Il primo concerto del 2008 al Capannone sarà dedicato allo ska. Due band lombarde faranno skankeggiare il pubblico: SKAVALLO da Voghera e ASKATASUNA da Bergamo.
ASKATASUNA (http://www.myspace.com/askatasunaskaband)
Gli Askatasuna nascono nel 2001 dalla comune passione e dall’ amore per
la musica in levare. Alle 4 persone iniziali si sono, in varie riprese,
aggiunti altri elementi, fino ad arrivare agli attuali 8, tra cui una
completa sezione fiati (tromba, trombone e sax).
Il nome Askatasuna significa “libertà” in lingua basca. Libertà… un
bene primario che in molti, troppi, vogliono toglierci!
Accanto alla passione musicale e “filosofica” per tutto il filone
Jamaicano, caratteristica specifica e ricercata del gruppo è quella di
associare alla musica un valore aggiunto attraverso la scrittura di
testi con un marcato impegno politico e sociale. Comunque accanto a
liriche più impegnate che toccano nodi critici del mondo globalizzato
non si è mai accantonata quella vena di sana allegria e spensieratezza
presente da sempre nel DNA degli Askatasuna. Per questo e molto altro
ancora ci auto-identifichiamo con l’espressione “Funny&Social-Ska”.
Nel corso degli anni, la band, ormai giunta al suo sesto anno di vita,
ha raccolto parecchi riscontri positivi da parte di critica e pubblico,
dando vita dal 2001 al 2004 (data in cui è ricominciato un lungo e
travagliato periodo di rifondazione del gruppo) a un centinaio di
concerti che hanno toccato i palchi di diverse città d’Italia e
Svizzera (dal Canton Ticino all’Emilia Romagna passando per Piemonte,
Veneto e Lombardia).
Abbiamo condiviso il palco con gruppi come la Banda Bassotti,
Betagarri, Statuto, The Orobians, Arpioni etc… Siamo stati ospiti anche
di Radio Popolare registrando in quell’occasione un mini-live di 4
pezzi (ormai introvabile) nell’auditorium “Demetrio Stratos”.
Nel 2004 dopo aver registrato il primo Cd in studio, che doveva essere
strumentale ad una tournee nel Pese Basco il gruppo si è sciolto.
Dalla rottura in seno al gruppo sono emersi quattro “storici”
componenti che non hanno mai smesso di credere nel progetto, non
abbandonandolo neanche nei momenti più difficoltosi, dimostrando una
forte passione e amore per la musica suonata.
Dopo anni in cui si sono avuti continui cambi di formazione che non
hanno consentito la programmazione e progettazione di un lavoro con
continuità, gli Askatasuna sono rinati nel 2006. Per esprimere appieno
le potenzialità del nuovo gruppo, si sono cominciati a scrivere pezzi
completamente nuovi, abbandonando momentaneamente i brani suonati negli
anni passati. Sono nate così canzoni che spaziano dal reggae al blues,
dallo ska al folk-rock, dallo swing al rocksteady, il tutto ricamando
sui singoli brani arrangiamenti mai banali e scontati.
Le esibizioni del gruppo si contraddistinguono per una forte carica
energetica che ogni componente del gruppo scarica sul palco senza
centellinare energie…. dunque preparatevi a piegare le ginocchia e a
skankeggiare al ritmo degli Askatasuna.
SKAVALLO (http://www.myspace.com/skavallo)
Gli Skavallo nascono a Voghera nel gennaio 2001 dall’incontro del Massa
e di Marcolino che insieme ad altri tre amici decidono di formare un
gruppo con la sola finalità di divertirsi e senza una chiara idea di
che genere proporre.
Nel settembre, di quello stesso anno, arriva alla batteria il Camo ed
insieme agli altri ragazzi “tentano” di eseguire cover di gruppi
ska-punk della scena di inizio ‘90(Shandon, Derozer, Pornoriviste,
Punkreas, Persiana Jones).
Nel frattempo(siamo nel 2002),dopo vari tentativi di altrettanti
personaggi tra cui Marcolino di cantare, gli Skavallo trovano un
cantante,Paolo,che permette al gruppo di fare un passo avanti nella
musicalità e di inserire in scaletta pezzi degli Ska-P. L’ arrivo del
“Brown” ,che affianca il Massa alla chitarra, porta quella giusta
ambizione di far crescere il gruppo non solo in numero ma anche
scrivendo i primi pezzi di produzione Skavallo.
Si abbandona il punk per far posto al puro ska-rocksteady jamaicano
anni ’60 e con l’arrivo di Marco al sax il gruppo inizia a prendere le
prime vere sembianze di una ska-steady band.
Successivamente a Marco entrano Fedo e Bo(sax e tromba) per poi
completarsi con gli ingressi finali di Graziano alle percussioni e
Chicco alle tastiere.
E’ un periodo buono in cui la band si esibisce tante volte dal vivo
soprattutto nei locali della provincia di Pavia facendo ballare non
solo i propri amici, ma anche persone che come noi hanno la passione
per la musica jamaicana.
Nell’inverno 2003 gli Skavallo entrano in studio per realizzare il
primo demo-autoprodotto contenete 5 pezzi propri e la cover di “Crazy
little thing called love” dei Quenn in versione ska.
Infine vi è un ulteriore cambio di formazione con l’ingresso del Santo
alla voce, verso ottobre del 2004.
La band rimane ferma nell’attività live quasi un anno per poi rientrare
nel marzo 2005 con concerti e un nuovo demo sempre autoprodotto di 8
pezzi.
Il demo finisce nelle mani di Sebi dei Derozer con il quale si decide
di realizzare una coproduzione che prevede la realizzazione del primo
album che uscirà nel 2006.
Nel frattempo nuovo cambio di formazione il Massa passa alla batteria e
si aggiungono Meteo e Popper rispettivamente al basso e alla chitarra.
Tra gli strumenti di comunicazione del Premier ci sono le bugie. Il Parlamento non ha mai affrontato la discussione sulla nuova base Usa a Vicenza; non lo ha fatto nemmeno il Consiglio dei Ministri, con il risultato che l’intero peso della svendita di Vicenza da parte del Governo italiano grava sulle spalle di Prodi. Il quale farebbe bene a non essere troppo ottimista e a spiegare come intende superare i blocchi pacifici di migliaia di cittadini, vicentini e non, che si opporranno ai lavori di costruzione.
A gennaio ci sarà la verifica di Governo: ci aspettiamo segnali concreti da chi si dice contrario alla base; per esempio dal Ministro dell’Ambiente che ha dichiarato che «i lavori non inizieranno senza la Valutazione di Impatto Ambientale»; quest’ultima, se realizzata in modo serio, non potrà che porre la parola fine alla vicenda, bocciando il devastante progetto statunitense.
Il Presidente del Consiglio si sente in dovere di ribadire la propria fedeltà agli Usa perché sa di non poterla garantire: il movimento vicentino, infatti, ha dimostrato trasversalità e radicamento. Il 16 gennaio sarà l’anniversario dell’editto con il quale Romano Prodi annunciò la propria subalternità alle richieste statunitensi. Nonostante ciò, noi quel giorno faremo una festa, perché quello è stato anche il primo giorno del nostro Presidio; un luogo che non smobiliterà fino a quando non avremo raggiunto il nostro obiettivo: impedire la realizzazione del progetto a stelle e strisce.
Presidio Permanente, Vicenza, 28 dicembre 2007
Sabato al Capannone ritorno di BOMCHILOM e VIBRABBONA da Padova per un'esplosiva dancehall di fine anno...
Come è tradizione ogni anno la sera di Natale saremo aperti con il concerto dei Vertical, band acid-jazz vicentina che non ha bisogno di presentazioni. Purtroppo non ci saranno i Rosolina Mar con cui al Capannone a Natale facevano sempre coppia. Al posto della band veronese comunque avremo i Deezgrazia, che hanno suonato di recente al Tognazi Festival. Dopo i concerti la serata continuerà con due dj, Dave deep e Tubo. Anche il djset di Dave deep è una tradizione alla sera di Natale al Capannone.
Lo ammettiamo. E’ vero, non
abbiamo lasciato la caserma Borghesi come l’abbiamo trovata. Infatti
quando siamo entrati abbiamo portato via parecchi cadaveri di uccelli
morti, abbiamo sporcato il pavimento che da grigio scuro (a causa di
uno strato decennale di polvere) è ritornato bianco dopo una serie di
lavaggi, abbiamo reso funzionanti dei bagni. Speriamo poi che ci
scuserete se ci siamo dimenticati di aggiustare le porte rotte e
cancellare i graffiti della "squadra tigre" e della "squadra aquila"
all’entrata delle camerate, dove dormivano i militari in servizio di
leva. Bisogna aver coraggio a definire come "sporco" l’essersi
dimenticato qualche lattina e cartaccia per terra o qualche coperta
dentro nelle stanze di fronte al vergognoso stato di abbandono e
degrado in cui abbiamo trovato la caserma. Il nocciolo della questione
è sempre lo stesso: non si possono lasciare posti del genere a marcire
per anni.
Un’area così grande, se restituita alla città può
esprimere delle potenzialità enormi. La Provincia, invece di perdere
tempo in assurde perizie per stabilire i presunti danni fatti da noi,
dovrebbe chiedere scusa alla città per averla lasciata chiusa per così
tanti anni.
Casualmente dopo la nostra liberazione temporanea si
scopre che l’ex-Borghesi diventerà un residence universitario, ma
quando? Noi ci crediamo poco, abbiamo la netta sensazione che questo
spazio rimarrà vuoto per tanti anni, un po’ come l’ex-Siamic (sempre di
proprietà della Provincia) che ancora cinque anni fa doveva diventare
un hotel a cinque stelle e ad oggi non si hanno ancora notizie sul suo
futuro. La caserma Borghesi va restituita e riaperta alla città subito.
Noi ci offriamo immediatamente come volontari, perchè Vicenza ha
urgente bisogno di spazi di socialità e di accoglienza e noi un po’ di
progetti ed idee da realizzare ce li abbiamo già.
GRUPPO CASERMA NOWAR
sotto una foto emblematica delle condizioni in cui è stata trovata la caserma al momento dell'occupazione
Tva Vicenza e Giornale di Vicenza si sono subito attivati per screditare l'esperienza della Caserma Nowar, un'occupazione che ha permesso la creazione di un ostello in città per ospitare i manifestanti in arrivo da tutta Europa. Si è parlato di rilevamento di impronte digitali, macchie di vernice, coperte dimenticate, lattine, ma non ad esempio dello stato di degrado in generale in cui versa la struttura in generale oppure di come sia possibile che un'area così immensa sia vuota da così tanti anni. Ecco l'articolo del Giornale di Vicenza a riguardo:
DAL MOLIN. Sopralluogo nell’ex caserma Borghesi a Borgo Casale: riscontrati danni, vandalismi e sporcizia
L’occupazione dei No al Dal Molin è finita. La caserma Borghesi torna
alla normalità, in attesa della futura destinazione a residence
universitario. Ora si contano i danni, che aprono le porte alle
polemiche. Questa mattina si riunirà la giunta della Provincia, l’ente
proprietario dell’edificio a Borgo Casale. L’assessore al Patrimonio,
il forzista Nereo Galvanin, illustrerà una relazione sull’occupazione.
Occupazione conclusa E la Provincia querela
La
presentazione di una denuncia appare scontata, come conferma Galvanin,
che ieri ha ricevuto la relazione stilata dai tecnici che hanno
condotto un sopralluogo con gli agenti della Digos per verificare lo
stato della palazzina dopo il passaggio dei No Dal Molin, che l’hanno
trasformata per un fine settimana nell’ostello “Caserme no war”, dove
sono state ospitate parecchie decine di ragazzi venuti a Vicenza per
partecipare al corteo contro la Ederle 2 e alla tre giorni di
mobilitazione europea.
«Sono stati ispezionati i diversi reparti e
settori dell’ex caserma e sono state scattate fotografie - riferisce
l’assessore provinciale -. I tecnici hanno riscontrato danni da scasso
in molte serrature esterne e nelle serrature delle porte dell’archivio
scolastico, dove comunque non sono stati prelevati documenti. Inoltre,
sono stati registrati atti di vandalismo, con l’uso di vernice, e uno
stato di sporcizia. Ci siamo già attivati per la sostituzione dei
lucchetti e per la messa in sicurezza dello stabile. Siamo intenzionati
a presentare una denuncia, augurandoci che sia l’ultima occupazione
abusiva. Stiamo da tempo affrontando il progetto per il futuro della
Borghesi, che vorremmo collegato all’università, con la creazione di
alloggi, mense e altri servizi per gli studenti».
Il caso Borghesi
sarà protagonista anche oggi della scena politica. Durante il question
time del consiglio provinciale, infatti, è prevista la discussione di
una domanda di attualità presentata dal consigliere forzista Roberto
Cattaneo, che è anche leader del comitato del Sì al Dal Molin. Cattaneo
parla di «decine di manifestanti che hanno agito in modo illegale» e di
«occupazione abusiva» della Borghesi «senza aver chiesto alcuna
autorizzazione alla Provincia». Il consigliere, inoltre, chiede «quali
siano le intenzioni dell’amministrazione provinciale nei confronti di
coloro che hanno fisicamente effettuata l’intrusione e di coloro che
l’hanno promossa».
Intanto la questura ha avviato le indagini
sull’episodio. La settantina di studenti che avevano occupato l’ex
caserma per trasformarla in un ostello per il weekend erano già stati
identificati giovedì sera, subito dopo il blitz. La polizia ha
verificato che mantenessero la promessa di andarsene domenica sera
«dopo aver sistemato tutto». In realtà, se buona parte dei rifiuti è
stata portata via, gli studenti non hanno lasciato la caserma come
l’hanno trovata. Da valutare anche la posizione di coloro che hanno
dormito all’interno.
La Digos in queste ore sta lavorando per
identificare e poi segnalare in procura tutti gli autori di atti
vandalici e illegali compiuti nel weekend. La scientifica ha registrato
ore di filmati; ci vorrà del tempo per dare un nome a tutti i
responsabili, che comunque in gran parte sono già conosciuti alle forze
dell’ordine. G. M. M.
Vicenza in questi giorni ospiterà una tre giorni di mobilitazione europea, che vedrà arrivare da tutta Italia e dall'Europa centinaia di persone. Da parte delle istituzioni è stato costruito un clima di chiusura della città di fronte a questo evento. Alle richieste di concessioni di spazi adeguati a garantire l'ospitalità dei manifestanti, il Comune e la Provincia di Vicenza non si sono minimamente degnati di rispondere.
Per fortuna che in questa città non tutti la pensano così. C'è chi pensa che una città basata sui valori dell'accoglienza e della pace sia possibile. Per questa ragione abbiamo liberato temporaneamente per questi giorni l'ex-caserma Borghesi, abbandonata ed inutilizzata da anni, per trasformarla in un ostello per tutti i manifestanti che arriveranno a Vicenza in questi giorni. Abbiamo scelto una ex-caserma militare, perchè ci piace l'idea di una città meno militarizzata senza basi di guerra. Pensiamo che uno spazio militare se riconvertito ad uso civile sia molto più vivo ed utile per tutta la città ed abbiamo intenzione di dimostrarlo in questi giorni.
CASERMA NOWAR
Via Borgo Casale 49, vicino alla Stadio, dietro all'Hotel Continental
Sabato 8 dicembre torna il reggae al Capannone con l'idea di dar spazio e valorizzare la scena locale vicentina. Noi lo consideriamo il primo raduno dei soundsystem vicentini, anticipato dal concerto di una banda dalla provincia, gli Hulah Family, che hanno già infiammato il pubblico del capannone l'anno scorso. La serata è stata strutturata come un misto tra live e dancehall. Verso le 23 saliranno sul palco JAH FARMER & HULAH FAMILY, gruppo reggae da Bassano. Dopo il concerto inizierà la dancehall con l'alternanza di 3 sound vicentini. A rompere il ghiaccio sarà il soundsystem resident del Capannone Sociale che si confronterà con due sound da Bassano, KING P SOUND e gli HYAH LEVEL.
JAH FARMER & HULAH FAMILY (reggae da Bassano/Napoli)
Nel 2005, dopo sette anni di vita nel napoletano, con partecipazioni ai più grandi eventi reggae della penisola Jah
Farmer sposta il progetto in veneto. La formazione definitiva della HulaH Family trova vitalità ed armonia
nell'espressione della più pura conscious muzik.La family vibra...per il gran coinvoilgimento emotivo di tutti i
musicisti... Le liriche di Jah Farmer sono essenzialmente Rasta lyrics, conscious lyrics, ganja lyrics, lontane
dalle contaminazioni che Babylonia ha portato nei cuori di tanti bredrens che inneggiano alla violenza, al razzismo
e all omofobia.
KING P SOUND
Artisticamente nasce nel 2003 come naturale evoluzione di un concetto
di djing portato avanti da Claudio P nel corso di questi anni. Dj dal
1998, Claudio (selecta) arriva dalla scena Hip Hop veneta.
Ha suonato con i maggiori esponenti della scena italiana, mixando funk,
soul, underground hip hop. Tra il 2003 ed il 2004 ha collaborato con dj
Shocca portando a giro degli orignali set. Negli ultimi tre anni la
passione per il reggae ha avuto la meglio ed il passaggio è stato molto
naturale; pur conservando le attitudini dell’Hip Hop (tecnica mi
mixaggio), Claudio non si risparmia e preclude nessuna strada ed
abbraccia la filosofia musicale giamaicana in tutte le sue
sfaccettature. Propone così il dub e la roots music degli anni d’oro,
passando dal nu-roots alla dancehall e soca. I suoi set si fanno
precisi e ricercati e comincia da subito ad instaurare buoni rapporti
con gli altri sound. Partecipa alle ultime due edizioni del Veneto
Blaze, suona a Venezia con Zion Cuts, a Padova con Bom Chilom, a
Conegliano con One Love Hi Powa, a Trieste, Rovigo ed al Rototom
SunSplash di Osoppo. Partecipa a numerose dancehall nelle quali si
confronta con diverse crew ed artisti tra i quali JahZilla, Mad Kid,
Reggaetoni, Bassi Gradassi, Soul EarthQuake etc. Nel 2006 sforna il
secondo cd (il primo non è più in stampa), Bun, un mix di 74 minuti nel
quale partecipa attivamente Esa a.k.a El Prez. Un lavoro “strickly
roots” sopra il quale El Prez si diletta in dj style. Nel 2007 esce un
terzo lavoro dal nome Infart, colonna sonora dell’omonima mostra di
arte contemporanea che ottiene un discreto successo.
HYAH LEVEL (da Bassano)
HyaH LeveL Sound nasce nel giugno 2005 dalll'idea di Jek , Dario aka
Joka Smoka e Moris aka Packman con l'intento di diffondere le
vibrazione Jamaicane a Bassano del Grappa e per poi espandarle in tutto
il Veneto.





