILL hc da Roma
ecco una recensione di un loro concerto: "
Aprono i To Kill, formazione all star di roma con
membri di Face the Fact, The Difference e The King. Io non li ho ancora
sentiti, anche se me li hanno descritti come molto in stile TERROR.
A me i Terror non piacciono granchè ma devo dire che il live
dei To Kill spacca di brutto. Hardcore meno metalluso di quanto mi
aspettassi e grandi stacchi mid tempo con tanto di chitarre rotanti:
dal terzo pezzo la gente inizia a volare per aria, cori e dita puntate
in alto, i To Kill fanno una figura egregia (dimostrandosi, per il
sottoscritto, ben al di sopra dei Champion), si vede che è
gente che suona dalla mattina alla sera."
A BREACH ON HEAVEN rock/metal da Venezia
A Breach On Heaven si sono formati verso la fine del 2005. Nel gennaio 2006 la band completa la formazione e produce le prime canzoni. Qualche mese dopo la band registra "...And Burn" e nel giugno 2006 iniziano i primi concerti. Nel febbraio 2007 vanno in studio per registrare le parti strumentali e le voci del loro primo album. In Settembre vanno in tour anche in Europa ed ad Ottobre firmano per la "Standby Records Family", la label americana anche dei Hopes die last. In novembre hanno completato il loro primo album "Through the Mirror", un mix di southern rock e screamo melodico. L'album comprende sia le esperienze rock e metal dei membri della band.
HOPES DIE LAST hc da Roma
Gli Hopes Die Last sono un gruppo di una città vicino Roma, hanno
alle spalle un EP che si chiama "Aim For Tomorrow", un demo che
mostrava le capacità di tutti i componenti della band. Il quintetto romano non è da meno di gruppi italiani
affermati come ad esempio i Vanilla Sky o i Gaia Corporation. E' uscito il loro album "Your face down now".
lo striscione d'apertura della manifestazione
tra i manifestanti si nota a sorpresa la presenza di Enrico Hullweck
ad inizio manifestazione si materializza in testa al corteo la presenza di tutte le autorità cittadine, nella foto da sinistra a destra: Arrigo "Pinocchio" Abalti, il presidente della Provincia Attilio Shrek, il vicesindaco Sorrentino, il vescovo Nosiglia, il sindaco Enrico Hullweck e l'ex-presidente della Provincia Manuela Dal Lago
per poter vedere il resto della galleria fotografica cliccare sotto su "Continua" (Continua)
Il brutto tempo annulla la realizzazione del "carro dei potenti", ma nonostante ciò le principali "autorità" cittadine presenziano lo stesso alla nostra manifestazione. Ad aprire il corteo dietro il furgone abbiamo infatti l'assessore "Pinocchio Abalti", il vicesindaco Sorrentino con tanto di bottiglia di vino bevuta per strada (ma non aveva fatto un'ordinanza antialcool?), un Enrico Hullweck in versione dark, un'impassibile Manuela Dal Lago, il vescovo Nosiglia con un inusuale completo nero metal e soprattutto in un elegante giacca e cravatta il presidente della provincia Attilio Shrek. Dietro di loro circa 200 persone, in maggior parte studenti, ma anche qualche adulto, soprattutto del presidio. Dal furgone viene spiegato alla città cosa è stato fatto all'interno della Caserma Borghesi quando è stata occupata. Sono state spiegate le motivazioni che hanno portato a una lettera aperta con la richiesta di comodato d'uso gratuito per la realizzazione di uno spazio sociale polivalente. E' stata attaccata la Provincia per il suo rifiuto alla nostra richiesta anche perchè non si capisce se è un no alla Borghesi o un no a uno spazio sociale in generale. Poi si è ricordato che questo ente per far fare un progetto di massima ha speso 31.500 euro, quando la nostra richiesta è basata sull'autofinanziamento. Il corteo è proseguito lungo Borgo Casale arrivando davanti alla caserma. Nonostante fosse stato annunciato pubblicamente che sarebbe stata una manifestazione tranquilla, c'è stato il solito ed enorme spreco di risorse pubbliche, blindando per niente la zona, mettendo plotoni di carabinieri all'interno della caserma a non far nulla. Arrivati davanti, infatti ai due cancelli sono stati attaccati dei cartelloni che rappresentano il nostro progetto sullo stile di quelli che si trovano fuori dai cantieri. Alla fine le varie autorità locali presenti hanno ufficialmente inaugurato e ci hanno simbolicamente consegnato la caserma Borghesi con tanto di inaugurazione con il taglio del nastro da parte del presidente Attilio Shrek.
Leggi qua poi l'articolo del Giornale di Vicenza "Ci serve la Borghesi" 150 giovani in corteo.
dal Gazzettino del 2 febbraio 2008
Oggi, alle 15, in piazza Matteotti, manifestazione dei collettivi per rivendicare spazi sociali dopo la lettera di Schneck che nega l’uso dell’ex caserma
«La Borghesi? Cittadella universitaria, mai ai No War»
L’assessore Galvanin: «Pronto a spiegare a questi giovani i progetti avviati». Ma l’accusa mossa alla Provincia è di immobilismo
«Vogliamo un altro incontro con la Provincia per capire come la Giunta Schneck intenda affrontare la questione degli spazi sociali e di aggregazione», avevano detto qualche giorno fa i rappresentanti del gruppo giovanile "Caserma No War" per ribadire la richiesta di concessione in comodato gratuito della caserma Borghesi. E ieri mattina la risposta (scritta) è arrivata: il presidente Attilio Schneck respinge ogni richiesta di utilizzo dell'immobile di proprietà della Provincia perché «il sito è da tenersi in piena disponibilità di questa Provincia per la realizzazione delle opere previste», cioè la trasformazione della caserma in una cittadella universitaria con mensa, alloggi, bar, sala studio, area sportiva. «Ci troviamo di fronte di conseguenza ancora nella fase di studio di progetti e ricerca di finanziamenti, come ha dichiarato l'assessore Galvanin alla stampa nei giorni scorsi», commentano i giovani di No War. «In poche parole sia la risposta di Schneck che le dichiarazioni di Galvanin fanno parte di un copione di un film ormai visto troppo volte in questi anni». E annunciano per oggi alle 15 in pizza Matteotti una manifestazione in difesa degli spazi sociali.
L'accusa mossa alla Provincia è di immobilismo: «Quando un gruppo di giovani solleva la problematica sugli spazi sociali, individuando luoghi abbandonati da anni, improvvisamente emergono progetti e lavori di imminente inizio su quell'area: è una storiella che non incanta più. La Provincia ha acquistato da quattro anni la Borghesi e fatalità solo dopo l'occupazione del dicembre scorso (dei No Dal Molin, ndr) viene fuori l'idea del residence universitario. È un dato di fatto: l'ex Siamic in via Verdi, di proprietà provinciale dal lontano 2002 doveva diventare un albergo a cinque stelle ed è ancora abbandonato». Insomma, la Borghesi non sarebbe un caso isolato. Pronta la replica di Nereo Galvanin, assessore provinciale al patrimonio all'edilizia scolastica e alla commissione espropri: «Sono favorevolissimo a un incontro con questi giovani così potrò mostrare loro tutta la documentazione sul progetto relativo alla Borghesi. Abbiamo un calendario lavori che testimonia il fatto che sull'ex caserma stiamo lavorando già da due anni con progetti elaborati dai nostri uffici tecnici. La Fondazione Cariverona, finanziatrice dell'opera (alloggi, aule studio, mensa e servizi per studenti universitari), ha pubblicato un bando approvato ancora in ottobre che scadrà il prossimo 29 febbraio».
I giovani però continuano a chiedere luoghi di aggregazione. «Ma quelli ci sono già», taglia corto Galvanin. «Si trovano nelle circoscrizioni. Forse i 'Caserma No War' vogliono l'esclusiva. Ricordo poi che i principali compiti della Provincia sono scuola, lavoro, viabilità e agricoltura». E la situazione dell'ex Siamic? «Lì al momento siamo bloccati contro la nostra volontà da un contenzioso. C'è infatti il ricorso di un privato che vuole un passaggio sulla nostra proprietà. Il progetto dell'albergo comunque esiste, e stiamo attendendo la l'autorizzazione della Sovrintendenza di Verona. Risolto il contenzioso col privato decideremo come vendere».
Enrico Soli
sul sito di Carta (www.carta.org) è stato pubblicato un articolo in vista della manifestazione di sabato 2 febbraio per gli spazi sociali.
Vicenza in corteo per gli spazi sociali
Spazi sociali. Già dal nome meriterebbero l’attenzione di antropologi e
sociologi. Ma c’è chi si accontenterebbe se anche solo ricevessero
l’attenzione dei politici e delle amministrazioni cittadine.
Per portare l’attenzione sulla mancanza di spazi sociali a Vicenza, il
gruppo «Caserma no war» organizza sabato 2 febbraio una manifestazione,
con un corteo partendo alle 15 da piazza Matteotti arriverà davanti
all’ex-caserma Borghesi, a Borgo Casale.
In occasione della manifestazione europea dello scorso dicembre a
Vicenza, i ragazzi del collettivo–«un gruppo di giovani, studenti medi
e universitari, precari e lavoratori», come loro stessi si
definiscono–hanno occupato temporaneamente l’ex-caserma Borghesi,
trasformandola in «Caserma no war», un ostello dove accogliere i
manifestanti arrivati in città da tutta Europa. «L’occupazione della
caserma–precisa Teo, un ragazzo del collettivo–era finalizzata a
risolvere il problema logistico dell’ospitalità ai manifestanti, ma con
quell’iniziativa abbiamo anche voluto aprire un dibattito sugli spazi
sociali in città e in particolare sulle potenzialità degli spazi
militari riconvertiti ad uso civile».
Per proporre il loro progetto per lo spazio dell’ex-caserma
Borghesi–abbandonata da 10 anni e acquisita all’asta dalla Provincia
nel 2004 dal ministero della Difesa–e per lanciare la manifestazione di
sabato, il gruppo «Caserma no war» ha consegnato lo scorso martedì una
lettera aperta al presidente della Provincia, Attilio Schneck, alla
giunta e al consiglio provinciale di Vicenza. «A Vicenza mancano spazi
di socialità e di ritrovo–si legge nella lettera del collettivo–dove
poter dar sfogo alla propria creatività ed esprimersi liberamente nel
campo musicale, artistico e culturale, oltre che sportivo». Come fanno
notare i ragazzi del gruppo «Caserma no war», l’ex-caserma Borghesi–per
la sua estensione e per la posizione strategica nel centro
cittadino–può fornire servizi utili non solo ai giovani, ma anche al
quartiere e per tutta la cittadinanza.
Dei numerosi progetti di partecipazione e in favore dei giovani a lungo
esibiti dalle amministrazioni locali, nessuno è stato mai realizzato.
Alcune fonti locali parlano di un progetto della Provincia da
realizzare nell’area dell’ex-caserma Borghesi: d’intesa con la
fondazione Studi universitari si vorrebbe costruire delle residenze
universitarie, in vista di un aumento degli iscritti. Tuttavia il
progetto non è ancora stato presentato e si tratterebbe solo di una
proposta, come confermano le parole del forzista Nereo Galvanin,
assessore provinciale al patrimonio. «È solo un’ipotesi di lavoro»,
afferma l’assessore, che però aggiunge «abbiamo deciso di costituire un
gruppo di lavoro formato dai rappresentanti della fondazione Studi
universitari e dai dirigenti dell’edilizia scolastica della Provincia.
Ma al momento stiamo ancora ragionando sulla destinazione
dell’edificio».
I ragazzi del gruppo «Caserma no war»–molti dei quali hanno già
fatto esperienze di volontariato e gestione di spazi sociali–hanno
invece proposto un progetto concreto da attuare nell’ex-caserma
Borghesi. «Potremmo realizzare un doposcuola per i ragazzi più
giovani–dicono, e continuano–un laboratorio multimediale, un cineforum,
degli sportelli informativi per i cittadini e gli immigrati, uno spazio
di accoglienza per i senza tetto», le idee sono tante. Il gruppo
«Caserma no war» propone di gestire lo spazio secondo i tre principi
dell’autorecupero, l’autogestione e l’autofinanziamento.
Si inizia con la manifestazione di sabato pomeriggio, decisi a
continuare con determinazione per poter trasformare l’ex-caserma in
quello spazio sociale che a Vicenza è sempre mancato. Perchè i giovani
diventino protagonisti attivi della vita sociale in città e non
«consumatori passivi di un prodotto preconfezionato». In uno spazio
dove confrontarsi, partecipare, prendere decisioni condivise e
crescere, individualmente, ma anche collettivamente.
ieri mattina Attilio Schneck ha risposto negativamente alla richiesta della Caserma Nowar di concedere in comodato d'uso gratuito la Caserma Borghesi, perchè c'è già un progetto di costruzione di una cittadella universitaria con mense, alloggi, sale prove. Alla risposta viene allegata una bozza di relazione progettuale di 8 pagine sulla destinazione d'uso della Borghesi, risalente al 2005, preparata da uno studio di Conegliano. Questa "consulenza" è costata alla Provincia 31.500 euro!!! Avete capito bene 31.500 per preparare un progettino sull'area. In questa relazione è interessante il fatto che in vari punti si accenna alla mancanza di spazi di ritrovo per i giovani e di luoghi dove poter provare, registrare e suonare a costi accessibili. Noi non ci arrendiamo, chiediamo lo stesso un incontro con la Provincia, dove vogliamo lanciare una sfida: dateci la Caserma Borghesi fino all'inizio dei lavori!
Ecco il comunicato della Caserma Nowar:
Il presidente della Provincia
Attilio Schneck oggi ha risposto alla nostra lettera aperta, rifiutando
la nostra proposta di concessione d’uso gratuito della caserma
Borghesi, perchè "il sito è da tenersi in piena disponibilità di questa
Provincia per la realizzazione delle opere previste". Infatti oltre
alla risposta è allegata una bozza di relazione progettuale sulla
trasformazione della Caserma in una cittadella universitaria con tanto
di mensa, alloggi, bar, sala studio, area sportiva. Ci troviamo di
fronte di conseguenza ancora nella fase di studio di progetti e ricerca
di finanziamenti, come ha dichiarato l’assessore Galvanin alla stampa
nei giorni scorsi.
In poche parole sia la risposta di Schneck che
le dichiarazioni di Galvanin fanno parte di un copione di un film ormai
visto troppo volte in questi anni. Quando un gruppo di giovani solleva
la problematica sugli spazi sociali, individuando dei luoghi
abbandonati da anni, improvvisamente emergono progetti e lavori di
imminente inizio su quell’area. E’ una storiella che non ci incanta
più. Sono troppi gli esempi in questa città che lo dimostrano: l’ex
Siamic in via Verdi di proprietà provinciale nel lontano 2002 doveva
diventare un albergo a cinque stelle ed è ancora abbandonato. Per non
parlare poi di tutte le promesse in pompa magna dell’assessore comunale
"Pinocchio" Abalti, ora anche consigliere provinciale. Il complesso
della Rocchetta nel 2003 doveva diventare il centro (commerciale)
giovanile, poi la sede della Circoscrizione 1, poi la sede degli
Alpini, ma è tutt’ora lasciata all’abbandono più totale. E
l’ex-Lanerossi ai Ferrovieri, che doveva diventare un centro di sale
prove? Sta crollando da solo. E la necessità di promuovere spazi
aggregativi nelle singole circoscrizioni di cui se ne parlava nel 2004?
Nessuno ne sa più nulla. Questa è la realtà e noi alle parole invece
rispondiamo coi fatti. Abbiamo dimostrato concretamente come può essere
utilizzata quell’area ed è per questo che lanciamo una "sfida"
all’amministrazione provinciale. Se è vero che non volete concederci la
Caserma Borghesi solo perchè c’è già un altro progetto, chiediamo una
concessione in comodato d’uso gratuito temporanea fino all’inizio dei
lavori di realizzazione della cittadella universitaria in modo tale che
già da subito sia restituita alla città.
Chiediamo ufficialmente di
conseguenza un incontro nel più breve tempo possibile per discuterne di
persona e non solo tramite lettere.
Se ci sarà un rifiuto anche a
questa richiesta, vuol dire che quella del "sito già destinato ad altri
progetti" è solo una scusa dietro la quale nascondere la volontà
politica di non voler affrontare pubblicamente la questione degli spazi
sociali in città.
Caserma No War





