Sabato è di scena al Capannone Sociale un gruppo amico, praticamente di casa, composto da persone con cui ci siamo trovati tante volte in piazza a fare percorsi assieme. Li abbiamo visti suonare durante iniziative, presidi, manifestazioni per gli spazi sociali e non solo. E' quindi un grande piacere ospitare ancora una volta l'osteria, questa band altamente alcoolica. Il loro cd "farabutti e faraboloni" è interamente scaricabile dal loro sito. Il loro è un folk decisamente etilico e nei loro testi si toccano dalle tematiche più politiche-sociali a quelle più divertenti senza mai abbandonare uno sguardo alla nostra città. Dopo il loro concerto avremo un altro graditissimo ospite, infatti "alla consolle" ci sarà Morris. Sì il cantante dei "Morris and the Magicals" farà ballare tutti. Chi lo ha ascoltato durante le trasmissioni della redazione vicentina di Radio Sherwood e di Radio No Dal Molin ha già potuto apprezzare i suoi raffinati gusti musicali che spaziano dalla musica anni '60 in poi.
BASE USA VICENZA
COMIPAR: QUANTA CONFUSIONE
Ad ovest è meglio che a est. Più lontani dalla trafficata Via S. Antonino: occhio non vede, cuore non duole, avranno pensato i componenti del Comipar nel chiuso delle loro stanze.
Una vera e propria rivoluzione, firmata Paolo Costa. Cinquanta metri fan la differenza: distruzione della falda acquifera? Cementificazione del territorio? Stoccaggio di armamenti? Militarizzazione della città? La «decisione democratica», come la definisce il commissario, di realizzare la base Usa non prevede questi problemi. Tra dieci anni li chiameranno «effetti collaterali», come i morti che causano le loro bombe.
La decisione odierna del Comipar è del tutto priva di significato nella babele di posizioni che, in queste settimane, sta attraversando i promotori della militarizzazione della città berica; il commissario Costa parla di “decisione democratica”: dovrà accettare che, in democrazia, possa esserci la maggioranza della comunità locale che continua ad opporsi alla realizzazione dei progetti statunitensi. E questa, attualmente, è anche l’unica certezza dell’intera vicenda: la nuova base Usa non si realizzerà perché tanti cittadini sono determinati ad impedirlo.
Presidio Permanente, Vicenza, 19 novembre 2007





